“Il Principe d’Egitto” è sempre più vicino: si è tenuta il giorno 8 maggio 2026, nel foyer “Vittorio Gassmann” del Teatro Rossetti di Trieste, la Conferenza Stampa di presentazione dell’attesissima anteprima nazionale della prima versione italiana del musical “Il Principe d’Egitto”, tratto dal film di animazione della DreamWorks. Questo lavoro sta segnando un momento importante per il teatro musicale italiano. Il progetto si distingue per la sua ambizione e per la sua capacità di combinare grande spettacolo e ricerca scenica.
Il “Rossetti” ha portato a Trieste e nel Friuli-Venezia Giulia, nell’arco di pochissimo tempo, grandi spettacoli, titoli internazionali e prime italiane di prestigio nel mondo del Musical. Ancora negli occhi e nel cuore abbiamo “Alegrìa In a New Light” del Cirque du Soleil, “Les Misérables – The Arena Musica Spectacular”, “Anastasia” e “The Phantom of the Opera” con Ramin Karimloo e la regia di Federico Bellone.
All’incontro con i media sono intervenuti per “Il Rossetti” il Presidente Francesco Granbassi e il Direttore Organizzativo Stefano Curti, il regista Federico Bellone, per la produzione “Broadway Italia s.r.l.” Paolo Carta e Massimo Fregnani, insieme a parte degli interpreti principali. Hanno descritto uno spettacolo che mira a superare i confini del Musical tradizionale in Italia, mettendo in luce l’intensità emotiva della musica, la complessità “scenotecnica” e la coralità del cast.
Il film d’animazione della DreamWorks, che alla fine degli anni Novanta ha avuto un grandissimo successo, ha rappresentato una svolta nell’animazione, con un’opera diversa dal modello Disney, mescolando elementi di spiritualità, avventura e dramma. Federico Bellone ha tenuto caldamente a precisare che non si tratta di una semplice trasposizione cinematografica, ma di una rilettura teatrale che amplifica l’emozione dell’originale attraverso la performance dal vivo.
Nel suo modo accorato ed emozionante, Federico Bellone ha illustrato come il portare questo titolo a teatro implichi affrontare grandi sfide e grandi aspettative, mantenendo l’anima intima della storia, che ruota attorno al legame delle due iconiche figure dei protagonisti, Mosè e Ramses. L’intervento degli attori ha rivelato un intenso lavoro sulla dimensione emotiva dei personaggi, creando un racconto che cerca di bilanciare spettacolarità e intimità.
Il progetto, che sta accendendo esponenzialmente le attese, prevede anche una grandiosità visiva, con oltre cinquanta artisti coinvolti sul palcoscenico e una scenografia da kolossal, articolata, complessa e affascinante. Bellone ha descritto un Egitto teatrale che evoca monumentalità senza sembrare solo una cartolina. Le immagini delle prove, mostrate durante la conferenza promettevano un’esperienza mozzafiato sia per il punto di vista visuale che per l’eccellente talento degli interpreti.
Entusiasmo e consapevolezza hanno caratterizzato i racconti del gruppo creativo, sottolineando il valore della anteprima nazionale assoluta di questo Musical che debutterà a Trieste. Negli ultimi anni, “Il Rossetti” è diventato un polo vitale per il Musical europeo, ospitando produzioni di alto livello e contribuendo a sviluppare un pubblico ampio e diversificato sotto tutti i punti divista. Senza dimenticare le moltissime presenze di pubblico proveniente dall’estero, grazie anche alla posizione geografica della città.
La musica di Stephen Schwartz, vincitore di tre premi Oscar, è centrale nel progetto e i suoi brani, come la splendida e conosciutissima “When You Believe”, di cui è stata fatta una versione in lingua italiana dal titolo “Se crederai”, sono attesi per il loro impatto emozionale. Basta sentire una sola nota per far tornare nella mente e nel cuore la sempre stupefacente voce di Whitney Houston, indimenticata, compianta e rimpianta (che manca tantissimo) in duetto con Mariah Carey. Anche i costumi sono stati progettati, costruiti e cuciti al fine di evitare rigidità e iconografie sovraesposte ed esagerate (come quelle usate in altri contesti, ma ben collocate nei nostri ricordi), cercando un equilibrio tra storia e contemporaneità. La coralità dello spettacolo e dell’intero cast è stata giustamente evidenziata, sottolineando anche il fatto che vi siano interpreti abilissimi e preparatissimi e che vi siano tra loro artisti pronti ad interpretare, all’occorrenza, qualsiasi ruolo. Il racconto coinvolge masse di attori che aggiungono profondità ed elevano alla massima potenza lo spessore della storia.
L’esperienza visiva e sonora avrà un ruolo fondamentale nello spettacolo, con un’attenzione particolare agli effetti e all’immersività (l’attesa della scena della divisione delle acque ad opera di Mosè è enorme). Attesissimi anche gli effetti speciali, elemento centrale dell’allestimento, curati da Paolo Carta, professionista di riferimento nel settore, che firma qui un utilizzo inedito di arti sceniche per ricreare le celebri piaghe d’Egitto.
C’è una forte aspettativa per lo spettacolo, che punta a ridefinire gli standard del teatro musicale in Italia. Quando debutterà il 14 maggio 2026 al “Rossetti”, accompagnandoci fino al 17 maggio 2026, il pubblico non assisterà solo a un nuovo Musical, ma a un evento artistico e produttivo significativo e di straordinario impatto, di sicuro lascerà in ognuno di noi un segno profondo.
La scelta di Trieste per il debutto è simbolica, indicando la crescita delle ambizioni del Musical italiano e il potenziale di “Il Rossetti” come luogo adatto a tali sfide. Durante la conferenza si sono pronunciati Granbassi, Bellone, Curti e Fregnani, ciascuno contribuendo a delineare il profilo di una produzione dallo spessore internazionale e sottolineando quanto la piazza di Trieste sia nota per la proposta dei grandi musical.
Francesco Granbassi ha sottolineato l’importanza di ospitare a Trieste queste eventi, che arricchiscono l’offerta culturale non solo locale. Stefano Curti ha evidenziato come “Il Rossetti” abbia accumulato riconoscimenti anche all’estero. Massimo Fregnani ha concluso sulla portata produttiva dell’allestimento, promettendo una fusione tra arte, storia e racconto mai vista prima.
Adesso non ci resta che attendere il 14 maggio 2026. La voglia di assistere a questo gioiello, scatenata fin dalla presentazione di febbraio 2026, di cui allego il link del mio articolo (https://www.corrieredellospettacolo.net/2026/02/15/il-principe-degitto-il-musical-mose-lantico-testamento-e-il-messaggio-di-fede-identita-sacrificio-perdono-tra-note-e-fantasmagorie/), è davvero tanta e il momento si avvicina. Noi, amanti del teatro a tutto tondo, ci stiamo già leccando i baffi!
Ci risentiamo presto!
Da Trieste per oggi è tutto
Rosa Zammitto Schiller

