La ricerca della felicità: Stefano Massini

Data:

In scena l’11 maggio 2026 al Cinema Teatro Verdi di San Vincenzo.

In La ricerca della felicità, Stefano Massini affronta uno dei paradossi più insidiosi della contemporaneità: l’idea che la felicità non sia più un desiderio, ma un dovere morale, un imperativo categorico che plasma i comportamenti, le narrazioni e perfino la percezione di sé. Il suo spettacolo si colloca così in quella linea di teatro-saggio che gli è propria, dove la scena diventa un laboratorio di pensiero, un luogo in cui la riflessione filosofica si intreccia con l’ironia, la digressione narrativa, la testimonianza e la musica dal vivo di Luca Roccia Baldini, che non accompagna ma incide, come un contrappunto emotivo.

Massini non cerca definizioni della felicità: le smonta. Le attraversa come si attraversa un archivio di illusioni collettive. Ogni storia, ogni personaggio, ogni aneddoto è un frammento di un mosaico più grande: quello di una società che ha trasformato la gioia in performance, la serenità in merce, il sorriso in un dispositivo di sopravvivenza sociale. Il risultato è un teatro che non offre soluzioni, ma apre fenditure: ci costringe a guardare la felicità non come un traguardo, ma come un costrutto culturale, un’aspettativa che ci abita e ci sovrasta.

Il cuore dello spettacolo sta nella domanda più scomoda: e se la felicità fosse proprio la capacità di abitare la propria infelicità?  Non come resa, ma come gesto di verità. Massini suggerisce che la felicità autentica non coincide con l’assenza di dolore, bensì con la possibilità di non mentire a sé stessi, di sottrarsi alla tirannia del sorriso obbligatorio. È un’idea che riecheggia la tradizione filosofica, da Aristotele a Spinoza, da Arendt a Byung-Chul Han, ma che Massini restituisce con una leggerezza che non è superficialità, bensì precisione chirurgica.

La struttura dello spettacolo è volutamente rocambolesca: un vortice di cambi di prospettiva, di deviazioni improvvise, di figure che emergono e scompaiono come in un grande teatro della mente. Massini agisce come un narratore e cartografo: traccia mappe emotive, apre parentesi, le chiude, le riapre, costruendo un ritmo che alterna comicità e vertigine, confessione e satira. La musica dal vivo amplifica questo movimento, trasformando la scena in un organismo pulsante, un luogo in cui il pensiero non è mai astratto, ma incarnato.

Pur senza mai scivolare nel didascalico, lo spettacolo assume una dimensione politica: mostra come la felicità sia diventata un dispositivo di controllo, un criterio di inclusione ed esclusione. Chi non è felice o non appare tale, ischia di essere relegato ai margini, etichettato come “perdente”. Massini smaschera questa logica con ironia, ma anche con una lucidità che non concede scappatoie.

La ricerca della felicità è un’opera che non si limita a intrattenere: interroga, disturba, riapre.
Massini ci invita a ripensare la felicità non come un obiettivo da raggiungere, ma come un territorio da esplorare, un campo di tensioni, un enigma che ci definisce più delle risposte che pretendiamo di dargli.
In un’epoca che ci vuole sempre sorridenti, il suo teatro ci restituisce il diritto alla sfumatura, alla contraddizione, alla fragilità. Forse, suggerisce Massini, la felicità non è un traguardo luminoso, ma un modo più onesto di stare nella propria ombra.

Giuliano Angeletti

LA RICERCA DELLA FELICITÀ
di Stefano Massini
musiche dal vivo Luca Roccia Baldini
produzione Savà Produzioni Creative

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