Da IAD ai sogni il passo è breve

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Imagine Art Dreams sono le tre parole dell’acronimo IAD scelto inequivocabilmente da Sabrina Camarda, direttrice artistica dell’ensemble andato in scena con “Al di là dei sogni” al Teatro Acacia di Napoli. “Questo titolo è un viaggio oltre il confine tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo – ci spiega la coreografa – Ispirato al film di Vincent Ward, questo spettacolo nasce dal desiderio di esplorare l’amore, la perdita e la forza dell’anima che continua a cercare anche oltre l’oscurità. Presentato per la prima volta nel 2017, oggi ritorna in scena con nuova profondità e nuova consapevolezza. Alla prima rappresentazione di dieci anni fa in scena c’erano solo quattro interpreti. Oggi quelle presenze si sono moltiplicate, diventando il simbolo di un sogno che nel tempo ha continuato a generare nuova anima nuova danza e nuova vita. Dopo la perdita, il protagonista attraversa mondi irreali e interiori per ritrovare l’anima che ama, guidato da un sentimento che non si spezza, nemmeno oltre l’aldilà”. Ma la coreografia non è ovviamente l’ombelico del mondo della danza di IAD e Sabrina Camarda. E’ tuttavia il filo conduttore che conduce dal passato alla realizzazione dei sogni futuri. “Non è semplicemente uno spettacolo ma una parte della mia vita – aggiunge la direttrice artistica – della mia storia e del percorso che ogni giorno condivido con i giovani talenti. Dietro ogni coreografia ci sono mesi di lavoro, sacrificio, emozioni, sorrisi, cadute e rinascite. Quando si apre il sipario non vedo soltanto dei ballerini. Vedo anime che raccontano una storia. Vedo occhi pieni di emozione, cuori che battono forte e sogni che prendono forma sotto le luci del teatro. È un momento che mi commuove ogni volta, perché in quegli istanti rivedo tutto il cammino percorso insieme: le prove, la fatica, le paure superate e la gioia immensa di sentirsi finalmente pronti a volare. La danza mi ha insegnato che i sogni non sono illusioni lontane, ma destinazioni verso cui camminare con coraggio, passione e perseveranza. È questo il messaggio di non smettere mai di credere in ciò che fa battere il cuore, perché le cose più belle della vita nascono proprio da un sogno in cui qualcuno ha avuto il coraggio di credere”. Anche in passato Sabrina Camarda ha scelto le emozioni a farsi largo sul palcoscenico, aprendosi a tutte le sfaccettature della danza e dello spettacolo dal vivo. Proprio come nelle sue corde, IAD è un polo di formazione inclusivo e trasversale alle esigenze artistiche ed alle attitudini dell’intero corpo di ballo. “Guardando al futuro, il mio desiderio è continuare a creare opportunità, emozioni e bellezza – aggiunge infatti la Camarda – continuando a crescere, affermarsi, trovare la propria strada e portare con sé tutto ciò che la danza è riuscita a insegnare loro. Perché il vero successo è lasciare un segno nel cuore delle persone. E allora il mio pensiero va proprio a loro, ai miei giovani talenti, che ogni giorno mi ricordano perché amo questo lavoro. Se oggi celebriamo un traguardo, domani torneremo a costruire nuovi sogni, con la stessa passione e lo stesso entusiasmo”. Al Teatro Acacia è stato un successo fragoroso, il pubblico ha accolto l’intero spettacolo con una partecipazione intensa e autentica, lasciandosi coinvolgere profondamente dalle emozioni e dal messaggio dello spettacolo. I riscontri ricevuti sono stati straordinariamente positivi e hanno evidenziato quanto la storia raccontata sul palco sia riuscita a toccare corde profonde nell’animo degli spettatori. Molte persone hanno condiviso riflessioni, emozioni e ricordi personali, riconoscendosi nei temi dell’amore che supera ogni confine, della memoria che continua a vivere e della speranza che non si spegne. Questo è forse l’aspetto più significativo che si è palesato in scena, ovvero il vedere come uno spettacolo possa trasformarsi in un’esperienza intima e personale per chi lo guarda. “L’apprezzamento del pubblico non si è limitato alla qualità artistica delle coreografie e delle interpretazioni – chiude la direttrice artistica – ma ha riguardato soprattutto la capacità dello spettacolo di lasciare un segno, di emozionare e di far riflettere. Sapere che il messaggio è arrivato con tanta forza rappresenta il risultato più bello e il riconoscimento più prezioso per tutto il lavoro svolto”. Un lavoro complesso, soprattutto dettato dalla necessità di diversificare l’offerta artistica in sala ed in scena. Basti pensare alla contaminazione dei generi, saltando qua e là dalla danza classica di “Giselle” e “Biancaneve” al K pop e l’hip hop oltre allo Heels. E poi repertorio moderno e contemporaneo, Dancehall, metodo GaaD, Flamenco, Caraibici, Latino e persino Giocodanza. L’intero mondo della danza alla portata di tutti, proprio come obiettivo immaginato da Sabrina Camarda, direttrice artistica di IAD e dei suoi baldi giovani alla ricerca delle stelle del firmamento coreutico.

Massimiliano Craus

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