Per oltre quarant’anni ha raccontato guerre, crisi internazionali e grandi cambiamenti geopolitici. Aveva 81 anni.
Il giornalismo italiano dice addio a Neliana Tersigni, storica giornalista e inviata di guerra della Rai, scomparsa a Roma all’età di 81 anni. Con la sua morte si chiude una delle pagine più importanti del giornalismo televisivo italiano, segnata da professionalità, coraggio e una profonda conoscenza degli scenari internazionali.
Per decenni, Tersigni ha rappresentato un punto di riferimento nell’informazione estera, raccontando con precisione e autorevolezza alcuni degli eventi che hanno cambiato la storia del Novecento e dei primi anni Duemila.
Una vita dedicata all’informazione
Nata a Roma, dopo la laurea in Letteratura russa iniziò la propria carriera nella redazione Esteri del quotidiano Paese Sera, maturando fin da subito una forte passione per la politica internazionale. Successivamente lavorò come corrispondente in Spagna, prima di approdare in Rai nel 1987, entrando a far parte della redazione del Tg3.
Grazie alla sua preparazione e alla capacità di raccontare i fatti con equilibrio e rigore, divenne presto una delle inviate più apprezzate del servizio pubblico.
Il racconto dei grandi eventi della storia
Nel corso della sua lunga carriera ha seguito da vicino alcune delle crisi internazionali più significative degli ultimi decenni. Dalla prima Intifada alla Guerra del Golfo, passando per il ritorno di Yasser Arafat nei territori palestinesi e l’assassinio del premier israeliano Yitzhak Rabin, i suoi reportage hanno contribuito a far comprendere al pubblico italiano la complessità di un’area tra le più delicate del mondo.
Il suo lavoro si è sempre distinto per uno stile sobrio, accurato e rispettoso dei fatti, qualità che le hanno permesso di conquistare la stima di colleghi e telespettatori.
Gli anni al Cairo
Tra il 2003 e il 2010 ha ricoperto l’incarico di responsabile dell’ufficio di corrispondenza Rai al Cairo, seguendo da vicino le principali vicende politiche e sociali del Medio Oriente e del Nord Africa.
Dall’Egitto ha raccontato crisi diplomatiche, tensioni regionali e profondi cambiamenti geopolitici, offrendo un’informazione sempre documentata e capace di contestualizzare gli eventi.
Una carriera premiata
L’impegno dimostrato nelle aree di conflitto le è valso importanti riconoscimenti professionali, tra cui il Premio Giornalistico Nazionale “Antonio Russo”, assegnatole nel 2006 per il valore del suo lavoro come inviata.
Anche dopo aver concluso gli incarichi da corrispondente, Neliana Tersigni ha continuato a seguire con interesse l’attualità internazionale, rimanendo una figura autorevole nel panorama giornalistico italiano.
L’ultimo saluto
Nei giorni precedenti alla sua scomparsa aveva condiviso un messaggio dedicato al Cairo, città alla quale era rimasta profondamente legata durante gli anni trascorsi come corrispondente Rai. Un saluto che oggi viene letto con particolare emozione da quanti hanno avuto modo di conoscerla e apprezzarne il lavoro.
Il ricordo
Con la scomparsa di Neliana Tersigni, il giornalismo perde una professionista che ha saputo raccontare il mondo con competenza, equilibrio e grande senso di responsabilità. I suoi servizi resteranno una preziosa testimonianza di un modo di fare informazione fondato sulla verifica dei fatti, sulla presenza diretta nei luoghi della notizia e sul rispetto del pubblico.
La sua eredità professionale continuerà a vivere nei reportage che hanno accompagnato milioni di italiani nella comprensione dei grandi eventi internazionali e rappresenterà un esempio per le future generazioni di giornalisti.
Filly di Somma



