Dietro l’immagine della fotomodella c’è una giovane donna che ha fatto della consapevolezza e della crescita personale una parte fondamentale della propria identità. Irene utilizza i social non solo per raccontare il proprio lavoro, ma anche per condividere riflessioni autentiche sul benessere, sull’amor proprio e sul coraggio di uscire dalla propria zona di comfort. In un mondo che spesso premia l’apparenza, il suo messaggio invita ad andare oltre la superficie e a costruire una relazione più profonda con sé stessi. Tra fragilità, determinazione e desiderio di evolversi, Irene racconta il percorso che l’ha portata a diventare la donna che è oggi.
Che cos’è per te il vero benessere?
Secondo me il benessere non è qualcosa di pulito e lineare. Spesso nasce proprio da momenti di caos, fatica o confusione. Per me stare bene è una conquista: significa fare le scelte giuste anche quando non ne hai voglia e prenderti cura di te anche nei momenti difficili. Non credo sia necessario toccare il fondo per capire cosa sia il benessere, ma credo che siano proprio le difficoltà a insegnartelo davvero.
La sicurezza che mostri oggi è sempre stata parte di te?
In realtà no. Gran parte della mia sicurezza è stata costruita nel tempo. Qualche anno fa ero molto più insicura e non credevo di meritare certe cose o di essere davvero capace di raggiungerle. Però dentro di me sentivo di avere un potenziale che non stavo esprimendo. Lavorando su me stessa e mettendomi continuamente in gioco, ho costruito la sicurezza che ho oggi.
Qual è stata una delle lezioni più importanti che hai imparato come donna?
Probabilmente capire che femminilità non significa superficialità. Spesso una donna molto curata, elegante o sensibile viene presa meno sul serio, come se non potesse essere anche forte e ambiziosa. Io ho capito che prendermi cura di me stessa non mi rende meno determinata. Femminilità e potere possono assolutamente coesistere.
Oggi si parla molto di self-love. Che significato ha per te?
Credo che spesso venga raccontato in modo superficiale. L’amor proprio non è soltanto dire “mi amo”. Significa fare scelte difficili per il proprio benessere, lasciare situazioni che fanno stare male, allontanarsi da persone che non rispettano il proprio valore anche quando si prova affetto per loro. Significa scegliere sé stessi quando è doloroso, imparare a stare da soli, conoscersi davvero e costruire un rapporto sano con la propria persona.
Essere vista come un modello positivo può diventare una pressione?
Sì, a volte succede. Quando le persone ti vedono sempre bella, sicura o d’ispirazione, senti quasi il dovere di mantenere quell’immagine anche nei momenti in cui sei fragile o confusa. Per questo credo sia importante costruire un rapporto autentico con chi ti segue, lasciando spazio anche alla realtà e non soltanto alla perfezione.
Se togliessimo immagine ed estetica, chi resterebbe Irene?
Resterebbe la mia mentalità. Resterebbero la creatività, la voglia di vivere tutto intensamente, la mia ironia e il desiderio continuo di crescere e comprendere meglio me stessa e le altre persone. L’immagine per me è un mezzo di espressione, non la mia identità.
Hai ancora una parte di te che resiste al cambiamento?
Assolutamente sì. C’è una parte di me che vorrebbe restare nella comfort zone, fare cose semplici e non mettersi alla prova. È una lotta quotidiana. Però ho capito che la crescita è una scelta: o agisci per diventare una versione migliore di te stessa oppure resti ferma e, inevitabilmente, regredisci. La mente tende a restare dove si sente al sicuro, ma io cerco ogni giorno di andare oltre.
Ti capita di sentirti fraintesa?
Sì. A volte sento di essere in un equilibrio delicato tra sensualità ed eleganza e ho paura di essere ridotta a una sola dimensione. Da una parte lavoro come modella, quindi l’immagine è centrale; dall’altra sto costruendo un percorso legato alla crescita personale. Non sempre queste due realtà vengono interpretate insieme nel modo corretto. Per me, però, la cosa più importante è restare autentica e coerente.
Cosa ti infastidisce del modo in cui oggi viene raccontata la crescita personale?
Mi annoia quando viene ridotta a frasi facili o soluzioni superficiali. Come se bastasse truccarsi, pensare positivo o fare qualche riflessione per stare meglio. Certo, sono passi utili, ma rappresentano solo l’inizio. La crescita personale è un percorso molto più profondo che richiede di entrare davvero dentro sé stessi e cambiare il modo in cui si osserva e si vive la realtà.
Qual è il messaggio più importante che vorresti lasciare a chi ti segue?
Il messaggio più diretto che sento di dare è questo: se tra cinque anni ti svegli e ti rendi conto che la vita che stai vivendo non è quella che desideravi, la responsabilità è tua. Sono le scelte che fai oggi a costruire il tuo futuro. È facile rimandare e rifugiarsi nella comfort zone, ma così si rischia di ritrovarsi in una vita che non ci appartiene. L’unica cosa certa che abbiamo davvero è il presente. Il domani non è garantito a nessuno. Per questo bisogna iniziare oggi a costruire la vita che si desidera, senza lasciare che sia il tempo a decidere al posto nostro.
Manuele Pereira

