“Romeo e Giulietta”: rinascono grazie alla congiunzione astrale tra Shakespeare e Gounod e i due storici teatri di Trieste

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Mercoledì 29 aprile 2026 presso la sala del Ridotto Victor de Sabata del Teatro Verdi di Trieste, il Sovrintendente Giuliano Polo ha dato il “La” alla presentazione della nuova doppia produzione “Roméo et Juliette” di Charles Gounod e “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare per la Stagione d’Opera e di Balletto 2025-2026 del Teatro Verdi di Trieste e per la Stagione 2025-2026 del “Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”. Sono intervenuti per il Teatro Verdi il Sovrintendente Giuliano Polo, il Direttore Artistico Valerio Vicari, il vice-presidente Andrea Melon, il Maestro Leonardo Sini; per il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia “Il Rossetti” il Presidente Francesco Granbassi, il direttore artistico nonché regista di entrambi gli spettacoli Paolo Valerio, la giornalista Sara Del Sal per “Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi”, la moderatrice Marina Nocilla. Non potevano assolutamente mancare le Istituzioni cittadine, rappresentate dalla Vicesindaca Serena Tonel.

Era presente anche un’ampia parte del cast di entrambi gli spettacoli e non sono mancate due intense, emozionanti e toccanti esibizioni in duetto, sia in prosa che in musica, da parte dei bravissimi e giovanissimi interpreti dei ruoli dei romantici innamorati di Verona.

Grazie alla collaborazione tra i due teatri storici della città di Trieste – il Verdi ed il Rossetti -, dall’8 al 24 maggio 2026 si avrà su un unico palco, quello del Teatro Verdi, un progetto culturale innovativo, un’inedita doppia produzione dedicata alla coppia letteraria più celebre della cultura occidentale, Romeo e Giulietta, raccontati in musica dall’opera di Gounod ed in prosa dal testo di Shakespeare con un’unica visuale registica, quella di Paolo Valerio. Grazie a questa regia per entrambi i titoli, i dodici appuntamenti, intrecciati tra prosa e opera, offriranno al pubblico un’occasione davvero unica – in Italia e in Europa – per godere di un excursus storico, letterario e musicale, sui temi eterni di Eros (Ἔρως), il dio dell’amore capriccioso e volubile, e di Thanatos. (Θάνατος), figlio della Notte e fratello di Sonno: Amore e Morte, violenza e trascendenza, dalla fine ‘500 di Shakespeare e dall’800 francese di Gounod alla modernità.

Questa iniziativa sarà portata in tournée nazionale, offrendo un dialogo tra il Cinquecento inglese, l’Ottocento francese e la visione moderna del regista Paolo Valerio, figura riconosciuta nel panorama teatrale come attore, docente e direttore artistico, dal 2021 a capo del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

L’opera di Gounod, rappresentata a Trieste solamente due volte (nel 1913 e nel 2010), torna così in una nuova veste, aggiungendo valore a questo evento raro. La complessa genesi creativa di “Roméo et Juliette”, influenzata dalle esigenze produttive del tardo Ottocento francese e dall’aspirazione estetica di Gounod, viene riletta da Valerio in maniera tale da mettere in evidenza la dimensione universale dei temi shakespeariani, offrendo un’interpretazione tanto atemporale quanto attuale, con uno scenario ben noto e riconoscibile, quello del fiabesco castello di Miramare, che sembra prestarsi perfettamente come luogo per la tragedia shakespeariana (romanticismo, bellezza e un tocco di malinconia), collegando il conflitto tra le famiglie alla storia di Trieste/Miramare nel periodo della Grande Guerra, con dolorose e tremende divisioni tra italiani e austriaci).

L’opera in prosa vedrà, in via straordinaria, l’orchestra del Teatro Verdi impegnata nell’esecuzione delle musiche originali di Valter Sivilotti, pianista, direttore e compositore di rilievo, noto per la sua esperienza sia nella musica colta che nel cantautorato e per numerose collaborazioni con importanti artisti come Peppe Servillo, Tosca, Antonella Ruggiero. Il Konzertmeister e violino solista nelle composizioni di Sivilotti, sarà Stefano Furini, storica spalla del Verdi, mentre si esibiranno in solo anche la violoncellista Maria Giulia Lanati e il trombonista Domenico Lazzaroni. La produzione rappresenta un significativo impegno per le maestranze artistiche e la squadra creativa del Verdi, con figure apicali coinvolte in entrambe le produzioni: Francesca Tunno per le scene, Stefano Nicolao per i costumi, Claudio Schmid per le luci e Alessandro Papa per i contributi video. Le coreografie saranno affidate a Daniela Schiavone (per il melodramma) e a Monica Codena (per la prosa).

Sul podio dell’opera al suo debutto nel teatro cittadino Leonardo Sini, uno dei giovani talenti più interessanti del momento e già ben accolto su palchi del calibro di Maggio Musicale Fiorentino, Tokyo, Deutsche Oper Berlin, Opera Australia e Opéra National de Paris.

Il cast di Gounod si distingue per due importanti debutti al Teatro Verdi: Nina Minasyan, soprano armena di rilievo internazionale, interpreterà il ruolo di Juliette; Galeano Salas, tenore messicano-americano con esperienze presso la Scala e l’Arena di Verona, sarà Roméo. Tanti i talenti emergenti nel cast tutti giovani con voci interessanti e fresche.

Il “Romeo e Giulietta” di Shakespeare vedrà sul palco un cast di prim’ordine, un notevole gruppo di attori – molti dei quali per scelta registica giovanissimi – che attraverso un lavoro potente e armonioso assicurano alla messinscena di questo capolavoro il giusto equilibrio di energia, vitalità, leggerezza, poetica nella parte iniziale, per condurre poi il pubblico nella drammatica e toccante conclusione. Per citare solo due nomi della nutrita compagnia, Giacomo Albites Coen (un Romeo che, in sala, ha dato prova di emozionante bravura) e Caterina Truci (una Giulietta moderna che non fa sconti all’onirica storia d’amore), protagonisti di una edizione che, pur restando fedelmente radicata al testo poetico di Shakespeare, sarà piena di temi attuali nei quali potremo riconoscerci.

Paolo Valerio ha affermato che questa nuova edizione di “Romeo e Giulietta” è ambientata in uno scenario universale, capace di rappresentare la tragedia dei due amanti in un contrasto violento come descritto nel testo shakespeariano, dove l’odio tra le famiglie insanguina le strade di Verona. Il regista ritiene impossibile ignorare il tema della guerra e della sua inutilità, oggi particolarmente attuale e ahinoi, vicino, e per questo motivo ha scelto di richiamare la guerra dei Balcani, uno scenario prossimo seppur ormai distante trent’anni. Emergono la complessità del tema dei nazionalismi, delle etnie e di un bilancio doloroso che evidenzia come nessuno abbia realmente vinto. Il mondo di Sarajevo diventa quindi un riferimento d’ispirazione per il regista, presente anche nella scenografia dominata da uno specchio, omaggio al genio di Josef Svoboda, (innovativo scenografo e regista teatrale ceco,1920-2002, autore di oltre 700 scenografie) che conferisce ulteriore intensità alla vitalità dei giovani protagonisti, nonostante la solitudine, l’indifferenza degli adulti e la disperazione.

Il progetto “Roméo et Juliette” / “Romeo e Giulietta” vede una coproduzione rara tra la Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia. Firmare le due regie e gestire contemporaneamente prove e debutti rappresenta sì per Paolo Valerio un impegno importante e anche un’opportunità, ma anche, a sua detta, un onore, oltre che un tributo di un Veronese a Trieste, divenuta sua città teatralmente di adozione, ormai da parecchi anni.

Attendiamo dunque le prime, ormai vicinissime…poi ci aggiorniamo!

Da Trieste per oggi è tutto

Rosa Zammitto Schiller

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