Le Metamorfosi di Ovidio rinascono al Museo Borghese

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Le Metamorfosi di Ovidio rappresentano da oltre 2000 anni un punto di riferimento per il mondo dell’arte.Ispirata a questo poeta immortale è infatti la Mostra inaugurata ieri alla Galleria Borghese (fino al 20 settembre)”Metamorfosi,Ovidio e le arti”,dopo la presentazione al Rijksmuseum di Amsterdam;curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten,la raccolta dei miti attraverso la pittura e la scultura è lo specchio dell’ interazione tra uomo,natura e divino.La location di Villa Borghese non è a caso:nel 600 il Cardinale Scipione Borghese vuole proprio questa meravigliosa villa con rappresentazioni della mitologia classica.Il legame con Ovidio prosegue nel 700, quando Antonio Asprucci su commissione di Marcantonio IV Borghese introduce sculture ed immagini legate alle Metamorfosi,nuovo simbolo rappresentativo quindi dell’ aristocrazia dell’epoca.


Presente il Bernini,con Apollo e Dafne,che rappresenta idealmente il mutamento del tempo,ed il suo costante divenire,il Ratto delle Sabine con la sua materia viva tanto da sembrare reale.Il Poema di Ovidio è stato da sempre ispirazione per un’arte dinamica ed in continuo mutamento.Molti artisti in varie epoche da da Tiziano a Correggio, hanno cercato di fare propria ed interpretare artisticamente l’eredità del poema, un’ opera talmente duttile e trasformista da adattarsi anche al contesto storico odierno.La mostra rappresenta una ricerca moderna ed una visione non banale e standardizzata delle Metamorfosi,un poema senza tempo, che indubbiamente ha influenzato nel corso dei secoli l’immaginario artistico europeo.

Sara Nicoletti

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