A noi piace interpretarlo in questo modo!
La storia inizia come sempre con un castello, meglio ancora se iniziasse dalla Palazzina di Stupinigi, meglio ancora dalla Palazzina delle delizie come la pensava Napoleone e i “suoi Savoia”. Pertanto, senza menar il can per l’aia, andiamo a iniziare…
Saranno proprio le battute di caccia o comunque cosa c’è di più stanchevole al punto di ritrovare un Emanuele Filiberto annoiato e stanco della solita minestra, decise che interpellò lo Juvara commissionandogli di provvedere a darle una rinfrescata al luogo!
Non tutti sanno che i lavori vanno a rilento soprattutto quando il bene pubblico va a discapito di chi non è il committente.
L’impronta avvenne con la scusa di una visita di Francesco Stefano di Lorena, futuro Sacro Romano Impero, il quale per ragioni a noi non dette, permise di far sì che soggiornasse a Stupinigi, non tanto per mostrare lo straordinario complesso quanto per valutarne le stupende caratteristiche. La chicca che emerge tra le cose viste, opera dello scultore Francesco Ladatta è l’imponenza del Cervo, mascherato da parafulmine, oggi viene definito simbolo della palazzina. Sontuose dimore, ma non al punto di soggiornarvi a lungo, serviva solo come riposo dopo l’estenuante battura di caccia.
Nel frattempo, con la rivoluzione francese, il Piemonte venne ammesso alla Francia nominando il principe Camillo Borghese che guarda caso aveva sposato Paolina Bonaparte , fu allora che divenne la residenza preferita del principe.
Con il ritorno dei Savoia, la Palazzina continuò a essere punto fermo ospitando feste, ma la curiosità maggiore fu una presenza insolita dovuta ad un regalo da parte di un emirato arabo quello di un elefante indiano chiamato Fritz, amatissimo da molti bambini… purtroppo anche le cose belle hanno un epilogo: Fu abbattuto, giacché nel tempo l’animale iniziava a dare segni di squilibrio mentale, lasciando un vuoto incolmabile… tra i suoi innumerevoli seguaci…
Non si sa bene il perché ma questo gesto, fu immortalato con una copia ricordando le stesse fattezze che lo ha reso celebre.
Daniele Giordano
