La modella e giornalista lituana sceglie l’alta moda del couturier libanese per una delle serate più esclusive del Festival di Cannes. Al suo fianco Christopher Aleo, tra i sostenitori dell’asta benefica organizzata dalla fondazione AmfAR.
CANNES – Come ogni anno, il gala AmfAR Cannes ha rappresentato uno degli appuntamenti più prestigiosi e attesi dell’intera stagione internazionale degli eventi di beneficenza. Organizzata durante il Festival di Cannes, la serata raccoglie personalità del cinema, della moda, dell’imprenditoria e della filantropia con l’obiettivo di sostenere la ricerca contro l’HIV/AIDS attraverso una delle aste benefiche più importanti al mondo.
Nel corso degli anni il gala ha visto la partecipazione di alcune delle figure più influenti del panorama internazionale, da Leonardo DiCaprio a George Clooney, da Demi Moore a Jeff Bezos, confermandosi uno dei principali appuntamenti mondani legati alla solidarietà.
Tra gli ospiti presenti all’edizione 2026 anche Simona Jakstaite, modella, giornalista di moda e Ambassador di ELLE Baltic, che ha attirato l’attenzione degli osservatori del fashion system grazie a un look caratterizzato da linee essenziali, eleganza e raffinata sartorialità.
Per l’occasione Jakstaite ha scelto un esclusivo abito couture color carta da zucchero realizzato su misura da Georges Hobeika, una delle maison più apprezzate dell’alta moda internazionale per la qualità delle lavorazioni artigianali e la ricercatezza delle proprie collezioni.
A completare il look, una Hermès Kelly Pochette, considerata uno degli accessori più iconici della maison francese, e un paio di décolleté Saint Laurent dal design essenziale, in perfetta sintonia con l’equilibrio cromatico dell’intero outfit.
Accanto a lei era presente il marito Christopher Aleo, imprenditore e banchiere svizzero, da anni sostenitore delle iniziative promosse dalla fondazione AmfAR.
Secondo quanto riferito dal gruppo, il tavolo al quale hanno preso parte ha contribuito alla raccolta fondi attraverso l’asta benefica con un impegno complessivo di 380.000 dollari, destinati ai programmi di ricerca e assistenza sostenuti dalla fondazione.
«Siamo qui ogni anno non soltanto per ritrovare tanti amici», ha dichiarato Aleo a margine della serata. «Partecipare ad AmfAR significa soprattutto contribuire, nel nostro piccolo, a una causa che continua a essere fondamentale. Grazie al lavoro svolto dalla fondazione, oggi molte persone affette da HIV possono vivere una vita pressoché normale. I risultati ottenuti sono importanti, ma resta ancora molto da fare e il sostegno della comunità internazionale continua a essere essenziale.»
Negli ultimi anni il gala AmfAR è diventato molto più di un semplice evento mondano. Oltre a rappresentare uno dei momenti più esclusivi del Festival di Cannes, costituisce infatti uno dei principali appuntamenti filantropici del calendario internazionale, capace di coniugare moda, spettacolo e solidarietà in un’unica iniziativa.
Anche l’edizione 2026 ha confermato questa vocazione, riunendo sulla Costa Azzurra alcune delle figure più influenti del panorama internazionale e trasformando ancora una volta la moda in uno strumento di visibilità al servizio della ricerca scientifica e dell’impegno sociale.

