Non solo un appuntamento istituzionale, ma un vero e proprio manifesto culturale
La conferenza stampa “Il diverso volto del Teatro”, in programma il 5 maggio 2026 alle ore 17:00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Mercato San Severino, si presenta come un momento di sintesi tra arte, impegno sociale e territorio, dove il teatro si afferma come pratica viva, capace di generare relazioni, consapevolezza e cura.
Promossa dalle associazioni “Crescere Insieme Oltre il Teatro”, SISM Salerno e “Noi Donne Soprattutto”, con il patrocinio morale dell’amministrazione comunale, l’iniziativa punta alla costruzione di una rete territoriale ampia e partecipata, coinvolgendo anche i comuni di Baronissi, Fisciano, Montoro, Castel San Giorgio, Calvanico, Bracigliano, Siano e Pellezzano, in un dialogo che abbraccia l’intera provincia di Salerno.
In questo contesto, il teatro supera i confini della scena per diventare strumento concreto di intervento sociale: un luogo in cui si elaborano esperienze, si costruiscono legami e si attivano percorsi di inclusione. I progetti “Smile-X” e “4 zampe per la vita”, che saranno presentati durante la conferenza, rappresentano esempi tangibili di questo approccio, in cui l’arte si intreccia con il benessere della comunità.
Ma è sul piano artistico che questa visione trova la sua espressione più compiuta. Il 30 maggio, al Teatro Comunale, andrà in scena “Lisistrata: la guerra è un ‘affare’ da donne (Colei che scioglie gli eserciti)”, uno spettacolo che si preannuncia come molto più di una semplice rappresentazione.
Non è la solita Lisistrata. Fin dalle prime battute emerge un’energia diversa: il testo di Aristofane viene attraversato e restituito con uno sguardo contemporaneo, capace di renderlo sorprendentemente vicino al presente. Non una mera rilettura, ma una riscrittura scenica che conserva la forza provocatoria dell’originale e la traduce in un linguaggio diretto, immediato, profondamente attuale.
La vicenda resta quella archetipica: la guerra che si prolunga, gli uomini ostinati nel conflitto, le donne che osservano, comprendono e infine decidono. Ma è proprio in questa scelta che lo spettacolo trova il suo centro vitale. Lisistrata si impone come una figura moderna: lucida, determinata, carismatica. La sua intuizione — tanto semplice quanto radicale — diventa azione collettiva: “Niente pace? Niente amore.”
Da qui prende forma una dinamica scenica serrata, costruita su reazioni a catena, alleanze e contrasti che si diffondono con una forza quasi “virale”, richiamando i meccanismi comunicativi del nostro tempo. Il linguaggio è pop, diretto, senza filtri. Si ride — molto — ma la comicità diventa strumento critico, capace di far emergere temi centrali come il potere, la guerra, le relazioni e la solidarietà femminile.
La regia di Clotilde Grisolia tiene insieme ritmo e profondità, costruendo una messinscena dinamica e corale che coinvolge lo spettatore senza rinunciare alla riflessione. Il risultato è uno spettacolo che intrattiene e, al tempo stesso, lascia una domanda aperta, sottile ma persistente: la guerra è davvero un affare da uomini?
In questo quadro, Lisistrata diventa molto più di un evento teatrale: è un dispositivo culturale, un atto di cura collettiva che attraversa il tempo e parla al presente. Un teatro che non si limita a rappresentare la realtà, ma contribuisce a trasformarla, restituendo alla scena il suo ruolo più autentico: quello di spazio vivo, necessario, condiviso.
Krizia Di Domenico

