“The Shamrocks – A night for James Joyce”: il ponte che ha portato a Trieste l’arte e la tradizione della musica dall’Irlanda

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Giovedì 16 aprile 2026, il Politeama Rossetti di Trieste ha ospitato la prima nazionale dello spettacolo “The Shamrocks – A night for James Joyce”, nell’ambito del cartellone “Musical, Concerti & Crossover”. L’evento ha visto protagonisti cinque interpreti canori di alto livello: Jimmy Johnston, Matthew Campbell, Raymond Walsh, Jack Walsh e Nathan Johnston. Le loro voci erano accompagnate da alcuni tra i più qualificati polistrumentisti irlandesi, offrendo una performance di grande rilievo nel panorama musicale mondiale.

“The Shamrocks” sono famosi per le armonizzazioni a cinque voci molto potenti e mescolano ballate tradizionali irlandesi, canzoni classiche celtiche e pezzi più moderni, con un forte impatto teatrale.

Vincitori di due Emmy Awards, hanno trasformato i palcoscenici più importanti del mondo in vivaci feste, tipiche dei pub irlandesi: dalla sala concerti principale della Sydney Opera House all’iconico Fox Theatre di Detroit, fino al concerto sold-out all’Adelphi Theatre nel West End di Londra per la festa di Saint Patrick. Con oltre 100 milioni di visualizzazioni online dei loro video, 250.000 follower sui social media e concerti in oltre 30 paesi, continuano a reinventare il repertorio della musica irlandese includendo brani originali destinati a lasciare il segno, il tutto celebrando le loro radici, essendo cresciuti nell’Irlanda del Nord. Hanno  fatto il loro debutto in un tour nazionale in Inghilterra, con date da tutto esaurito. Il loro esordio italiano al Politeama Rossetti di Trieste ha celebrato il legame tra Dublino e Trieste attraverso riferimenti letterari e l’opera di James Joyce.

Il nome del gruppo (la parola “Shamrock”) è un’anglicizzazione del gaelico seamróg (“giovane trifoglio”) e dà il nome anche alla variante “celtica” del Rock and roll (Shamrock ‘n Roll).

Il trifoglio irlandese è strettamente correlato all’Irlanda e alla sua cultura. È una tradizione antichissima, registrata per iscritto solo dal 1726. Secondo  la tradizione, la pianta fu usata dapprima da San Patrizio e poi da San Colombano (in irlandese: Colum Bán, “Colomba bianca”, 540 circa –615, un monaco missionario celtico, evangelizzatore d’Europa), per spiegare agli irlandesi la dottrina della Trinità. Sebbene sia ormai riconosciuto come simbolo dell’isola d’Irlanda, non ha un’adozione ufficiale né in Irlanda del Nord (il cui emblema è “Red Hand of Ulster”, una corona sopra una stella al cui interno c’è una mano rossa aperta) né nella Repubblica d’Irlanda (il cui emblema è un’arpa celtica dorata su scudo azzurro).

Il leader dei “The Shamrock”, Raymond Walsh, è originario di Belfast. Ha calcato a lungo il palcoscenico dei musical negli ultimi 10 anni, ma è conosciuto soprattutto per la sua interpretazione di Grantaire in “Les Misérables”. È uno dei pochissimi attori al mondo ad aver partecipato alla produzione originale del West End, alla nuova tournée, al concerto del West End, al tour nelle arene e al film-concerto. Ha avuto anche la fortuna di interpretare il ruolo di Thénardier per oltre 100 repliche a Londra.

Raymond ha creato “The Shamrocks” nel 2018 come trampolino di lancio per celebrare l’incredibile talento con cui è cresciuto nell’Irlanda del Nord e soprattutto per mostrare i progressi compiuti dal Paese negli ultimi anni. (Devo essere sincera, nel sentire nominare Ulster, Belfast o Londonderry, mi è tornato in mente il lungo periodo in cui tremende e orribili sommosse fratricide hanno insanguinato quella terra magnifica, ed ho provato un sottile piacere nel pensare che sia passato).

Tornando a Raymond Walsh, recentemente ha prodotto e co-diretto lo speciale televisivo di debutto di “The Shamrock” per BBC e PBS, vincendo due Emmy regionali, tra cui quello per il miglior programma di intrattenimento, oltre a una candidatura come miglior regista e una nomination per un premio della Royal Television Society in Irlanda del  Nord.

Ray è entusiasta di produrre questo spettacolo e di esibirsi con il suo fratellino Jack e i suoi migliori amici Jimmy Johnston, Matthew Campbell e Nathan Johnston. Tutti hanno voci molto belle, morbide, vivaci, intense e potenti, ognuna con le proprie caratteristiche eleganti, mai sguaiate: tutti sono cantanti molto carismatici e catalizzano l’attenzione del pubblico. Il repertorio eseguito, all’incirca una ventina di brani, ha compreso “Irish Medley” a “Finnegans Wake” (connessione all’opera di James Joyce), culminando con “Whiskey in the jar”, “Holy Ground” e “Irish Rower” e includendo la splendida, emozionante e molto conosciuta “Danny Boy” eseguita a cappella, brano spesso introdotto nelle colonne sonore di molti film americani (per esempio “Little Nellie Kelly” del 1940.in cui canta Judy Garland, “The Quiet Man –“L’uomo tranquillo” del 1952, con John Wayne e Maureen O’Hara, “Good Will Hunting” -“Will Hunting – Genio ribelle” del 1997, con Matt Damon e Robin Williams, “The Boxer” del1997, con Daniel Day-Lewis, “Goodfellas” – “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese, del 1990, con Robert De Niro, Ray Liotta e Joe Pesci).

La musica tradizionale irlandese è antichissima, con radici celtiche (Irlanda e Scozia). Si è sviluppata oralmente per secoli, con forte influenza di balli, feste (céilí) e sessioni nei pub. È una musica di comunità, trasmessa di generazione in generazione. Ha continuato a diffondersi nel mondo e la sua erede legittima e molto vicina è la Musica Western / Country, che nasce nel XIX-XX secolo negli Stati Uniti, soprattutto nelle zone rurali del Sud e degli Appalachi, e poi si evolve nel West (Texas, Oklahoma, ecc.). Deriva in gran parte dalla musica folk degli immigrati scozzesi e irlandesi che si stabilirono in America, mescolandosi poi con influenze africane (blues), messicane e hawaiane.

Gli strumenti tipici, affiancati da chitarre acustiche, tastiere e chitarra basso (suonata dal padre dei fratelli Walsh) che hanno accompagnato le magnifiche esecuzioni degli straordinari cinque vocalist, sono:

Violino (fiddle) – suonato in modo molto grintoso, strascinato, veloce e con grazia e corposità

Tin whistle, (flauto in latta irlandese)

Uilleann pipe (cornamusa irlandese)

Bodhrán Irlandese (tamburo a cornice)

Il gruppo “The Shamrock” in toto, grazie alla innegabile capacità di “fare musica” con entusiasmo e gioia, è riuscito a creare a Trieste un’atmosfera gioiosa tipica delle feste irlandesi (mancava solo un po’ di birra o di whiskey). Sono stati capaci di attrarre appassionati di musica tradizionale, amanti del talento artistico, spettatori ignari del genere ma curiosi. Il teatro era pienissimo. Tutti attenti ad ascoltare la musica struggente costellata delle note del flauto o della cornamusa, pronti ad ascoltare le storie narrate nei brani, sebbene fosse complesso capirne a fondo i testi. Tutti attenti e scatenati al ritmo esondante e coinvolgente del Bodhrán, affascinante anche nel modo di suonarlo. Tutti pronti a battere le mani a tempo, facendosi scappare uno “Yaaaa-hooooo” stile saloon dei film western (sic!).

Comunque, è stata una bellissima serata. La gente era felice e coinvolta e di ‘sti tempi, si sa, non è proprio facile!

 

Da Trieste per oggi è tutto

Rosa Zammitto Schiller

 

 

THE SHAMROCKS

A Night for James Joyce

Raymond Walsh — Leader del gruppo, voce

Jack Walsh — Voce

Jimmy Johnston — Voce, arrangiatore e multistrumentista

Nathan Johnston — Voce (fratello minore di Jimmy)

Matthew Campbell — Voce, Musical Director

 

 

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