Ci sono partite storiche, con protagonisti grandi campioni, che non appartengono soltanto agli almanacchi sportivi, ma alla memoria collettiva, alle case illuminate fino a tardi, ai balconi pieni, ai bar in silenzio prima di un rigore. Nella storia della televisione italiana, nessun contenuto ha avuto la stessa forza aggregante della Nazionale di calcio: quando l’Italia arriva alle partite decisive di Mondiali ed Europei, il Paese si ricompatta davanti allo schermo.
Purtroppo, la Nazionale italiana ha mancato la qualificazione al Mondiale per la terza volta di fila e, infatti, gli azzurri non sono parte di pronostici e quote calcio oggi e domani sui portali autorizzati, in questo periodo di Coppa del Mondo. Ma la passione per l’Italia del calcio non è mai svanita, come testimoniano le 5 partite più seguite in tv nella storia della selezione nostrana.
Per interpretare in maniera corretta le posizioni di questa classifica è però importantissimo un chiarimento: lo share non misura quanti italiani esistano o quanti abbiano acceso la TV in assoluto, ma la percentuale di telespettatori sintonizzati su un programma rispetto al totale di chi, in quel momento, sta guardando la televisione. Auditel lo definisce proprio come il rapporto percentuale tra gli spettatori di un canale e il totale degli spettatori davanti alle varie reti.
La graduatoria seguente considera le partite di calcio dell’era Auditel con lo share più alto riportato nelle classifiche storiche degli eventi sportivi più visti in Italia. Il dominio della Nazionale è totale: solo maglia azzurra, solo Mondiali, solo serate — o pomeriggi — in cui il calcio è diventato rito nazionale.
5) Italia-Francia, finale Mondiali 2006 — 84,11% di share
Al quinto posto c’è una partita che, nel sentimento popolare, vale forse più della sua posizione in classifica: Italia-Francia, finale del Mondiale 2006 a Berlino. Su Rai 1 raccolse 23,935 milioni di spettatori con l’84,11% di share; la gara era trasmessa anche da Sky, dettaglio che rende il risultato della rete generalista ancora più significativo.
La notte del 9 luglio 2006 è una delle ultime grandi esperienze televisive davvero simultanee del Paese. L’Italia arrivava da un mese vissuto tra tensione, orgoglio e riscatto, in un contesto segnato anche dallo scandalo Calciopoli che aveva travolto il calcio italiano. La squadra di Marcello Lippi, però, costruì un percorso sempre più convincente: solidità difensiva, gruppo largo, protagonisti diversi in momenti diversi.
La finale ebbe di tutto e di più: il rigore di Zidane, il pareggio di Materazzi, la testata che cambiò l’iconografia del calcio moderno, poi la lotteria dei rigori. Grosso, con l’ultimo tiro, trasformò una partita in una scena storica. Lo share oltre l’84% racconta esattamente questo: non una semplice finale seguita da molti, ma un Paese quasi interamente concentrato sullo stesso evento.
4) Italia-Messico, fase a gironi Mondiali 1994 — 85,55% di share
Al quarto posto, con l’85,55% di share, c’è Italia-Messico, partita della fase a gironi del Mondiale statunitense del 1994. Il dato colpisce perché non si tratta di una finale né di una semifinale: era una gara del primo turno, trasmessa su Rai 1, vista da 23,807 milioni di spettatori.
Il contesto spiega molto. L’Italia di Arrigo Sacchi era partita male, sconfitta dall’Irlanda, poi si era rimessa in corsa battendo la Norvegia in una partita complicatissima, giocata anche in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Pagliuca. Contro il Messico, dunque, non c’era soltanto da guardare una partita, ma da capire se la Nazionale sarebbe sopravvissuta al girone.
Finì 1-1, con il gol di Daniele Massaro e il pareggio messicano di Marcelino Bernal. Fu una gara nervosa, bloccata, piena di calcoli e incastri di classifica. L’Italia passò il turno da ripescata, ma quel pomeriggio televisivo dimostrò una cosa: quando la Nazionale rischia l’eliminazione, l’attenzione del pubblico può diventare persino più alta che nelle partite celebrate in anticipo. Il dato di share è gigantesco anche perché la partita si collocava in una fascia oraria diversa dalle grandi serate di prime time, segno di una mobilitazione collettiva rarissima.
3) Italia-Bulgaria, semifinale Mondiali 1994 — 85,82% di share
Sul podio entra Italia-Bulgaria, semifinale di USA ’94, con 25,886 milioni di spettatori e l’85,82% di share su Rai 1.
Qui la televisione italiana incrocia uno dei momenti più alti della carriera di Roberto Baggio. Dopo un avvio tormentato, il numero 10 azzurro aveva preso sulle spalle la Nazionale nelle gare a eliminazione diretta: Nigeria, Spagna, poi Bulgaria. Contro la squadra di Hristo Stoichkov, Baggio segnò due gol di classe superiore, uno più bello dell’altro, portando l’Italia in finale.
Lo share racconta una tensione diversa da quella del 1990. Non c’era il Mondiale in casa, ma c’era una Nazionale che sembrava procedere sul filo, sempre a un passo dalla caduta e sempre salvata dal talento. Italia-Bulgaria fu la partita dell’attesa premiata: dopo settimane di sofferenza, gli Azzurri sembrarono finalmente padroni del proprio destino.
È anche una delle grandi serate del calcio televisivo anni Novanta: appuntamento fisso, pochi schermi alternativi, nessuna dispersione digitale, famiglie e comitive radunate davanti alla stessa diretta. La TV generalista, in quel momento, era ancora la grande piazza nazionale.
2) Italia-Brasile, finale Mondiali 1994 — 86,95% di share
Al secondo posto c’è Italia-Brasile, finale del Mondiale 1994, con 24,929 milioni di spettatori e l’86,95% di share.
È una posizione curiosa: per numero di spettatori, questa finale è sotto Italia-Bulgaria; per share, invece, la supera. È uno dei casi che dimostrano perché share e ascolto medio non siano la stessa cosa. In quella notte italiana, quasi tutti quelli che avevano la TV accesa erano sintonizzati sulla finale di Pasadena.
La partita è rimasta nella memoria per il suo epilogo crudele: lo 0-0 dopo supplementari soffocanti, il caldo californiano, le squadre stanche, poi i rigori. Gli errori di Baresi, Massaro e soprattutto Roberto Baggio consegnarono il titolo al Brasile e produssero una delle immagini più dolorose dello sport italiano: Baggio fermo, dopo il tiro alto, mentre i brasiliani corrono a festeggiare.
Dal punto di vista televisivo fu un evento quasi totalizzante. La finale metteva di fronte due nazionali simbolo, Italia e Brasile, in una riedizione moderna di una rivalità carica di storia. L’altissimo share mostra che, nonostante l’orario impegnativo e la distanza geografica del torneo, il Paese si fermò. Non per celebrare, alla fine, ma per condividere una sconfitta.
1) Italia-Argentina, semifinale Mondiali 1990 — 87,23% di share
Al primo posto resta Italia-Argentina, semifinale del Mondiale 1990, con 27,535 milioni di spettatori e l’87,23% di share su Rai 1. È il grande record dell’era Auditel per il calcio e viene indicata anche come l’evento sportivo più visto nella storia televisiva italiana rilevata da Auditel.
La partita si giocò il 3 luglio 1990 allo stadio San Paolo di Napoli. Già questo bastava a renderla unica: l’Italia di Azeglio Vicini contro l’Argentina di Diego Armando Maradona, idolo assoluto della città. Era la semifinale delle “Notti magiche”, il Mondiale organizzato in casa, quello di Schillaci, delle bandiere alle finestre, delle sigle entrate nell’immaginario.
L’Italia arrivava alla semifinale con un percorso quasi perfetto: vittorie, entusiasmo, porta inviolata. L’Argentina, Campione del Mondo in carica, sembrava più fragile, ma aveva Maradona e una capacità feroce di sopravvivere alle partite. Segnò Schillaci, pareggiò Caniggia: fu il primo gol subito dagli Azzurri nel torneo. Poi supplementari, rigori, e la ferita sportiva: gli errori di Donadoni e Serena mandarono l’Argentina in finale.
Il dato dell’87,23% non è soltanto un numero, bensì la fotografia di un’Italia analogica, compatta, ancora abituata a vivere gli eventi davanti alla TV lineare. Quella sera, chi guardava la televisione guardava quasi certamente Italia-Argentina. La sconfitta trasformò la partita in un trauma nazionale, ma anche in un monumento mediatico: nessun’altra gara di calcio, nella storia della TV italiana, ha saputo concentrare una quota così alta di pubblico davanti allo stesso schermo.

