C’è una linea che taglia nettamente il secolo scorso, il Novecento, e parte da Duchamp, Wanted, il suo ultimo lavoro americano; incrocia Man Ray, i suoi ritratti, anche quello di Duchamp (c’è un libro che li raccoglie tutti i suoi ritratti: Portraits); e ci porta agli screen tests di Andy Warhol, di cui uno proprio su Duchamp, così come ce li ha temporaneamente esposti la Sonnabend Collection di Mantova, nuovo museo aperto a Palazzo Della Ragione proprio a Mantova nel 2025.
Wanted di Duchamp è il lavoro del 1923 che in qualche misura ha ispirato sia Thirteen Most Wanted Men, il murale che Andy Warhol ha creato per il padiglione dello Stato di NY per Expo 64, che gli Screen Tests, sempre di Warhol, ospitati a Mantova.
Gli Screen Tests sono videoritratti muti di celebrità degli anni sessanta (i ritratti di Man Ray erano di celebrità degli anni 20/30) tra cui tutti i componenti della band The Velvet Underground, Susan Sontag, quella di Contro l’Interpretazione (con Notes On Camp), Bob Dylan, di Subterranean Homesick Blues (ora depositato al MAXXI), Edie Sedgwick, per cui Dylan pare abbia scritto Like A Rolling Stone, Allen Ginsberg poeta Beat che ha partecipato alla realizzazione del primo videoclip della storia (lo stesso Subterranean Homesick Blues di Dylan donato al MAXXI, appunto) e molti altri.
Di fatto gli screen tests di Andy Warhol ci portano ad un più ampio e differente discorso sul cinema underground, un movimento di cineasti nato in America a cavallo tra gli anni cinquanta e anni sessanta e consolidatosi con la creazione del New American Cinema Group nel 1960 a cui aderirà lo stesso Andy Warhol – di cui ricordiamo un solo titolo: The Velvet Underground And Nico. A symphony of Sound.
In Italia il movimento era stato ben recepito, e lo testimonia uno storico festival torinese del 1967: The New American Cinema 1967, ideato da John Mekas, fondatore del movimento.
Il festival inoltre era stato ripresentato identico nella sua programmazione cinematografica dalla Fondazione Prada di Milano in un evento celebrativo del 2017.
Noti esempi che hanno ispirato sia Warhol che l’intero movimento underground sono infine le pellicole dadaiste e surrealiste tipo quelle di Man Ray e Buñuel, a chiudere il cerchio su questo filone di rappresentazioni artistiche che scorre lungo tutto il Novecento.
Celebri in questo senso anche i video portraits di Robert Wilson esibiti a Villa Panza nel 2016 e al Louvre nel 2013.
Photo: Giuseppe Gradella
PS
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