PARIGI – Per qualche istante si perde il senso delle distanze. Le figure si dissolvono, i contorni sfumano, l’architettura stessa sembra evaporare. Nella grande Rotonda della Bourse de Commerce, nel cuore di Parigi, accade qualcosa di insolito: i visitatori spariscono dentro una nube bianca che invade lo spazio, li avvolge e li restituisce alla vista pochi secondi dopo, come apparizioni.
È l’effetto della nuova installazione dell’artista giapponese Fujiko Nakaya, pioniera mondiale delle cosiddette “sculture di nebbia”, chiamata dalla Pinault Collection a confrontarsi con uno degli spazi più iconici del museo parigino. Il risultato è un’opera che non si limita a occupare un luogo, ma lo trasforma radicalmente, mettendo in discussione il nostro modo di guardare e di abitare lo spazio.
La nebbia, in questo caso, non è una metafora. È materia. Acqua nebulizzata attraverso un sofisticato sistema di ugelli ad alta pressione che produce una nube densa e mutevole, capace di modificarsi continuamente in relazione alla temperatura, alle correnti d’aria e alla presenza stessa del pubblico. Nulla è stabile, nulla si ripete nello stesso modo.

Quando la nube si espande, la Rotonda progettata da Tadao Ando scompare quasi del tutto. Le persone diventano silhouettes indistinte, ombre che emergono e svaniscono. L’esperienza è al tempo stesso fisica e percettiva: si procede lentamente, affidandosi più all’intuizione che alla vista, mentre il museo si trasforma in un paesaggio effimero dove ogni punto di riferimento viene temporaneamente cancellato.
A novant’anni passati, Fujiko Nakaya continua a lavorare sulla materia più impalpabile che esista. Figlia del fisico giapponese Ukichiro Nakaya, celebre per i suoi studi sui cristalli di neve, l’artista ha dedicato gran parte della propria ricerca a fenomeni atmosferici destinati per natura a sfuggire a ogni tentativo di controllo. Dal debutto all’Expo universale di Osaka del 1970, le sue nuvole artificiali hanno attraversato musei, parchi e spazi pubblici in tutto il mondo, diventando uno dei linguaggi più riconoscibili dell’arte contemporanea.

A Parigi la sua presenza assume un significato particolare. La Bourse de Commerce, con la sua imponente cupola ottocentesca e il grande cilindro di cemento disegnato da Ando, è un luogo in cui la monumentalità architettonica è parte integrante dell’esperienza. Nakaya sceglie di rispondere a questa imponenza con l’elemento più fragile e sfuggente possibile. Non aggiunge un oggetto allo spazio: ne altera la percezione.
L’opera invita anche a una riflessione sul nostro tempo. In un’epoca dominata dalla trasparenza, dalla visibilità permanente e dalla produzione incessante di immagini, la nebbia introduce un elemento di incertezza. Impedisce di vedere tutto, subito e con chiarezza. Costringe a rallentare. A rinunciare, almeno per qualche minuto, al controllo dello sguardo.
Forse è proprio questo il fascino della grande nube che oggi abita la Bourse de Commerce: ricordare che non tutto deve necessariamente essere nitido per essere compreso. Talvolta è nell’indistinto, in ciò che appare e scompare, che l’arte riesce a rivelare qualcosa di essenziale sulla nostra esperienza del mondo.
foto copertina: IG@boursedecommerce
Filly di Somma

