Sara Cesarini è una fotomodella e ambassador che ha iniziato il suo percorso nel mondo della fotografia e della moda in una fase diversa della vita rispetto a molte colleghe. Questo le ha permesso di affrontare il settore con maggiore consapevolezza e meno pressione verso la perfezione. Nel tempo ha trasformato la sua esperienza davanti all’obiettivo in una capacità comunicativa autentica. Oggi lavora anche come ambassador per diversi brand, portando avanti progetti in cui si riconosce pienamente. La sua immagine sui social si basa su spontaneità, realismo e connessione con la propria community. Un percorso costruito passo dopo passo, tra crescita personale e professionale.
Sei entrata nel mondo della fotografia e della moda in una fase diversa della tua vita rispetto a molte modelle. In che modo questo percorso ha influenzato il tuo approccio al lavoro?
Credo mi abbia resa molto più consapevole. Ho iniziato con una maturità diversa, quindi ho vissuto questo mondo con meno ansia da perfezione e più voglia di mettermi in gioco davvero. Oggi lavoro cercando sempre autenticità e serenità, senza rincorrere modelli impossibili.
Da fotomodella ad ambassador: quali competenze acquisite davanti all’obiettivo ti sono più utili oggi nella rappresentanza dei brand?
Sicuramente la capacità di comunicare emozioni e raccontare un prodotto in modo naturale. Davanti all’obiettivo impari quanto contino i dettagli, ma anche quanto le persone percepiscano quando qualcosa è sincero oppure costruito. Ogni contenuto che realizzo è diverso dall’altro per renderlo unico.
Quanto conta oggi l’autenticità sui social rispetto all’estetica pura che per anni ha caratterizzato il settore fashion?
Secondo me oggi conta tantissimo. L’estetica rimane importante, ma le persone cercano verità, personalità e spontaneità. I contenuti troppo perfetti ormai rischiano di creare distanza, mentre chi si mostra in modo autentico crea connessione.
Hai costruito una community che apprezza la tua spontaneità. Qual è il segreto per mantenere un rapporto genuino con i follower?
Non cercare di interpretare un personaggio. Condivido momenti belli ma anche giornate normali, senza filtri eccessivi. Credo che le persone percepiscano quando sei davvero te stessa, ed è quello che crea fiducia nel tempo.
Nel ruolo di ambassador, quali caratteristiche deve avere un marchio perché tu decida di associarvi il tuo nome?
Deve rappresentarmi davvero. Per me è importante che ci siano valori chiari, qualità e una comunicazione trasparente. Oggi non sceglierei mai una collaborazione solo per immagine: devo sentirmi credibile nel raccontarla. In fondo ci metto la mia faccia e, per come sono fatta, non riuscirei a pubblicizzare qualcosa in cui non credo.
Qual è stata la collaborazione professionale che ti ha insegnato di più e perché?
Non credo ci sia stata una collaborazione che mi abbia insegnato più delle altre. Ogni esperienza, ogni progetto e ogni persona incontrata lungo il percorso mi hanno lasciato qualcosa di importante. Ho imparato a mettermi in gioco, a crescere professionalmente e ad affrontare nuove sfide con maggiore consapevolezza. Guardandomi indietro, posso dire che è proprio l’insieme di tutte queste esperienze ad avermi portata dove sono oggi.
Come è cambiato il concetto di bellezza negli ultimi anni secondo la tua esperienza?
Fortunatamente oggi si parla di una bellezza più reale e inclusiva. C’è più spazio per personalità diverse, età diverse e stili differenti. La perfezione assoluta sta lasciando spazio all’unicità.
Essere mamma e professionista richiede spesso un grande equilibrio. Come organizzi le tue priorità tra il tuo ruolo di genitore, lavoro e presenza digitale?
Non è sempre semplice, ma ho imparato a dare valore al tempo, dando sempre la priorità a mio figlio. Cerco di organizzarmi bene e soprattutto di essere presente davvero nei momenti importanti. Certo la mia giornata dura 18 ore, faccio una vita frenetica ma finché riesco va bene così.
Se potessi dare un consiglio a una ragazza che sogna una carriera nel mondo dell’immagine, quale sarebbe?
Di non perdere mai la propria identità per inseguire standard esterni. Curare la propria immagine è importante, ma lo sono ancora di più sicurezza, educazione e personalità. Alla lunga sono quelle le qualità che fanno davvero la differenza.
Guardando al futuro, ti vedi più come ambassador, imprenditrice, creator o c’è un progetto completamente nuovo che vorresti realizzare?
Mi piacerebbe continuare a lavorare in questo mondo, che negli anni mi ha dato tante soddisfazioni e opportunità di crescita. Sono una persona che ama mettersi in gioco e migliorarsi continuamente, quindi spero di poter raggiungere traguardi sempre più importanti rispetto a quelli che ho oggi. Credo molto nella crescita personale e professionale, perciò guardo al futuro con entusiasmo, curiosità e la voglia di continuare a evolvermi.
Manuele Pereira

