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Mentre Parigi celebra l’haute couture, Roma risponde con la sua eternità: Fendi sfila alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna

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copyright IG@fendi

Mentre i riflettori della moda internazionale restano puntati sulla settimana dell’Haute Couture di Parigi, il gran finale della stagione si sposta a Roma. Il 9 luglio la Capitale ospita uno degli appuntamenti più attesi del calendario: Fendi presenta la collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027 nella prestigiosa cornice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Non si tratta soltanto della scelta di una location d’eccezione, ma di una precisa dichiarazione d’identità. Se Parigi rappresenta la culla dell’haute couture, Roma ne incarna la memoria, la profondità culturale e quella bellezza senza tempo che da sempre ispira l’arte e la creatività. Per una maison nata nella Città Eterna, tornare a sfilare nella propria città significa riaffermare un legame autentico con le proprie origini, valorizzando un patrimonio fatto di artigianalità, cultura e tradizione italiana.

L’appuntamento assume un significato ancora più speciale perché segna il debutto di Maria Grazia Chiuri alla guida della couture di Fendi. Stilista romana, Chiuri porta la sua visione in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana, dove arte contemporanea e patrimonio storico convivono in un dialogo continuo. Un contesto che rafforza l’idea della moda come linguaggio culturale, oltre che espressione di eccellenza manifatturiera.

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La scelta della Galleria Nazionale d’Arte Moderna affonda inoltre le proprie radici nella storia della maison. Proprio qui, nel 1985, Fendi celebrò i vent’anni di collaborazione con Karl Lagerfeld attraverso una memorabile esposizione. Oggi quel filo viene idealmente riallacciato con la mostra After. Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, inaugurata in occasione della sfilata e aperta al pubblico dal giorno successivo, come omaggio a uno dei sodalizi creativi più importanti nella storia della moda.

Così, mentre Parigi chiude la sua settimana dedicata all’alta moda, Roma sceglie di raccontare un’altra idea di lusso. Non quella della competizione tra capitali della moda, ma quella di una città che fonda la propria forza sulla stratificazione della storia, sull’arte, sull’architettura e su un savoir-faire che attraversa i secoli.

Per una sera, la couture parla con accento romano. E ricorda che esistono luoghi in cui la moda smette di essere soltanto una passerella per trasformarsi in patrimonio culturale, capace di raccontare un’identità, una visione e un’eredità destinata a durare nel tempo.

Perché se Parigi è la capitale mondiale dell’haute couture, Roma continua a essere la capitale dell’eternità.

Filly di Somma

Foto interna e copertina copyright IG@fendi

 

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