Attak On The Radio: «Vogliamo tornare indietro per andare avanti»

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Con il singolo d’esordio Best Part, gli Attak On The Radio scelgono di presentarsi senza filtri. Nessuna ricerca della perfezione a tutti i costi, nessun compromesso per inseguire formule immediate: il trio costruisce la propria identità attorno a un linguaggio che mescola rock ed elettronica, tensione e melodia, istinto e ricerca sonora. Dietro il loro debutto si intravede una visione precisa, che guarda alla tradizione dei grandi mezzi di comunicazione del passato per provare a ristabilire un contatto autentico con chi ascolta. In questa intervista ci raccontano il significato di Best Part, il loro processo creativo e il delicato equilibrio che tiene insieme le diverse anime del progetto.

“Best Part” ha un’energia quasi spigolosa, che sembra rifiutare la pulizia a favore dell’impatto: quanto è stata una scelta precisa quella di mantenere il suono ruvido invece di cercare un esordio più accessibile?

Il messaggio è la cosa che più ci interessa. La nostra attenzione per la sostanza viene prima della forma. Il sound riflette questa scelta.

Il nome Attak On The Radio sembra già contenere un’idea di interferenza, di disturbo del segnale: vi interessa l’idea di “rompere” un certo modo tradizionale di ascoltare la musica o è solo un’immagine estetica?

Sicuramente ci rifacciamo ai tempi d’oro della radio, come mezzo di comunicazione e unione. Vogliamo tornare indietro per andare avanti.

Nel brano si sente una tensione costante tra controllo e caos: quando lavorate in studio tendete a costruire tutto in modo molto preciso o lasciate spazio a parti più istintive e imprevedibili?

Spesso le nostre sessioni in studio cominciano in un modo e finiscono in un altro. I demo di Leonardo e Fiorenza vengono portati all’essenziale, in modo da avere una base solida su cui lasciar fluire la creatività, un processo guidato dal produttore Luca Zamponi.

“Best Part” come primo singolo sembra più una scarica che una presentazione ordinata: vi interessa di più essere immediatamente riconoscibili per energia piuttosto che per definizione di genere?

Avere un’identità precisa che si esprime attraverso la nostra immagine e il nostro sound è ciò che ci rende autentici e immediati, due concetti che cerchiamo scrupolosamente di trasmettere.

In questo debutto quanto è stato importante trovare un equilibrio tra identità collettiva e influenze individuali, considerando che spesso le band emergenti si formano proprio da percorsi musicali molto diversi tra loro?

Il nucleo creativo è composto da Leonardo Ceralli, Fiorenza Rosanna e dal chitarrista e produttore Luca Zamponi. L’equilibrio all’interno del trio è perfetto poiché ognuno svolge velocemente quanto richiesto. Quando suoniamo dal vivo, la band aggiunge colore e nuova vita al risultato finale.

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