Pinocchio dalla favola al destino…

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In scena dal 7 febbraio al 17 maggio 2026 al Teatro Carignano di Torino.

In Pinocchio. Dalla favola al destino, produzione del Teatro Stabile di Torino per la stagione 2025/26, la regia di Marta Cortellazzo Wiel compie un gesto netto: restituisce al testo di Collodi la sua natura inquieta, perturbante, profondamente umana. Non c’è traccia di pedagogia illustrativa né di fiabesca consolazione: ciò che emerge è un viaggio identitario che pulsa di errori, desideri e cadute, un romanzo di formazione che non smette di interrogare il presente. L’adattamento di Christian di Filippo lavora per sottrazione e per densità, riportando la favola al suo nucleo tragico‑comico: un’anima di legno che tenta di diventare umana e inciampa continuamente nella propria fame di mondo. La scrittura alterna ironia e sospensione lirica, senza rendere troppo infantile lo spettatore giovane né annoiare quello adulto, e costruisce un ritmo che illumina senza semplificare. La scena essenziale di Fabio Carpene, fatta di assi, corde, piani mobili,  diventa un dispositivo di metamorfosi, un paesaggio mentale che si trasforma insieme al protagonista; i costumi di Giovanna Fiorentini oscillano tra grottesco e quotidiano, suggerendo un mondo dove la fiaba è già contaminata dal reale; le luci di Antonio Merola scolpiscono apparizioni, ombre, fenditure luminose che aprono varchi emotivi; il suono di Filippo Conti e le musiche di Celeste Gugliandolo accompagnano la metamorfosi con discrezione, senza mai sovrastarla.

Il cast, Aron Tewelde, Paolo Carenzo, Hana Daneri, Christian di Filippo, Celeste Gugliandolo, Marcello Spinetta, lavora come un ensemble compatto, capace di attraversare il comico fisico e la delicatezza emotiva con una fluidità sorprendente. Tewelde offre un Pinocchio preciso, vibrante, mai caricaturale: un corpo in bilico, attraversato da impulsi contraddittori, sempre sul punto di rompersi o di fiorire. Gli altri interpreti costruiscono figure grottesche e affettuose, frammenti di un destino che il burattino deve attraversare per tentare la propria umanità. Ciò che rende questo spettacolo necessario è la sua capacità di parlare al presente senza proclami: la metamorfosi diventa riflessione sulla fragilità identitaria, sulla difficoltà di diventare “veri” in un mondo che chiede performance e velocità. Il legno di Pinocchio non è più solo materia: è resistenza, limite, origine. L’umanità non è un premio finale, ma un processo continuo, fatto di errori e desideri.

Marta Cortellazzo Wiel firma un lavoro che tiene insieme rigore e immaginazione, ironia e inquietudine, tradizione e contemporaneità. Un Pinocchio che non vuole insegnare ma far vibrare, che non vuole rassicurare ma far pensare, che torna finalmente a essere destino.

Giuliano Angeletti

Pinocchio dalla favola al destino…
di Carlo Collodi

adattamento Christian di Filippo
con Aron Tewelde, Paolo Carenzo, Hana Daneri,
Christian di Filippo, Celeste Gugliandolo, Marcello Spinetta
regia Marta Cortellazzo Wiel
scene Fabio Carpene
costumi Giovanna Fiorentini
luci Antonio Merola
suono Filippo Conti
musiche Celeste Gugliandolo
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

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