In scena il 18 aprile 2026 al Teatro Civico della spezia.
Maurizio Lastrico torna in scena con Sul Lastrico e, ancora una volta, dimostra che la comicità può essere un atto teatrale totale, un luogo dove la parola si fa corpo, ritmo, confessione, gioco. Non è soltanto un comico che rima: è un attore che attraversa la lingua come un territorio emotivo, un artigiano che scolpisce la risata con la stessa cura con cui un poeta lima un verso.
Le sue celebri terzine dantesche tornano, certo, ma non come marchio di fabbrica: come strumento vivo, elastico, capace di trasformare la quotidianità in epica domestica. Le “gioie e sfighe” della sua vita diventano materia narrativa condivisa, specchio in cui il pubblico si riconosce senza vergogna, con quella complicità che solo la comicità più onesta sa generare.
In Sul Lastrico la biografia si intreccia alla carriera, il racconto personale si apre al dialogo, e il pubblico non è spettatore ma complice. Lastrico lo chiama, lo provoca, lo ascolta: la platea diventa un coro che risponde, un organismo vivo che respira insieme a lui. È qui che la sua formazione teatrale si rivela in tutta la sua forza: la precisione dell’attore sostiene l’improvvisazione del comico, la disciplina del palcoscenico si fonde con la libertà del cabaret.
Il risultato è un teatro che non si accontenta di far ridere: fa bene. Fa bene perché non indulge nella nostalgia, non si rifugia nei ricordi, non cerca rifugio in un passato idealizzato. Lastrico lavora con gli strumenti dell’oggi, con la lingua dell’oggi, con le fragilità dell’oggi. È un testimone della nostra commedia umana, uno che non si limita a osservare: attraversa, assorbe, restituisce.
Il live è il suo habitat naturale, e si sente. Ogni gesto, ogni pausa, ogni inflessione è calibrata con una cura che non toglie spontaneità, ma la rende più luminosa. La sua presenza scenica è quella di un attore che conosce il peso del silenzio tanto quanto quello della battuta, e che sa che la risata, quando è vera, è un atto di fiducia reciproca.
Sul Lastrico è uno spettacolo che non pretende di essere altro da ciò che è: un incontro umano, un racconto che si fa ritmo, un gioco che si fa teatro.
E in questo incontro, in questo ritmo, in questo gioco, Lastrico conferma di essere uno dei narratori più vitali della nostra comicità contemporanea.
Giuliano Angeletti

