Lisena Ares: “L’arte è il linguaggio con cui trasformo emozioni e ricordi”

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Ci sono artisti che dipingono ciò che vedono e altri che danno forma a ciò che sentono. Lisena Ares appartiene a questa seconda categoria. Pittrice e scultrice, ha costruito il proprio percorso seguendo una necessità interiore che l’ha accompagnata fin da giovanissima: trasformare emozioni, ricordi e sensazioni in opere capaci di parlare a chi le osserva. Attraverso la sua arte ricerca autenticità, dialogo e connessione umana, convinta che ogni creazione possa raccontare una storia senza bisogno di parole. In questa intervista ci accompagna nel suo universo creativo, fatto di passione, perseveranza e continua ricerca.

Come ti presenteresti a qualcuno che non ti conosce affatto?

Sono un’artista che si esprime attraverso la pittura e la scultura. Il mio lavoro nasce dal desiderio di trasformare emozioni, ricordi e sensazioni in qualcosa di tangibile. Amo creare opere che non si limitino a essere osservate, ma che riescano a suscitare una connessione emotiva con chi le incontra. Credo che l’arte sia un linguaggio universale, capace di raccontare storie senza bisogno di parole.

Qual è stata la prima cosa che ti ha fatto capire che volevi seguire il tuo percorso attuale?

Fin da giovane ho sentito il bisogno di creare. Disegnare, dipingere e modellare erano attività che mi permettevano di esprimere ciò che spesso non riuscivo a dire a voce. A un certo punto ho capito che non si trattava soltanto di una passione, ma di una vera necessità interiore. È stato allora che ho compreso che l’arte non sarebbe stata semplicemente una parte della mia vita, ma la strada che volevo percorrere.

C’è stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto?

Come accade in ogni percorso creativo, ci sono stati momenti di stanchezza, dubbi e difficoltà. Il mondo dell’arte richiede costanza, sacrificio e soprattutto molta pazienza. Tuttavia, ogni volta che ho attraversato una fase difficile, mi sono resa conto che creare continuava a essere ciò che mi faceva sentire viva e autentica. È stata questa consapevolezza a darmi sempre la forza di andare avanti.

Qual è la parte del tuo lavoro che la gente non vede ma che ritieni più importante?

Molto spesso le persone vedono soltanto l’opera finita, ma dietro ogni lavoro c’è un lungo processo fatto di ricerca, studio, sperimentazione e riflessione. Ci sono ore trascorse a osservare, immaginare, correggere e ricominciare. È una parte silenziosa del lavoro, ma è proprio lì che l’opera prende forma e acquisisce il suo significato più profondo.

Da dove nasce la tua creatività?

La mia creatività nasce dall’osservazione del mondo che mi circonda, dalle emozioni che vivo e dalle persone che incontro. Trovo ispirazione nella natura, nella luce, nei paesaggi e nelle storie umane. Spesso anche un dettaglio apparentemente insignificante può diventare il punto di partenza per un’opera. Credo che la creatività sia soprattutto la capacità di guardare la realtà con occhi sempre nuovi.

Qual è il progetto di cui sei più orgogliosa finora?

Ogni opera rappresenta una tappa importante del mio percorso perché racchiude una parte di me e del momento in cui è stata creata. Se devo parlare di ciò che mi rende più orgogliosa, direi la costruzione della mia identità artistica nel tempo. Aver continuato a credere nel mio lavoro, affinando il mio linguaggio espressivo e mantenendo una visione personale, è probabilmente il risultato più importante che abbia raggiunto.

Se penso invece a un’opera in particolare, non posso non citare la scultura “Allattamento”, una delle prime che ho realizzato e oggi conservata nella Pinacoteca del Roero. Vederla entrare a far parte di una collezione così significativa mi ha fatto comprendere che qualcosa di importante stava iniziando a prendere forma nel mio percorso artistico.

Se dovessi descrivere il tuo stile o la tua identità con tre parole, quali sarebbero?

Autenticità, emozione e ricerca. Sono tre parole che sento profondamente mie e che descrivono il modo in cui vivo e interpreto il mio lavoro artistico.

Qual è la critica che ti ha fatto crescere di più?

La critica più utile è stata quella che mi ha spinto a guardare il mio lavoro con maggiore consapevolezza, senza però perdere la mia identità. Ho imparato che le osservazioni costruttive possono essere preziose quando aiutano a migliorarsi, ma che è altrettanto importante non snaturarsi nel tentativo di piacere a tutti.

Quanto conta per te l’opinione degli altri?

L’opinione degli altri ha il suo valore, soprattutto quando nasce da uno sguardo competente e sincero. Mi interessa ascoltare chi osserva il mio lavoro perché spesso offre punti di vista nuovi e stimolanti. Allo stesso tempo credo che un artista debba restare fedele alla propria sensibilità, senza dipendere completamente dal giudizio esterno.

C’è qualcosa che hai imparato su di te grazie a questo percorso?

Questo percorso mi ha insegnato che possiedo molta più forza e determinazione di quanto immaginassi. Ho scoperto che la creatività richiede coraggio, disciplina e capacità di rialzarsi dopo ogni difficoltà. L’arte mi ha aiutata a conoscermi meglio e a comprendere il valore della perseveranza.

Dove ti vedi tra cinque anni, sia a livello personale che professionale?

Mi immagino come un’artista ancora più consapevole e matura, con un percorso professionale sempre più consolidato. Vorrei continuare a esporre il mio lavoro, raggiungere un pubblico più ampio e sviluppare progetti che mi permettano di crescere sia artisticamente che umanamente. A livello personale spero di aver costruito una vita equilibrata, fatta di serenità, affetti autentici e libertà creativa.

Qual è il messaggio che vorresti lasciare a chi ti segue?

Vorrei invitare le persone a non smettere mai di coltivare la propria autenticità. Viviamo in un mondo che spesso spinge all’omologazione, ma credo che la vera bellezza risieda proprio nelle differenze. Abbiate il coraggio di seguire ciò che vi fa sentire vivi, di credere nei vostri sogni e di trasformare la vostra sensibilità in una forza. È lì che nasce qualcosa di davvero unico.

Manuele Pereira

 

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https://www.instagram.com/lisena_ares

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