Jessica Chanel Grigolato: tra moda, motori e grandi sogni

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Dalla passerella ai circuiti automobilistici, Jessica Chanel Grigolato ha costruito il proprio percorso con determinazione, passione e voglia di mettersi in gioco. Entrata nel mondo della moda giovanissima, ha saputo conciliare studio, lavoro e nuove opportunità professionali. Oggi è conosciuta anche per il suo ruolo all’interno del campionato NASCAR, un’esperienza che le ha permesso di vivere da vicino uno degli ambienti più affascinanti e dinamici del motorsport. In questa intervista racconta il suo percorso, le emozioni vissute sui circuiti e i progetti che sogna di realizzare nel futuro.

Come è iniziato il tuo percorso nel mondo della moda?

Il mio percorso nella moda è iniziato all’età di 16 anni, quasi per gioco. Frequentavo il liceo e inizialmente era semplicemente un’esperienza nuova da provare. Con il passare degli anni ho sempre cercato di conciliare studio e lavoro, continuando a coltivare questa passione anche durante il percorso universitario.

Come sei arrivata a diventare ombrellina NASCAR?

Durante il mio primo anno di università, nel corso di una sfilata, ho conosciuto due proprietari di Team NASCAR. Dopo un colloquio mi hanno scelta per entrare a far parte del loro progetto. Da quel momento è iniziata un’avventura incredibile che continua ancora oggi. Ho incontrato persone straordinarie che, nel tempo, sono diventate una vera e propria seconda famiglia.

Cosa significa lavorare in un ambiente dinamico come quello delle corse automobilistiche?

Mi piace moltissimo. Contrariamente a quanto si possa immaginare, è un ambiente sereno e tranquillo. La parte più adrenalinica arriva durante le gare e soprattutto al momento delle classifiche finali, quando bisogna capire rapidamente se prepararsi per il podio. Ormai i miei Team ottengono spesso ottimi risultati e ho imparato a farmi trovare pronta in anticipo.

Qual è stata la tua prima emozione entrando nel paddock NASCAR?

All’inizio conoscevo poco questo campionato. Avevo molta più familiarità con il motociclismo e seguivo principalmente Moto2 e MotoGP. Quando sono arrivata nel paddock NASCAR non sapevo praticamente nulla di quel mondo. Poi, gara dopo gara, mi sono appassionata sempre di più, iniziando a studiare e informarmi. Oggi posso dire di essere diventata una grande appassionata di questo campionato, forse addirittura più della MotoGP.

Come ti prepari prima di un evento o di uno shooting?

Non ho particolari rituali. Cerco semplicemente di dormire almeno otto o nove ore per arrivare rilassata e concentrata. Faccio sempre una colazione molto sostanziosa perché spesso le giornate di shooting o di lavoro sono lunghe e non consentono vere pause pranzo. Inoltre cerco di riposarmi il più possibile il giorno precedente per affrontare l’impegno con energia e motivazione.

Quanto conta la cura dell’immagine nel tuo lavoro?

La cura dell’immagine è importante sia nella vita professionale sia in quella privata. Cerco sempre di mostrare almeno l’80% della mia vera personalità. Ovviamente quando si lavora sotto i riflettori bisogna prestare maggiore attenzione a ciò che si comunica, evitando fraintendimenti o situazioni equivoche. Tuttavia il mio modo di prendermi cura di me stessa è lo stesso sia nel lavoro sia nella vita quotidiana: lo faccio prima di tutto per me stessa.

Hai mai incontrato pregiudizi in un ambiente spesso considerato maschile come quello dei motori?

No, mai. Anzi, mi sono sempre sentita rispettata e al sicuro. Spesso si pensa che sia un ambiente esclusivamente maschile, ma ci sono molte donne che lavorano nell’organizzazione e in diversi ruoli professionali. Personalmente non mi sono mai sentita sminuita o in difficoltà.

Qual è il momento più emozionante che hai vissuto in NASCAR?

È difficile sceglierne uno solo, ma sicuramente ricordo la prima volta che mi hanno detto di andare in griglia prima della gara. È il momento in cui i piloti incontrano il pubblico, firmano autografi e si scattano fotografie. Guardandomi intorno vidi una quantità incredibile di persone presenti al circuito e pensai anche a tutti coloro che stavano seguendo l’evento dalle televisioni internazionali. In quel preciso istante ho realizzato davvero la grandezza della NASCAR e il suo valore storico e sportivo. È stata un’emozione che non dimenticherò mai.

Quali sono le tue passioni nella vita quotidiana?

Purtroppo il tempo libero non è molto, ma quando posso amo viaggiare. Mi piace scoprire nuovi luoghi, nuove culture e vivere esperienze che mi permettano di conoscere il mondo.

Che importanza hanno i social network nella tua carriera?

I social network hanno un ruolo fondamentale, non solo per il mio lavoro ma per tutta la nostra generazione. Viviamo in un’epoca digitale in cui spesso il primo contatto con una persona avviene attraverso Instagram o altre piattaforme. Nel mio caso rappresentano anche un vero e proprio biglietto da visita professionale, quasi un primo colloquio di lavoro virtuale. Ma credo che ormai siano diventati uno strumento essenziale per chiunque.

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?

Mi piacerebbe collaborare con brand internazionali, in particolare spagnoli. Ma se devo sognare in grande, mi piacerebbe lavorare anche con realtà americane. Continuo a impegnarmi ogni giorno per crescere professionalmente e cogliere tutte le opportunità che il futuro potrà offrirmi.

Che insegnamento ti ha lasciato il tuo percorso fino a oggi?

Mi ha insegnato che bisogna avere il coraggio di cogliere le occasioni quando si presentano. Quella che era iniziata quasi come un gioco si è trasformata in un percorso ricco di esperienze, incontri e soddisfazioni. Continuare a studiare, lavorare e inseguire i propri obiettivi è il modo migliore per costruire il proprio futuro senza rinunciare alle passioni.

Manuele Pereira

 

CONTATTI SOCIAL
@chanelgrigolato
CREDITS FOTOGRAFICI
Ph. Paolo Stramare

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