Le amazzoni di Silvia Gribaudi

Data:

In scena dal 5 al 7 maggio 2026 al Teatro Fonderie Limone di Torino.

C’è una qualità inconfondibile nel lavoro di Silvia Gribaudi: la capacità di trasformare il corpo in un atto politico senza mai perdere ironia, leggerezza, umanità. La sua nuova creazione sulle Amazzoni non fa eccezione. Anzi, rilancia. Qui il mito non è un pretesto narrativo, ma un detonatore: un modo per interrogare ciò che ancora oggi definisce, limita, disciplina i corpi femminili.

Sul palco, Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva non interpretano le Amazzoni: le incarnano. Non come figure eroiche, ma come presenze vive, vulnerabili, potenti. Il lavoro di Gribaudi scardina l’immaginario classico – quello delle guerriere mostruose, nemiche dell’ordine greco – e lo ribalta con un gesto semplice e radicale: restituire alle Amazzoni la loro umanità. Non più creature da temere, ma donne che scelgono. Donne che resistono. Donne che si autodeterminano.

La coreografia procede per accumulo: corpi che si sostengono, si sfidano, si imitano, si contraddicono. Non c’è un’estetica della perfezione, ma un’estetica della presenza. Ogni performer porta in scena la propria fisicità come un territorio politico, un campo di battaglia che non ha bisogno di armi per essere eloquente. La danza diventa un linguaggio di libertà, un modo per dire: “Io sono qui, così come sono, e questo basta”.

Le musiche di Matteo Franceschini amplificano questo movimento di emancipazione: pulsazioni, ritmi spezzati, aperture improvvise che sembrano suggerire un mondo in trasformazione, un paesaggio sonoro che accompagna la nascita di un nuovo immaginario.

Il cuore dello spettacolo sta proprio in questo: non rappresentare un mito, ma riscriverlo. Le Amazzoni di Gribaudi non sono un esercito, non sono un simbolo monolitico. Sono un arcipelago di possibilità. Ognuna con la propria storia, il proprio modo di occupare lo spazio, la propria misura di forza e fragilità. E proprio questa pluralità diventa politica: un invito a immaginare un mondo dove i corpi non devono più rispondere a un modello, dove la libertà non è un privilegio ma un diritto.

Lo spettacolo non predica, non spiega, non illustra. Mostra. E nel mostrare, libera. È un atto di fiducia nel corpo come luogo di resistenza. Alla fine resta una sensazione precisa: quella di aver assistito non a una celebrazione del mito, ma a una sua restituzione. Le Amazzoni non sono più figure del passato, ma presenze del presente. Non appartengono alla leggenda, ma alla possibilità. E questa possibilità ha il volto, il respiro e la sublimità delle cinque interpreti che la incarnano.

Giuliano Angeletti

LE AMAZZONI
di Silvia Gribaudi
con Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme, Vittoria Caneva
musiche Matteo Franceschini
disegno Luci Luca Serafini
styling Ettore Lombardi
assistente Alla Coreografia Francesco Dalmasso
consulenza Artistica Matteo Maffesanti
tecnica Lucia Ferrero foto Andrea Macchia
creative producer Mauro Danesi
produzione Associazione Culturale Zebra (It)

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