Torna in scena la IAD di Napoli, diretta da Sabrina Camarda, con il nuovo titolo “L’Arte che brilla in te”. La direzione artistica quest’annoinvita il pubblico a guardare oltre il riflesso. “L’Arte che brilla in te prende vita in uno spettacolo dedicato al potere dei sogni – spiega Sabrina Camarda – alla magia dell’immaginazione e alla bellezza di ciò che custodiamo nel nostro mondo interiore. Come in uno specchio incantato, ogni danza riflette una parte di noi: la gioia, il coraggio, la speranza, l’amore, ma anche le sfide che ci rendono più forti. Attraverso fiabe senza tempo, emozioni profonde e mondi straordinari, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio dove realtà e fantasia si intrecciano. Si tratta di un viaggio emozionante attraverso mondi diversi, uniti da un unico filo conduttore: la luce che ognuno porta dentro di sé. Perché è proprio quella luce a trasformare i sogni in realtà”. Sabato 13 giugno al Teatro Acacia di Napoli tutte queste premesse diventeranno concrete attraverso le coreografie e, soprattutto, la fisicità delle ballerine e dei ballerini della IAD. Una serata piena di danza e danze in un immaginifico repertorio che rende Sabrina Camarda una coreografa visionaria ed una direttrice artistica lungimirante per sé e per il suo corpo di ballo. A cominciare con il primo atto dello spettacolo, con “Snow White” e le danze di carattere tratte dal capolavoro romantico di Coralli e Perrot, “Giselle”. In particolare “Snow White è un viaggio nel magico mondo di Biancaneve – ci racconta l’entusiasta Camarda – tra creature del bosco, fate e personaggi indimeticabili come i sette nani. I sette nani non sono sette omini per caso: sono sette colori dell’anima, sette modi diversi di guardare il mondo e affrontare la vita.”. Come sempre nel repertorio della IAD, anche quest’anno il titolo non è solo una rappresentazione coreografica. Anzi, il pubblico sarà chiamato a reinterpretare liberamente riflessioni, sogni e progetti partendo dall’input scelto accuratamente dalla direzione artistica. Stesso discorso per la scelta delle danze di carattere di “Giselle”, tratte dal cuore di un villaggio in festa, dove i contadini danzano celebrando la gioia, l’amicizia e la semplicità della vita. Sempre nel primo atto convivranno i titoli “Arirang, “Stranger Things” di Vladymyr Banbenkow e “On the Moon” di Roberta Ferrante. “Con queste coreografie seguiremo un percorso trasversale nel mondo della danza – ci spiega la direttrice artistica – infatti Arirang è un omaggio alla tradizione coreana; Stranger Things è invece un tuffo negli anni ’80 tra mistero, amicizia e mondi paralleli. Infine On the Moon, un viaggio immaginario oltre le stelle, dove sogni, libertà ed emozioni prendono forma in una danza intensa e coinvolgente”. Al Teatro Acacia non si assisterà ad uno spettacolo di danza ma ad una vera e propria miscellanea, con un contenitore di proposte coreografiche ed autoriali per un corpo di ballo chiamato ad esprimersi in repertori differenti tra loro. Il secondo atto è infatti sulla stregua del primo, addensando titoli e proposte. Cominciando con il repertorio modern e GAAD rappresentato con il titolo “Villains – Il Regno dei Cattivi” di Giosuè Carbone, Sabrina Camarda e Marcella Romano. E poi ancora una scorribanda ti titoli quali “Remember the time” di Rossella Raja, “Good Vybes” di Michele Cuomo, “The Mask” di Sabrina Di Lauro e Christian Capasso, “Minions” di Sabrina Camarda e “Rio” di Miladis Borrego. Infine il terzo atto con “A Compàs” di Miladis Borrego ed il titolo di repertorio contemporaneo “Al di là dei Sogni”, ideato e coreografato da Sabrina Camarda. “Questo titolo è un viaggio oltre il confine tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo – entra nel merito la coreografa – Ispirato al film di Vincent Ward, questo spettacolo nasce dal desiderio di esplorare l’amore, la perdita e la forza dell’anima che continua a cercare anche oltre l’oscurità. Presentato per la prima volta nel 2017, oggi ritorna in scena con nuova profondità e nuova consapevolezza. Alla prima rappresentazione di dieci anni fa in scena c’erano solo quattro interpreti. Oggi quelle presenze si sono moltiplicate, diventando il simbolo di un sogno che nel tempo ha continuato a generare nuova anima nuova danza e nuova vita. Dopo la perdita, il protagonista attraversa mondi irreali e interiori per ritrovare l’anima che ama, guidato da un sentimento che non si spezza, nemmeno oltre l’aldilà”. Come nelle corde della Camarda si andrà oltre la coreografia. “Ho scelto di raccontare un amore che non conosce fine – chiosa infatti – un amore che attraversa il dolore e perfino la morte, pur di continuare a esistere. Questo film mi ha sempre parlato di speranza: dell’idea che ciò che amiamo davvero non scompaia, ma si trasformi e resti vivo oltre ogni confine. Qui la danza incontra la pittura: i corpi diventano tele viventi e il colore si trasforma in emozione. Ogni segno lasciato sulla pelle racconta un ricordo, un incontro, una ferita una rinascita. Portarlo in scena significa dare corpo a ciò che non si vede, lasciare che il movimento diventi anima, memoria, desiderio di eternità. Perché al di là dei sogni, l’amore continua a vivere”. Una sorta di poesia eternatrice di foscoliana memoria in scena al Teatro Acacia il prossimo 13 giugno.

