Intervista a Maddalena Giocondo, Presidente dell’associazione Carena e Project Manager di Carena Editore

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Cos’è Carena e qual è la missione di Carena Editore?

Carena nasce con l’idea di costruire un incubatore di progetti volti alla valorizzazione del territorio, alla costruzione di reti e a sostegno della cultura.

Crediamo che cultura e formazione possano rappresentare strumenti concreti di cambiamento sociale.

Il nostro progetto cardine, Carena Editore è un progetto di editoria sociale: per come la intendiamo, è uno spazio di espressione e di cura, in cui la scrittura diventa uno strumento per condividere esperienze, generare consapevolezza e contribuire, anche attraverso un libro, a costruire una società più attenta e inclusiva.

Quali sono i progetti futuri di Carena Editore e quale ruolo può avere l’editoria sociale nella società di oggi?

L’editoria sociale può svolgere un ruolo molto importante. Viviamo in una società sempre più veloce, dove spesso si perde il valore dell’ascolto e dell’incontro. Per cui, nel nostro percorso ci poniamo l’obiettivo e il dovere di rieducare i giovani, ma anche gli adulti, a frequentare nuovamente i luoghi della cultura, attraverso eventi e pubblicazioni sempre più mirati alla valorizzazione del potenziale umano. Biblioteche, teatri, spazi culturali e comunità artistiche devono tornare ad essere luoghi vissuti quotidianamente.

Come nasce il progetto “Amore Anima a Morte” e quale significato assume all’interno della visione di Carena Editore?

Il progetto “Amore Anima a Morte” rappresenta qualcosa di più di una pubblicazione editoriale. Grazie alla sensibilità artistica che l’autrice Gabriella Giocondo ha prestato alla scrittura e sposando il progetto, il suo libro è uno strumento per costruire una rete sociale e culturale capace di mettere in connessione il mondo dell’editoria con quello del teatro.

L’evento del 5 giugno alla Santissima Community Hub di Napoli rappresenta concretamente questa visione: dietro un’opera letteraria vogliamo costruire un progetto di rilancio culturale che coinvolga tutti i pilastri dell’arte e della cultura.

Quale messaggio desiderate lasciare a chi parteciperà all’evento del 5 giugno e a chi seguirà il progetto Carena nei prossimi anni?

Vorrei invitare tutti a considerare la cultura non come un lusso, ma come una necessità. Ogni libro letto, ogni spettacolo visto, ogni incontro culturale vissuto contribuisce a costruire una società più consapevole, più libera e più umana.

Se riusciremo a far uscire anche una sola persona da casa per accompagnarla in un teatro, in una biblioteca o in uno spazio culturale, avremo già raggiunto un risultato importante. Le comunità crescono quando le persone tornano a incontrarsi, a dialogare e a condividere emozioni.

Il nostro sogno è che dietro ogni libro pubblicato da Carena Editore nasca una nuova occasione di incontro, di riflessione e di cambiamento sociale. Perché la cultura non cambia il mondo da sola, ma cambia le persone che poi saranno in grado di cambiarlo.

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