In sua movenza è fermo: Il Teatro della Pergola come Corpo Memoria…

Data:

In scena il 10 maggio 2026 al Teatro della Pergola di Firenze.

La drammaturgia In sua movenza è fermo è nata da un’idea di Riccardo Ventrella; testi e regia di Giovanni Micoli.  Ci sono spettacoli che si guardano e altri che si attraversano; In sua movenza è fermo appartiene alla categoria più rara: quella degli spettacoli che ti attraversano loro, trasformando il Teatro della Pergola in un organismo vivente che accoglie, custodisce, respira. Da vent’anni consecutivi, con oltre quattrocento repliche, la Compagnia delle Seggiole rinnova un rito laico che non è visita guidata né rievocazione museale, ma iniziazione: un pellegrinaggio nelle viscere di un edificio che da tre secoli e mezzo conserva la memoria di chi lo ha abitato, servito, amato. La drammaturgia di Giovanni Micoli, nutrita dall’idea originaria di Riccardo Ventrella, convoca un coro di presenze laterali: facchini, macchinisti, impresari, inventori, divine, sartine, soprani, critici, spettatori molesti. Figure che non hanno lasciato traccia nei libri di storia, ma che hanno inciso la loro esistenza nella materia stessa del teatro. Le interpretazioni di Massimo Manconi (la guida), Andrea Nannelli (Alessandro Lanari, l’impresario), Natalia Strozzi (la soprano Barbieri Nini), Fabio Baronti (Antonio Meucci, l’inventore), Caterina Boschi (la sarta di Eleonora Duse) e Marcello Allegrini (Cesare Canovetti, capo macchinista) danno corpo a queste voci, restituendo loro una dignità poetica e una vibrazione umana che supera la semplice ricostruzione storica.

Il percorso svela la Pergola come Città del Teatro, un opificio autosufficiente dove un tempo si costruiva tutto: scene, costumi, macchine, illusioni. Un luogo in cui si viveva giorno e notte, crocevia di mestieri e civiltà. La regia lavora con una sapienza topografica: ogni ambiente diventa scena, ogni passaggio un cambio di quadro, ogni porta un sipario. Le luci di Samuele Batistoni e Filippo Manzini scolpiscono gli spazi come se fossero organi interni; i costumi di Micol Joanka Medda evocano epoche e presenze senza mai cadere nell’illustrazione didascalica. La produzione del Teatro della Toscana, in collaborazione con La Compagnia delle Seggiole, sostiene un progetto che è insieme pedagogia dell’incanto e archeologia del vivente.

Lo spettacolo è un’esperienza che non celebra la storia del teatro, ma la riconosce: un archivio del respiro umano, fatto di polvere, fatica, invenzione, attese, notti insonni, mani che costruiscono e riparano. In sua movenza è fermo non mostra: rivela. Non racconta: fa emergere. Non monumentalizza: ascolta. E in questo ascolto, la Pergola torna a essere ciò che è sempre stata: una città segreta, un corpo vivo, un luogo dove il tempo non passa ma si stratifica, e dove il teatro continua a pulsare anche quando nessuno lo guarda.

Giuliano Angeletti

In sua movenza è fermo

da un’idea di Riccardo Ventrella
testi e regia Giovanni Micoli
con (in ordine di apparizione)
Massimo Manconi / la guida; Andrea Nannelli / Alessandro Lanari, l’impresario; Natalia Strozzi / la soprano Barbieri Nini; Fabio Baronti / Antonio Meucci, l’inventore; Caterina Boschi / la sarta di Eleonora Duse; Marcello Allegrini / Cesare Canovetti, il capo macchinista
Costumi Micol Joanka Medda
Luci Samuele Batistoni, Filippo Manzini
Produzione Teatro della Toscana in collaborazione con La Compagnia delle Seggiole
Foto Filippo Manzini

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

IL RE CI LASCIA. IL BUIO AVANZA

La notizia è arrivata alle prime ore di lunedì...

Dalla tv ai videogiochi: il piacere del “prossimo episodio”

  C’è qualcosa di irresistibile nella parola “continua”. E mentre...