La giovane artista Federica Zianni è stata selezionata per una residenza presso il Longquan Wangou Taoxichuan international studio di Jingdezhen un centro che si occupa di creare programmi internazionali di residenza per artisti e che è specializzato nella ricerca sulla ceramica contemporanea.
La ricerca di Federica Zianni che l’ha già vista protagonista con mostre personali importanti in Italia e all’estero presso gallerie quali:( galleria Triphé, Saraceno art gallery, Manuel Zoia Gallery, RaffaelladeChirico gallery ecc..) nasce dal suo percorso di dottorato e si concentra su tre aspetti fondamentali e attualissimi: IDENTITÀ, NATURA, ARTIFICIO.Sará proprio durante questa residenza che l’artista approfondirá la sua ricerca attraverso la sperimentazione con la porcellana a colaggio e usando nuovi materiali come smalti, ossidi e differenti tecniche di cottura.
La finalità di questa residenza é implementare il proprio linguaggio artistico mettendo in sinergia la ricerca contemporanea e la tradizione della ceramica.
Il centro di Whangou Taoxichuan ospita artisti e designer da tutto il mondo, un laboratorio internazionale dove si intrecciano arte e ricerca su nuovi materiali. Un polo culturale dove si incontrano artisti, designer da a livello globale.
Questa residenza rappresenta un esempio di soft power, di cui oggi si parla tanto su giornali, attraverso convegni, ma che forse c’è sempre stato.
Promotore da sempre di scambi culturali e relazioni diplomatiche sono sempre stati gli artisti, i curatori, i galleristi con grandissimi sforzi ,ma che hanno sempre creduto nell’importanza delle relazioni internazionali.
Oggi, anche le istituzioni, si adoperano attraverso convegni ed eventi culturali di vario genere a fare soft power un concetto già elaborato dal politologo Joseph S.Nye ,secondo il quale uno stato può accrescere la propria influenza non attraverso la costrizione o il potere economico ma attraverso il potere seduttivo della cultura.
Jingdezhen è un hub culturale dove la ceramica diventa uno strumento di dialogo internazionale, dove la manualità viene salvaguardata a dispetto dell’arrivo della IA che sta ormai entrando nella vita di tutti in tutto il mondo.
Per Federica Zianni e indirettamente anche per chi ha creduto nel suo fare artistico, questo traguardo rappresenta una possibilità non solo di incrementare e crescere la propria sapienza e tecnica. Per gli addetti ai lavori italiani che sostengono la creatività, è la dimostrazione di quanto il made in Italy interessi i nuovi Paesi emergenti.
Credo che il dialogo tra istituzioni e addetti ai lavori e le diverse categorie che si stanno avvicinando al mondo della cultura, per anni sottovalutato, questo possa essere l’esempio di come anche senza innumerevoli e giganti strategie si possano fare grandi cose e raggiungere importanti traguardi.
Maria Laura Perilli

