Nel 70° anniversario della morte dell’artista Jackson Pollock (11 agosto 1956), al MET- Metropolitan Museum of Art di New York, sarà allestita una mostra dedicata a Jackson Pollock e Lee Krasner, intitolata Krasner and Pollock: Past Continuous,che si svolgerà dal 4 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. L’esposizione presenterà oltre 120 opere, esplorando la relazione e l’influenza reciproca tra i due artisti nel contesto dell’Espressionismo Astratto.
Seppur scomparso a 44 anni per un incidente stradale, nella sua breve carriera artistica Pollock ci ha lasciato opere che travalicano tempo e spazio. Come ogni artista la sua evoluzione creativa è passata dall’iniziale influenza del surrealismo, cubismo e dall’arte dei nativi americani, egli iniziò l’esplorazione di forme figurative ed emotive, giungendo poi a quella tecnica del tutto personale del Dripping ovvero dello sgocciolamento del colore direttamente sulla tela distesa per terra.
Osservare una delle opere di Jackson Pollock significa entrare in contatto direttamente con una molteplicità di sensazioni ed emozioni. I colori così sfacciatamente vividi e liberi sulla tela, potrebbero erroneamente rimandare ad un caos creativo, quello sgocciolamento che fece di Pollock il creatore di un nuovo concetto di pittura, attraverso l’Action Painting, l’azione del porre il colore sulla tela che diventa così l’essenza del concetto di pittura, l’azione più che l’immagine che si andava delineando. Il colore puro versato sulla tela è un frutto maturato dagli insegnamenti del pittore messicano Alvaro Alfaro Siquieros , specializzato in murales, dove l’espressività è posta in essere senza passare da disegni preparatori o bozzetti.
C’è qualcosa di animalesco, istintivo nell’arte di Pollock, viscerale, quasi umorale, dove dipinti possono ogni volta riportarci ad emozioni differenti a seconda del personale stato emotivo dell’osservatore. Non più pennello e cavalletto ed il gesto della mano, ma l’intero corpo messo al servizio dell’arte, dove l’energia fluiva direttamente attraverso gli schizzi, ottenuti con i mezzi più differenti: pennelli induriti, bastoncini o anche siringhe da cucina.
Le origini dello stile distintivo di Pollock sono emerse nel 1946, in quello che è stato considerato l’anno più importante dell’artista. In quell’anno egli ha prodotto, insieme a “Red Composition”, la serie di sette dipinti denominati “Sounds in Grassi che segnano l’abbandono di Pollock dall’utilizzo del pennello, iniziando ad applicare i colori spalmandoli direttamente dal tubetto. In questa serie di dipinti è compreso “Eyes in the Heat” (Collezione Solomon R. Guggenheim, New York), considerato tra i primi dipinti che preannunciano quelli dell’inverno del 1946-47.
Pollock ha sempre suscitato curiosità specie tra studiosi di matematica e fisica, dove l’apparente caos creativo si è scoperto che ha affinità con i frattali matematici, diventando così la rappresentazione per eccellenza del caos matematico. Inoltre dai risultati dello studio di un gruppo di ricercatori della Brown’s School of Engineering in uno studio pubblicato sulla rivista Plos One, è emerso che Pollock è stato in grado di evitare ‘l’instabilità a spirale’, cioè quei ricci o quelle spirali evidenti che si creano quando un fluido viene versato, questo grazie alla velocità della sua mano, alla distanza mantenuta dalla tela e allo spessore della vernice utilizzata. Secondo i ricercatori, l’assenza di instabilità a spirale nel lavoro di Pollock potrebbe essere utilizzata per identificare e autenticare le sue opere.
La famosa opera “Red Composition” è un’importante opera giovanile del celebre artista americano è stata battuta all’asta da Christie’s di New York il 6 ottobre del 2020 per una cifra di 13 milioni di dollari.
Su alcune opere, circa 24 tra dipinti e disegni ritrovati nel 2003 in un armadio a Wainscott, New York, c’è il dubbio che siano effettivamente opera di Pollock. Alcuni fisici si sono chiesti se l’analisi dei frattali sia utilizzabile per autenticare le opere. L’analisi dei colori usati evidenzia che alcuni di essi non erano ancora stati brevettati all’epoca della morte di Pollock, anche se potrebbe esserseli procurati ugualmente da qualche commerciante. La discussione non ha ancora prodotto risultati.
In ogni caso a distanza di 70 anni dalla sua morte il suo stile resta ineguagliato, una stella tra le stelle, come il “Riflesso dell’Orsa Maggiore” opera realizzata nel 1947.(un dipinto a olio, smalto e alluminio su tela, conservato allo Stedelijk Museum di Amsterdam. n.d.r.).
Laura Scoteroni

