In scena il 17 e il 18 aprile 2026 al Teatro degli Industri di Grosseto.
In La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, la compagnia Les Moustaches costruisce un dispositivo teatrale che si colloca in quella zona liminare dove il grottesco incontra il sacro, e dove la marginalità diventa materia mitica. Il personaggio di Ciccio Speranza, creatura fragile e corpulenta, è il centro gravitazionale di un racconto che non si limita a narrare una vicenda individuale, ma che interroga la possibilità stessa del desiderio in un contesto che lo nega.
Ciccio è un corpo‑metafora, un angelo obeso caduto nella provincia italiana, un essere che porta sulla pelle la condanna genealogica di una famiglia che ripete sé stessa da generazioni. La sua catapecchia non è solo un luogo fisico: è un ecosistema di destino, un microcosmo stagnante che diventa simbolo di un’Italia laterale, dimenticata, dove i sogni non evaporano ma marciscono lentamente.
La scrittura di Alberto Fumagalli lavora per ossimori incarnati: Ciccio è grasso ma leggero, goffo ma etereo, gutturale ma poetico. La sua danza in tutù rosa non è un gesto estetico, bensì un atto di resistenza ontologica. È il tentativo disperato di costruire un altrove attraverso il movimento, di generare un varco nel reale attraverso la ripetizione rituale di un sogno impossibile.
La regia di D’Auria e Fumagalli amplifica questa tensione tra destino e desiderio, scegliendo una coralità che non soffoca il protagonista ma lo sostiene come un controcanto tragico‑comico. Gli interpreti, Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri, si muovono come figure di un coro arcaico, ora carnefici inconsapevoli, ora specchi deformanti, ora custodi di un mondo che non sa immaginare altro che sé stesso.
Il lavoro sui costumi di Giulio Morini, in particolare il tutù rosa, diventa un elemento drammaturgico centrale: non un semplice abito, ma un talismano scenico, un oggetto che trasforma Ciccio in un’icona di vulnerabilità e resistenza.
La pièce si colloca così in una tradizione che unisce il teatro di figura umana al mito popolare, evocando echi di Pasolini, di Copi, di un certo realismo magico padano. Ma ciò che la rende davvero significativa è la capacità di trasformare un micro‑dramma provinciale in una liturgia del desiderio negato, in un racconto universale sulla violenza silenziosa delle origini e sulla necessità di inventarsi un destino quando il destino non concede alternative.
Ciccio Speranza non è un personaggio da commiserare: è un eroe tragico minore, un martire del sogno, un danzatore cosmico intrappolato in un corpo che non collabora. La sua storia, difficilissima, è un monito e una preghiera: non rattrappire gli istinti, non accettare la gabbia, non smettere di danzare anche quando il mondo non ti ha mai visto danzare.
Giuliano Angeletti
LA DIFFICILISSIMA STORIA DELLA VITA DI CICCIO SPERANZA
Les Moustaches
di Alberto Fumagalli
con Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri
Costumi Giulio Morini
Aiuto regia Tommaso Ferrero
Regia Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli
Foto Serena Pea
produzione Les Moustaches/Società per Attori/Accademia Perduta Romagna Teatri

