COLLEGNO (Torino) – C’erano quasi 38 gradi sabato sera al Flowers Festival, ma il caldo non ha fermato le migliaia di persone che hanno riempito il Parco della Certosa Reale di Collegno per il ritorno di Alessandro Mannarino. Un pubblico eterogeneo, composto non soltanto da giovanissimi ma anche da tanti adulti che negli anni hanno continuato a seguire il cantautore romano e che attendevano con impazienza di rivederlo dal vivo.
Il concerto si è aperto in punta di piedi, con un’atmosfera intima e raccolta. Le prime note di “Dammi”, seguite da “Ciao” e “Apriti Cielo”, hanno accompagnato il pubblico in un viaggio emotivo che, brano dopo brano, si è trasformato in una vera e propria festa collettiva. Man mano che la serata entrava nel vivo, i ritmi si sono fatti più coinvolgenti, il pubblico ha iniziato a cantare e ballare e l’energia del concerto è cresciuta insieme alla temperatura di una notte già rovente.
Sul palco, Mannarino è apparso in grande forma, accompagnato da una band affiatata e da quella capacità, tutta sua, di mescolare poesia, musica popolare e momenti di intensa partecipazione. Una sola breve pausa, il tempo di cambiarsi, prima di riprendere uno spettacolo che non ha mai perso il contatto con il suo pubblico.
Dopo alcuni anni lontano dai grandi palcoscenici dei festival, il cantautore è tornato senza inseguire effetti speciali o facili nostalgie. È salito sul palco con la consapevolezza di chi ha costruito un percorso artistico personale e riconoscibile, ritrovando immediatamente quel legame con il pubblico che negli anni non si è mai spezzato. A colpire è stata soprattutto la naturalezza con cui ha ripreso il dialogo con i suoi spettatori: nessuna distanza, nessuna patina da “grande ritorno”, ma la sensazione di ritrovarsi tra vecchi amici che avevano semplicemente atteso il momento giusto per incontrarsi di nuovo.
La risposta del pubblico torinese è stata la conferma che la sua musica continua a parlare a generazioni diverse. In platea c’erano ragazzi, ma anche molti adulti, segno di un repertorio capace di attraversare il tempo e di mantenere intatta la propria forza narrativa.
Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato poco prima dell’ultimo brano, “Me so’ mbriacato”. Mannarino si è fermato per condividere alcune riflessioni personali, esprimendo il proprio dissenso nei confronti della legge anti-rave e delle misure di fermo preventivo applicate durante le manifestazioni. Poi ha rivolto un pensiero al suo pubblico, ringraziando tutti per l’affetto ricevuto e spiegando come sia proprio quell’energia a dargli la forza di continuare il proprio percorso artistico. «Grazie a voi mi rigenero», il senso del suo messaggio, accolto da un lungo applauso.
L’ultimo brano si è trasformato così in un abbraccio collettivo, con migliaia di persone a cantare all’unisono sotto il cielo di una Torino ancora avvolta dal caldo estivo.
E mentre Mannarino conferma di essere una delle voci più autentiche e riconoscibili della musica italiana, il Flowers Festival si dimostra ancora una volta una macchina organizzativa efficiente e collaudata. Nonostante l’enorme afflusso di pubblico e una serata resa complessa dalle temperature eccezionali, tutto si è svolto con fluidità: dagli accessi alla gestione degli spazi, fino ai servizi per il pubblico.
In una serata rovente, dentro e fuori dal palco, Mannarino ha dimostrato che certe assenze non cancellano il rapporto con il proprio pubblico, anzi lo rafforzano. E il Flowers Festival si conferma ancora una volta il luogo ideale per celebrare questi ritorni, regalando alla città di Torino un’altra notte di musica destinata a rimanere nella memoria dei presenti.
Testo e foto Sabina Filice

