Bagheria, terra affascinante e ricca di suggestioni, custodisce una storia artistica importante, legata a figure come Renato Guttuso. Oggi continua a raccontare la propria vocazione creativa attraverso realtà come l’atelier dell’artista Giuseppe Alletto.
L’apertura al pubblico del suo studio, in programma il 12 luglio e curata da Francesco Mineo, rappresenta molto più di una semplice visita: è un’occasione per riscoprire un’autenticità tutta italiana fatta di luoghi, incontri e nuove energie. Le luci e i colori di questa terra sembrano dialogare naturalmente con la pittura di Alletto, dando vita a una profonda sintonia tra territorio e visione artistica.
Entrare nello studio di un artista significa vivere un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. L’odore dei colori, i materiali utilizzati quotidianamente, la luce che filtra dalle finestre, le tele, gli strumenti del mestiere: ogni elemento racconta un’attività in continuo divenire e rende percepibile il processo creativo.
Nel caso di Giuseppe Alletto, questa esperienza è perfettamente coerente con la sua ricerca artistica. La sua pittura figurativa si muove tra realtà e simbolo, costruendo immagini enigmatiche che invitano l’osservatore a interrogarsi, a lasciarsi attraversare da suggestioni senza la necessità di trovare risposte definitive.
È proprio in questo contesto che lo studio assume un significato particolare: ogni oggetto, ogni traccia, ogni dettaglio testimonia il percorso della creazione.
L’apertura dell’atelier al pubblico si inserisce in un progetto più ampio, volto a valorizzare la produzione artistica contemporanea e a creare nuove occasioni di incontro e di dialogo con il territorio. In un’epoca in cui molte relazioni rischiano di diventare sempre più rapide, impersonali e distanti, questa iniziativa riafferma il valore della presenza, dell’ascolto e della componente umana, restituendo centralità all’incontro diretto tra artista, opera e pubblico.
Il percorso di Giuseppe Alletto proseguirà nel mese di dicembre, quando presenterà un nuovo progetto presso la Galleria Triphé di Roma, ulteriore tappa di un viaggio che porterà nella dimensione pubblica dell’esposizione la ricerca maturata nello spazio intimo dell’atelier.
Gli studi d’artista e le gallerie d’arte sono chiamati a diventare sempre più luoghi inclusivi, capaci di accogliere pensieri, sensibilità e il mistero che accompagna ogni autentico processo creativo e umano. È in questi spazi che l’arte continua a rinnovare la propria funzione più profonda: creare relazioni, generare domande e offrire nuove possibilità di sguardo sul mondo.
Maria Laura Perilli

