Roma torna a respirare cinema nel cuore della sua storia. C’è un brusio elegante che riempie il salone del Grand Hotel Palace di Roma. È il 4 maggio, sono le 18:00, e l’aria profuma di quella nostalgia vibrante che solo il grande schermo sa regalare. Chiudi gli occhi per un istante e lasciati trasportare: puoi quasi sentire il tocco vellutato delle poltrone, il calore delle luci soffuse e quell’emozione sottile che corre lungo la schiena quando si sta per svelare un segreto. Non siamo qui per le solite passerelle; oggi, sotto i lampadari di cristallo della Capitale, i protagonisti sono le mani, il sudore e l’ingegno di chi il cinema lo “fa” davvero. Ti senti avvolto, parte integrante di un mondo dove la realtà diventa sogno.
L’occasione è speciale: la presentazione di “Quelli che il cinema”, il documentario targato Rai Contenuti Digitali e Transmediali. Un progetto che non è solo un racconto, ma un atto d’amore profondo verso i mestieri del set, nato dalla visione di Enzo De Camillis, scenografo di lungo corso e Direttore Artistico del prestigioso Premio “La Pellicola d’Oro”. Proprio lui ha voluto questa iniziativa per portare alla luce quegli straordinari professionisti che il suo premio celebra da anni. Questo evento segna una prima, significativa ripartenza del cinema italiano proprio in una delle vie simbolo della grande stagione cinematografica della Capitale: grazie alla collaborazione dell’Associazione Via Veneto District APS, Via Veneto torna ad essere luogo di cultura, incontro e racconto.
Ad immortalare l’essenza di questo incontro, trascinandoti fisicamente in quella sala, sono gli scatti e lo sguardo attento di Fabrizio Nocini. Attraverso la sua narrazione visiva, riesce a catturare l’anima della serata; le foto di Fabrizio Nocini non sono semplici immagini, ma frammenti di realtà che documentano l’abbraccio tra le istituzioni e il mondo artigiano del cinema, restituendo ad ogni lettore ogni singola emozione vibrante vissuta tra quelle mura.
Mentre la giornalista Roberta Ammendola conduce la serata con estrema professionalità, lo sguardo cade sui volti in prima fila. Nel corso dell’evento, Mariano Angelucci (Comune di Roma) ha sottolineato l’importanza di riportare il cinema al centro della vita culturale della strada, rilanciandone il valore storico e identitario. Si avverte tutto il peso e la storia de “La Pellicola d’Oro”, un riconoscimento che ha saputo ridare dignità a chi sta nell’ombra: dagli scenografi, che trasformano il nulla in mondi incantati, ai macchinisti, forza instancabile che permette alla macchina da presa di danzare nello spazio. Senza di loro, la scenografia di un film resterebbe un disegno immobile, privata di quella struttura e di quel movimento che la rendono viva.
Accanto a De Camillis, gli autori Andrea Piersanti e Federica Gentile ci accompagnano in un viaggio che attraversa la storia del cinema italiano. L’atmosfera si scalda quando le luci si abbassano e la regia di Lorenzo Di Majo (scritta con Mariano D’Angelo e Vittorio Simonelli) mostra i dettagli dei laboratori, il rumore dei martelli e la precisione dei pennelli. Si avverte l’emozione palpabile di Gabriella Buontempo (Presidente e produttrice) e della Preside Gloria Malatesta (Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema), mentre la testimonianza di Laura Delli Colli aggiunge autorevolezza a questo tributo.
In sala, la forza della Media Partnership Rai è rappresentata da Giusy Carruba, Maria Avola e Maria Rita Grieco, insieme a Iside Castagnola (Regione Lazio), Antonella Melito (Roma Capitale) e Maria Consiglio Merigliano (MiC). La bellezza del cinema si fa carne e ossa con le attrici Daniela Poggi, Marina Tagliaferri e Mita Medici, testimoni del lavoro immenso dei tecnici, insieme a numerosi ospiti tra cui Lana Orfei, Greta Gasbarri, Imma Piro, Maria Ruspoli, Pino Nazio ed Emanuela Pineschi.
Uscendo dal Grand Hotel Palace, con le luci di Via Veneto che iniziano a brillare nel blu della sera, resta addosso una sensazione precisa: la voglia di tornare in sala e guardare oltre l’inquadratura, grati a quei maestri che con il legno, il ferro e la fantasia costruiscono i nostri sogni. È un primo passo concreto per riportare il cinema nel cuore di Roma, un momento reso eterno dall’articolo di Fabrizio Nocini e dalle sue immagini magistrali.
Articolo di Fabrizio Nocini
Foto di Fabrizio Nocini

