Changes di Maja Zade…

Data:

In scena dall’ 8 al 9 maggio 2026 al Teatro della Pergola di Firenze.

La forza di Changes risiede nella sua capacità di trasformare la quotidianità in un dispositivo drammaturgico di precisione, dove la microfisica delle relazioni diventa materia politica e la politica, a sua volta, si rivela come un’estensione fragile dell’intimità. La regia di Thomas Ostermeier, fedele alla sua poetica di un realismo inquieto e analitico, orchestra il testo di Maja Zade come un laboratorio di osservazione: non un semplice racconto di coppia, ma un’indagine sulle forme contemporanee della responsabilità, del lavoro emotivo e della fatica del cambiamento.

Zade costruisce una partitura che procede per accumulo e frizione: una giornata ordinaria, scandita da incontri, urgenze, micro-crisi, diventa il prisma attraverso cui leggere la pressione sistemica che grava sui corpi e sulle scelte. La moltiplicazione dei ruoli, ventitré figure incarnate da Anna Schudt e Jörg Hartmann, non è un virtuosismo attoriale fine a sé stesso, ma un gesto teorico: mostra come l’identità contemporanea sia un campo di forze, un continuo attraversamento di aspettative, funzioni, richieste sociali.

Nina, parlamentare impegnata a salvare una Casa rifugio per donne, e Mark, ex avvocato aziendale in burnout ora maestro elementare, sono due poli di una stessa tensione: la difficoltà di conciliare etica e sopravvivenza, vocazione e limite, desiderio di incidere e necessità di non crollare.

Ostermeier affronta il testo con la consueta lucidità chirurgica: la scena è un ambiente domestico che si apre e si richiude come un diaframma, lasciando filtrare il mondo esterno non come sfondo, ma come pressione costante. La regia lavora sulla sottrazione, sulla precisione dei tempi, sulla capacità degli attori di passare da un ruolo all’altro senza soluzione di continuità, rendendo visibile la natura performativa della vita sociale. Schudt e Hartmann non interpretano personaggi: li attraversano. Ogni figura è un gesto, un ritmo, una variazione tonale. Il loro lavoro attoriale, rigoroso e mai compiaciuto, restituisce la densità di un mondo in cui ogni incontro è un micro-urto che sposta, erode, modifica.

Il cuore poetico dello spettacolo risiede nella sua capacità di mostrare il cambiamento non come evento, ma come processo entropico: una lenta erosione, un continuo tentativo di non perdere sé stessi mentre si prova a fare la cosa giusta. La giornata di Nina e Mark diventa così un atlante della vulnerabilità contemporanea: la pressione istituzionale, la fragilità delle strutture di cura, la complessità del lavoro educativo, la difficoltà di mantenere un’etica personale in un sistema che premia la velocità e punisce la riflessione. La sera, quando i due si ritrovano, non assistiamo a una catarsi, ma a un riconoscimento: la consapevolezza che il cambiamento è un movimento impercettibile, spesso doloroso, sempre incompiuto.

Changes è un’opera che si colloca nel solco del miglior teatro europeo contemporaneo: un teatro che non cerca la soluzione, ma la domanda; che non offre un rifugio, ma uno specchio; che non semplifica, ma stratifica. Ostermeier e Zade costruiscono un dispositivo scenico che unisce rigore analitico e vibrazione poetica, restituendo allo spettatore la complessità del vivere oggi: la fatica di cambiare il mondo e, insieme, la fatica di non perdersi mentre lo si tenta.

Giuliano Angeletti

Changes
di / by Maja Zade
regia / direction Thomas Ostermeier
con / with Jörg Hartmann, Anna Schudt
scenografia / stage design Magda Willi
costumi / costume design Nehle Balkhausen
musica / music Sylvain Jacques
video / video Sébastien Dupouey
progettazione illuminotecnica / lighting design Erich Schneider
produzione / production Schaubühne Berlino
foto / photo Arno Deciair

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