Finalmente è arrivato sul palcoscenico del teatro Rossetti, in anteprima assoluta, dal 14 al 17 maggio 2026, “Il Principe d’Egitto – il musical”, la prima versione italiana del musical tratto dall’omonimo film di animazione del 1998. La Première Nazionale andrà in scena al Teatro Brancaccio a Roma dal 29 ottobre 2026 e proseguirà la tournée a Milano al Teatro Arcimboldi, dal 26 novembre 2026.
È sicuramente un grande evento che abbiamo aspettato per mesi, fin da quando è stato presentato a Roma, in conferenza stampa, il 15 febbraio 2026 e di cui ho scritto ai seguenti link:
- https://www.corrieredellospettacolo.net/2026/02/15/il-principe-degitto-il-musical-mose-lantico-testamento-e-il-messaggio-di-fede-identita-sacrificio-perdono-tra-note-e-fantasmagorie/
- https://www.corrieredellospettacolo.net/2026/05/09/il-principe-degitto-a-trieste-e-in-italia-cresce-lattesa-del-kolossal-dei-nostri-giorni/
“Il Principe d’Egitto” (The Prince of Egypt) è un capolavoro musicale-a tema religioso, basato sulla Bibbia, precisamente sul Libro dell’Esodo e sulla figura di Mosè.
Il film d’animazione del 1998 fu il primo lungometraggio animato tradizionale della DreamWorks Animation (fondata nel 1994 come parte di DreamWorks SKG da Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen, da cui le iniziali SKG), con la Regia di Brenda Chapman, Steve Hickner, Simon Wells. Le voci originali erano di: Val Kilmer (Mosè), Ralph Fiennes (Ramses), Michelle Pfeiffer (Tzipporah), Sandra Bullock (Miriam) nonché Jeff Goldblum, Patrick Stewart, Helen Mirren, Steve Martin e Martin Short. Nella versione italiana ricordiamo l’ottimo doppiaggio di, tra gli altri, Massimo Lodolo (Mosè) e Francesco Pannofino (Ramses).
Le musiche delle canzoni sono di Stephen Schwartz (canzone iconica è “When You Believe”, vincitrice del Premio Oscar nel1999, cantata da Mariah Carey e Whitney Houston), e la colonna sonora di Hans Zimmer. L’incasso totale fu di oltre 218 milioni di dollari, all’epoca un vero record per un film animato non-Disney, ed ebbe una critica molto positiva per animazione, regia, voci e soprattutto per il rispetto del racconto biblico. Considerato ancora oggi uno dei migliori film animati di sempre, il film racconta l’amicizia e la complicità fraterna tra Mosè e Ramses, la scoperta delle origini ebraiche di Mosè, le dieci piaghe e la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù. È visivamente spettacolare e a tratti anche divertente.
Fu adattato, dallo stesso Stephen Schwartz, come musical teatrale, (musiche e testi) basandosi sul libro di Philip LaZebnik, includendo cinque canzoni dal film più una decina nuove composizioni. Debuttò in California nel 2017, arrivando nel West End di Londra al Dominion Theatre nel 2020.
Poi… nel 2026 è approdato al Teatro Rossetti di Trieste con la sua maestosità. Federico Bellone, regista e scenografo, lo ha definito, a ragione, un kolossal. Uno spettacolo davvero complesso da portare in scena, pieno di episodi salienti dislocati in luoghi e ambienti diversi. C’è da dire però che sono riusciti a trovare delle soluzioni molto interessanti in maniera (chiedo scusa per l’ardire) semplice ma molto, molto, molto efficace.
Varie emozioni e vari stati d’animo si mescolano da subito entrando nel teatro.
C’è fermento. Nel foyer dedicato a Vittorio Gassman, brulicante di persone, spicca il grande cartonato con la locandina dove le persone amano farsi ritrarre. Una ragazza con una piccola sala trucco portatile, piena di ombretti, kajal, lustrini, colora amorevolmente i visi e sottolinea gli occhi, in stile egizio, di alcuni piccoli e grandi spettatori / spettatrici; c’è ovviamente l’angolo del merchandising e si aggirano anche alcune figure che sfoggiano un dress code a tema.
C’è curiosità. La si capta tra i commenti degli astanti e soprattutto dei giovani, che sono emozionati perché ricordano “il cartone” della loro infanzia.
C’è attesa. Entrando nella sala, si ha ancora di più la percezione che siamo davanti a un grande evento. Il Rossetti è pienissimo, zeppo di persone di ogni età e di tanti bambini che sono stati (durante lo spettacolo) molto buoni e silenziosi!
Il sipario è aperto e sul velatino, che nasconde totalmente sia la scena che il palpito di coloro che aspettano dietro, pronti a entrare, compare il titolo con il logo. Buio in sala. Silenzio. Pian piano la scritta scompare: quella barriera, che ci separa dalla storia, si solleva per dare spazio ad una scena desertica e apparentemente rovente, con un sole cocente (che sarà pressoché onnipresente in tutte le scene), sabbia vera e… sabbia vera. Comincia a popolarsi di persone con abiti di colori caldi, tra cui spicca il rosso bordeaux. Sono gli schiavi ebrei che stanno lavorando disperatamente sotto gli schiocchi “incentivanti” di una frusta impugnata da un guardiano egizio. Avviene poi la prima sorpresa. Riescono ad issare ed innalzare una piramide in scena, dietro il cui vertice compare e domina il Sole, il dio Sole.
È solo l’inizio del rutilante mondo rappresentato in questo spettacolo. Paolo Carta ha inventato e realizzato tantissimi escamotages scenici e tutti degni di nota, a cominciare dalla sagoma della piramide che, una volta abbassata e posta al centro del palcoscenico, crea una magnifica prospettiva di grande profondità. Poi si susseguono lo stendere di un drappo azzurro che raffigura il Nilo che trasporta la cesta con il piccolo Mosè, la sfida tra Ramses e Mosè con la mimata corsa dei carri, con la quale staccano il naso di una enorme Sfinge; le impalcature dei cantieri per la costruzione dei templi, poste in elegante prospettiva; le sale di imponenti palazzi contraddistinte da colonnati; l’effige del Faraone (tutti puntini di luce che trafiggono un fondale nero, che ricorda i disegni creati dai droni) che domina l’intera scena; l’accampamento del deserto e la festa con danze coinvolgenti; la barca reale che fa la sua comparsa dall’alto; per non parlare poi della magnificenza della scena del roveto ardente e quella delle piaghe d’Egitto, rese in maniera spettacolare e originale da un disegnatore di Sand Art che, usando una tavola retroilluminato e versando sabbia scura, con le mani o le dita ha creato, in tempo reale, il susseguirsi di quegli eventi, trasformando fluidamente i soggetti delle piaghe da uno all’altro, con uno stile tipo animazione.
Poi il Nilo che si trasforma in sangue, la strage dei primogeniti (resa in maniera fantastica e toccante) per culminare nel fantasmagorico attraversamento del Mar Rosso. Una scena davvero fantastica ed emozionante, un effetto sconvolgente per la sua bellezza e precisione, che ha provocato un’accelerazione dei battiti del cuore. Dopo questo meraviglioso climax, assolutamente degno di particolare attenzione, ha luogo il vero “Esodo” dal palcoscenico dei personaggi e degli artisti, che attraversano in massa la platea diretti verso l’uscita della sala…momento davvero indimenticabile.
Tutto ciò è realizzato, come accennavo prima, senza aiuti di laser o proiezioni, bensì con effetti speciali “fisici” e fantastici, in cui il fumo, i tessuti e i giochi di luci hanno creato geniali momenti di trasformazione dei vari e molteplici luoghi.
Anche i costumi della bravissima Elena Cicorella sono essenziali e di grande impatto visivo, dando un colpo d’occhio complessivo molto elegante, con dei colori importanti ma non troppo sgargianti, creando un forte impatto su uno sfondo caratterizzato dalla monocromia del deserto.
Il cast è davvero notevole. Bellissimi, giovanissimi, bravissimi per un musical molto impegnativo soprattutto musicalmente e vocalmente. Sono tutti degni di nota: Mosè (Riccardo Maccaferri) e Ramses (Lorenzo Tognocchi) dominano il palco da veri e potenti protagonisti. Alla loro interpretazione non manca nulla, sono convinti e convincenti, abili e accattivanti, commoventi ed emozionanti. Giulia Sol (Tziporrah) è davvero stupenda, ha una fisicità perfetta, voce strepitosa e movenze seducenti; Daniela Pobega (Regina Tuya) è regale e tenera, assertiva e dolce, una vera madre di due figli così diversi, così…”problematici” e così mirabilmente uguali nel suo cuore. Grande voce e grande professionista (pubblicherò a breve un’intervista fatta in questa circostanza), è stata molto acclamata poiché questo musical ha segnato il suo ritorno, da triestina, al Rossetti. E poi Michelle Perera (Yocheved / Miriam) e Matilde Guidotti (Nefertari), entrambe con presenza scenica, personalità, ruolo, vocalità perfetti. Non voglio dimenticare Gipeto (Faraone Seti / Jethro) e Fabrizio Corucci (Sacerdote Hotep), due fantastici interpreti, colonne portanti della scena del musical italiano. Degno di nota anche il danzatore Lazaro Rojas Perez, potente e affascinante nelle sue abili performances.
Che dire?
Grazie a tutti, proprio a tutti i performers (in totale, compresi gli interpreti principali, una cinquantina) che hanno contribuito e messo a disposizione di tutti noi la loro anima e la loro sensibilità, abilissimi nel rompere la Quarta Parete fiondandosi in platea e nei palchi/gallerie per scatenare il pubblico in un festante battimani. Si percepiva il medesimo entusiasmo in ognuno di loro.
Grazie a Broadway Italia srl per aver creduto e prodotto questo fantasmagorico (sotto tutti i punti di vista) spettacolo.
Grazie a Federico Bellone che ha osato. Ha osato molto ed è stato premiato da un pubblico attento e partecipe (ed è solo l’inizio!). Sono certa che lo sarà sempre di più e ovunque. Bellone ha dimostrato ancora una volta di essere un abile e sensibile creatore di atmosfere e “concretizzatore” di idee importanti e di momenti pregnanti, davvero profondi e indimenticabili, pieni di quegli spunti di riflessione e di quell’incanto di cui abbiamo davvero necessità e sentiamo il forte bisogno.
Grazie a tutti coloro che hanno fattivamente operato in quest’impresa, affinché questo momento magico fosse realizzato e portato ovunque perché tutti possano “Credere nei Miracoli”.
Da Trieste per oggi è tutto.
Rosa Zammitto Schiller
Foto Simone Di Luca
IL PRINCIPE D’EGITTO IL MUSICAL – IL TEAM CREATIVO
Federico Bellone – Regia & Scenografie
Paolo Carta – Illusioni & Effetti Speciali
Giovanni Maria Lori – Supervisione Musicale
Marta Melchiorre – Sezione Danza E Movimenti Coreografici
Elena Cicorella – Costumi, Acconciature, Trucco
Valerio Tiberi – Disegno Luci
Poti Martin – Disegno Fonico
IL PRINCIPE D’EGITTO IL MUSICAL – IL CAST
Mosè: Riccardo Maccaferri
Ramses: Lorenzo Tognocchi
Tziporrah: Giulia Sol
Faraone Seti / Jethro: Gipeto
Yocheved / Miriam: Michelle Perera
Regina Tuya: Daniela Pobega
Nefertari: Matilde Guidotti
Sacerdote Hotep: Fabrizio Corucci
Aaron: Renato Tognocchi
Danzatore: Lazaro Rojas Perez
Ensemble: Chiara Vergassola
Ensemble: Rocco Di Donato
Ensemble: Lorenzo Maria Giambattista
Prodotto da: Broadway Italia Srl

