Theophania: la ricomposizione del reale, Giorgio Lupattelli porta l’arte contemporanea in dialogo con San Francesco

Data:

 

Ha inaugurato il 3 luglio a Foligno (Perugia) e proseguirà fino al 10 ottobre, presso Palazzo Trinci, nella Sala dei Giganti, il progetto artistico realizzato da Giorgio Lupattelli e curato da Gianluca Marziani, dove spiritualità, ricerca e linguaggi contemporanei si incontrano.

Theophania. La ricomposizione del reale si propone come un’esperienza culturale che, per la prima volta, costruisce un dialogo tra patrimonio documentario, arte contemporanea e visione culturale, partendo dalla Chartula Assisana e dalle Laudes Dei Altissimi, grazie alla curatela di Gianluca Marziani e al ruolo di Propositum Operis assunto da Scrinium.

Il progetto comprende 28 opere: quattro grandi dipinti, dodici tavole dedicate alle Laudes Dei Altissimi e dodici studi preparatori.

Le opere di Lupattelli non hanno come finalità primaria quella di illustrare il messaggio francescano, ma di reinterpretarlo attraverso una tecnica nella quale materia, luce e segno offrono una lettura contemporanea del Santo e della sua eredità spirituale.

Dichiara l’artista Giorgio Lupattelli: «Non volevo raffigurare un santo, ma una persona reale, attuale, moderna, nella quale chiunque potesse riconoscersi. Non volevo parlare della vita del Santo, ma di quei concetti e valori universali che lui ha saputo trasmettere fino a oggi, in un’epoca complessa e alla ricerca di punti fermi a cui potersi affidare.»

L’opera d’arte non rappresenta così soltanto un’immagine, ma si trasforma in un incontro tra esperienza, estetica e dimensione interiore.

L’artista restituisce l’attualità del pensiero di San Francesco, liberandolo da ogni formula celebrativa. L’obiettivo non è porre il focus esclusivamente sull’immagine, ma costruire un’esperienza capace di coinvolgere profondamente l’osservatore.

San Francesco non offre una teoria dell’arte, ma uno sguardo sul mondo che, attraverso Lupattelli, diventa una chiave di lettura dell’arte contemporanea. La bellezza diventa così relazione e non possesso; diventa partecipazione e, quindi, inclusione.

Attraverso queste opere contemporanee si crea uno spazio di ricerca spirituale. Attraversare il mondo con un progetto di arte contemporanea, riflettendosi negli occhi di San Francesco, invita ciascuno a cercare tracce di fraternità, cura, umiltà, stupore e riconciliazione con il creato, soprattutto in un momento storico così difficile.

Tutto diventa così un’occasione d’incontro: tra materia e significato, tra uomo e mondo, tra domanda umana e mistero.

Arte e fede diventano strumenti “morbidi” per la ricerca della verità e della bellezza.

Come scrive il curatore e critico d’arte Gianluca Marziani: «Lupattelli, con intelligenza empatica, ci mostra il Santo nella sua morbidezza ma anche nella sua potenza, nella saggezza che irradia il territorio fisico e le geografie spirituali, nelle azioni di un ragazzo curioso e amorevole, capace di prendere posizione con la nettezza, mai volgare, degli sguardi giusti, rivolti al futuro mentre ribaltano la stasi delle corruzioni attorno a lui.»

Maria Laura Perilli

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

“Riccardo III, vero seduttore del male”, dal 29 gennaio alla Galleria Toledo di Napoli

Il Riccardo III shakespeariano è l’ultimo “capitolo” di quattro...

“La Monaca di Monza”

il testo di Giovanni Testori ha una straordinaria energia...