Il mondo sta inesorabilmente cambiando e anche l’arte italiana sta diventando sempre più oggetto di interesse da parte di Paesi come la Cina.
Per mia esperienza personale, i cinesi sono sempre stati interlocutori attenti all’arte contemporanea. Esempio di tutto questo è “Timeless”, la grande mostra personale dell’artista Silvio Porzionato, ospitata dal Guanghui Art Museum di Chengdu, istituzione museale del Sichuan, nell’ambito della 2026 Chengdu-European Culture Season, programma di scambio culturale tra Europa e Cina.
Questa mostra rappresenta un grande esempio di diplomazia culturale: far convergere istituzioni italiane e cinesi in un programma di promozione culturale, dove l’arte diventa espressione di un linguaggio universale. La mostra, a cura di Miliza Rodic, è composta da 22 opere di grandi dimensioni che ripercorrono l’intera storia artistica di Silvio Porzionato fino a oggi, suddivise in tre cicli.
La serie dei Volti approfondisce il tema dell’identità umana attraverso ritratti dal forte valore psicologico. La serie Blue rivisita la tradizione figurativa occidentale: le figure sembrano emergere dalla materia pittorica come apparizioni, mentre lo spazio emotivo viene protetto e conservato.
Il blu diventa una cifra stilistica riconoscibile, creando una dimensione sospesa, fuori dal tempo.
Il percorso si completa con Codice temporale, cento volti dall’infanzia alla vecchiaia, dove ogni individuo può ritrovare se stesso, superando differenze culturali, geografiche e linguistiche.
Questa tappa consolida il percorso artistico di Silvio Porzionato, con un progetto pilota che aspira a creare relazioni, custodire la memoria e aprire nuovi spazi d’incontro tra i popoli.
La mostra è stata promossa dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing, in collaborazione con l’Ufficio degli Affari Esteri del Governo Popolare di Chengdu, il Comitato di Gestione della Nuova Area di Tianfu e l’Ufficio per la Cooperazione Internazionale e la Promozione degli Investimenti della Nuova Area di Tianfu, con il sostegno della Città di Palermo, a conferma del ruolo sempre più strategico della cultura nelle relazioni internazionali tra Italia e Cina.
Maria Laura Perilli

