Con il nuovo singolo “Sale”, disponibile dal 12 giugno 2026 su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica, Nùvo apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico, confermando la volontà di esplorare nuove sfumature musicali senza rinunciare alla propria identità.
La passione per la musica accompagna Nùvo fin dall’adolescenza: dopo aver iniziato a studiare violino all’età di dodici anni, si avvicina alla composizione di brani dance, scoprendo ben presto il desiderio di dare voce alle proprie creazioni. Lo studio del canto rappresenta il naturale passo successivo, segnando l’inizio di un percorso che lo porta a sviluppare uno stile personale, capace di fondere l’energia della musica elettronica con la sensibilità del pop contemporaneo. Tra le sue principali influenze figurano artisti come David Guetta, Black Eyed Peas, Lady Gaga e Cascada, riferimenti che hanno contribuito a definire un linguaggio musicale moderno e immediato.
Dopo la pubblicazione di “Tra le mie felpe”, uscita nel marzo 2026, Nùvo torna con “Sale”, un brano dalle sonorità urban/pop che affronta il tema della libertà di amare e di vivere il presente senza lasciarsi frenare dal tempo. Una canzone che alterna malinconia e speranza, impreziosita da una produzione morbida e avvolgente e da un videoclip girato sul litorale di Cervia, caratterizzato da un’estetica nostalgica ispirata agli anni Settanta.
In questa intervista Nùvo racconta il significato del nuovo singolo, l’evoluzione del proprio progetto artistico e gli obiettivi che guarda di raggiungere nei prossimi mesi. Ne emerge il ritratto di un artista che continua a crescere, sperimentando nuovi linguaggi musicali senza perdere di vista l’autenticità delle emozioni che desidera trasmettere al pubblico.
Di seguito l’intervista completa.
Ciao Nùvo, bentrovato al Corriere dello spettacolo. “Sale” parla di libertà e di un amore vissuto senza preoccuparsi del tempo che passa. C’è un’esperienza personale che ha ispirato la scrittura di questo brano?
“Sale” nasce da un momento della mia vita in cui ho capito che le emozioni più vere sono quelle che non puoi controllare. È un brano ispirato a sensazioni realmente vissute, ma non racconta una storia precisa: parla della libertà di vivere un sentimento senza la paura del domani. Credo che troppo spesso ci concentriamo su quanto durerà qualcosa invece che viverla davvero. “Sale” invita proprio a lasciarsi andare.
Hai definito “Sale” uno step evolutivo del tuo percorso artistico. In che modo senti di essere cresciuto rispetto ai tuoi lavori precedenti, come “Tra le mie felpe”?
“Tra le mie felpe” rappresentava una parte di me molto intima e fragile. Con “Sale” quella sensibilità è rimasta, ma è cambiato il modo di raccontarla. Oggi mi sento più consapevole, sia nella scrittura che nella produzione. Ho imparato a lasciare spazio alle emozioni senza doverle spiegare troppo. È una crescita artistica, ma soprattutto personale.
Le tue influenze musicali spaziano dalla dance al pop romantico. Come riesci a conciliare artisti come David Guetta, Lady Gaga e i Black Eyed Peas con uno stile così intimo e riflessivo?
Sono cresciuto ascoltando musica che faceva ballare ma che, allo stesso tempo, riusciva a trasmettere emozioni forti. Artisti come David Guetta, Lady Gaga o i Black Eyed Peas mi hanno insegnato che una produzione energica può convivere con un messaggio sincero. È quello che cerco di fare anch’io: creare canzoni che abbiano ritmo, ma che lascino anche qualcosa dentro a chi le ascolta.
Nel videoclip di “Sale” emerge una forte atmosfera nostalgica, con richiami agli anni Settanta. Come è nata questa scelta estetica e che ruolo ha avuto il regista Giovanni Baracchi nella sua realizzazione?
Con Giovanni volevamo costruire un’immagine che trasmettesse calore, libertà e autenticità. Gli anni Settanta ci sembravano perfetti perché evocano un’epoca vissuta con leggerezza, fatta di contatto umano e spontaneità. Giovanni è stato fondamentale nel trasformare questa idea in immagini: ha saputo dare al videoclip un’identità precisa, senza mai perdere di vista il significato del brano.
Hai dichiarato che il tuo obiettivo è arrivare al cuore delle persone. Quale messaggio speri che il pubblico porti con sé dopo aver ascoltato “Sale”?
Spero che chi ascolta “Sale” si conceda il permesso di vivere le proprie emozioni senza paura. Viviamo in un periodo in cui tutto corre velocissimo e spesso ci dimentichiamo di fermarci a sentire davvero quello che proviamo. Se anche una sola persona, ascoltando questa canzone, si sentirà capita o troverà il coraggio di vivere qualcosa senza trattenersi, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.
Puoi anticiparci qualcosa dei prossimi progetti musicali e della tracklist che alternerà brani dance/club e ballate romantiche?
Posso dirvi che Sale è il secondo atto di un percorso composto da tre brani, un piccolo viaggio che chiuderà un cerchio emozionale. Ogni canzone rappresenta una fase diversa, ma insieme raccontano un’unica storia. Dopo questa triade, però, si aprirà un nuovo capitolo. Sto lavorando a un progetto che racconta tutte le sfaccettature del mio modo di vivere la musica, mi piace l’idea di non avere confini musicali, i miei brani continueranno a spaziare tra pop, ballate, dance ed elettronica, perché mescolare suoni, influenze ed emozioni è la cosa che mi diverte di più. Credo che proprio da questo mix nascano le canzoni più autentiche.
Giuseppe Sanfilippo

