Presentazione Stagione Teatro Verdi di Trieste: dalla musica Lirica alla Sinfonica si prospetta un autunno/inverno/primavera pieno di eventi e sorprese

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Giovedì 18 giugno 2026, presso il Ridotto del Teatro Verdi di Trieste “Victor de Sabata”, ha avuto luogo la presentazione della Stagione d’Opera e di Balletto 2026/2027 e della Stagione Sinfonica 2026/27 del Teatro Verdi di Trieste.

Sono intervenuti, per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, il Sovrintendente Giuliano Polo, il Vicepresidente Andrea Melon, il Direttore Artistico Valerio Vicari e il Direttore Musicale Enrico Calesso. Ha moderato l’incontro Alessia Capelletti.

Dopo i consueti ringraziamenti ai numerosissimi presenti, ai collaboratori storici, alle istituzioni e ai partner, il Sovrintendente Polo tirato le fila della stagione che sta per chiudersi ed ha illustrato l’andamento positivo della crescita del teatro negli ultimi anni in termini di qualità, quantità e innovazione della produzione.

La stagione si è conclusa con risultati molto positivi: un incremento superiore al 10% degli incassi e un aumento del pubblico (tra cui molti giovani e molti stranieri) del 7-8%. La media dei posti del teatro occupati è stata superiore all’85%. C’è stato un grande coinvolgimento di artisti di caratura internazionale, con derivante capacità di attrarre talenti e novità nel repertorio, ed è stata riconosciuta e confermata l’importanza della collaborazione con altri teatri e istituzioni (es. la innovativa e di gran successo collaborazione con Politeama Rossetti per “Romeo e Giulietta”).

Fondamentale è stato il supporto da parte di enti statali (Stato, Regione, Comune) e di partner privati (aziende e fondazioni); il contributo del teatro all’economia e all’occupazione locale è stato e sarà significativo (circa 250 persone impiegate). Gli incentivi fiscali (Art Bonus) sono stati evidenziati come motore per investimenti privati nel settore culturale.

Nel 2026 ricorre il 225° anniversario della fondazione del Teatro Verdi (dal 1801, attività praticamente ininterrotta salvo brevi pause), nonché i 150 anni dalla prima rappresentazione di “Lohengrin” di Richard Wagner a Trieste. Per questo motivo l’opera è stata scelta per l’apertura della nuova stagione. L’opera ricapitola in sé due date che hanno segnato la toponomastica dell’opera nel mondo: il 1876 con il debutto del titolo in città diretto dal celebre Luigi Mancinelli, nonché la prima esecuzione in tedesco in territorio di lingua italiana nel 1917. La nuova produzione, che alzerà il sipario del Verdi il 13 novembre 2026, vedrà la regia di Arnaud Bernard e la direzione di Enrico Calesso. Seguirà poi a dicembre il balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij “Lo Schiaccianoci” con la produzione del Teatro San Carlo di Napoli. Seguiranno tre nuovi allestimenti del Verdi per “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, affidato alla regia del decano Pier Luigi Pizzi, il sorprendente e innovativo dittico contemporaneo dedicato alla Pulzella d’Orleans (“Jeanne D’Arc au Bucher” di  Arthur Honegger, con Testo di Paul Claudel e “Jeanne Dark” di Fabio Vacchi, con libretto di Stefano Jacini), con il ritorno alla regia lirica di Paolo Valerio per un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in collaborazione con Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, “Aida” di Giuseppe Verdi con la regia di Alessandra Premoli, mentre giungeranno sul palco anche l’allestimento del “Palau de les Arts Reina Sofia” di Valencia per “L’Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti a firma di Damiano Michieletto, l’allestimento del Teatro Massimo di Palermo per “Bohème” di Giacomo Puccini e l’allestimento in coproduzione tra Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Fondazione Teatro Comunale di Bologna e Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari per la “Norma” di Vincenzo Bellini, con la direzione di Daniel Oren e le recuperate scene dell’icona della pop art Mario Schifano. Tutto ciò a sancire dunque un nuovo corso del Teatro, sempre più interconnesso all’universo operistico italiano ed europeo e sempre più attrattivo per le star del belcanto come Jessica Pratt, Anna Pirozzi, Fabio Sartori, Daniela Barcellona e Giorgio Caoduro fra i tanti.  Il tutto si traduce nel coinvolgimento di grandi nomi, giovani promesse e valorizzazione di artisti locali.

C’è stata la conferma dei prezzi sia dei biglietti che degli abbonamenti, rimasti invariati per favorire la massima accessibilità, nonché si è comunicato il miglioramento dei servizi accessori (bar, lounge, accoglienza).

Per ciò che riguarda invece la Stagione Sinfonica, che inizierà il 20 settembre, è stato previsto un ampliamento da 8 a 11 concerti distribuiti durante tutto l’arco dell’anno, terminando a maggio 2027.

Le due serate di apertura saranno in collaborazione con la “Società dei Concerti” di Trieste nell’ambito del Festival “Il Faro della Musica”. Per tutti i concerti si è attinto dal repertorio classico con l’inserimento sistematico di brani contemporanei per un excursus tra i protagonisti più interessanti e rappresentativi della musica di oggi (uno per concerto, salvo eccezioni).  Sono stati proposti autori come Mahler, Mendelssohn, Brahms, Beethoven, Strauss, Berlioz e vari contemporanei italiani e internazionali, da Bosso a Capogrosso, ma anche Colasanti, Bernstein, Ives, Sinopoli, Gershwin fra i tanti.

Sia i solisti che i direttori sono personalità di alto livello, ma trovano anche spazio sia  giovani talenti che collaborazioni con artisti e orchestre della regione.

Nell’ambito di innovazione e attività collaterali, l’attenzione è sempre molto alta  per una politica di avvicinamento di nuovo pubblico, in particolare giovani, tramite presenza sui social e attività divulgative, nonché progetti paralleli come spettacoli per nuovo pubblico adulto e studenti (es. “La storia della Traviata”, riduzione dell’opera di Verdi) e collaborazione attiva e fattiva con conservatori locali per coinvolgimento di studenti in ruoli minori e cover.

Questa estate, il Teatro Verdi avrà una importante presenza in ambito internazionale, come ad esempio il portare ad Hanoi, Vietnam, l’allestimento de “La Traviata”

“Ultimo ma non ultimo” è il proseguimento dei lavori di rinnovo strutturale e tecnologico della macchina scenica.

Insomma, grandi progetti, grandi produzioni, grandi ospiti, grandi interpreti, grandi esecutori, grande musica per due stagioni piene di arte, che si intrecceranno mirabilmente durante la fine del 2026 e i primi sei mesi del 2027. Tanta voglia e tanta curiosità che creano attesa, soprattutto per i nuovi allestimenti che continueranno a rendere attraente e attrattivo il Teatro Verdi, fiore all’occhiello della realtà cittadina e del panorama operistico nazionale e internazionale.

Attendiamo…se queste sono le premesse…

Da Trieste per oggi è tutto

Rosa Zammitto Schiller

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