Emily Espinoza, una donna che ha avuto il coraggio di essere se stessa

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C’è chi sceglie di seguire le convenzioni e chi, invece, decide di rompere gli schemi. Emily appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Conduttrice di Monello Podcast, negli ultimi anni ha conquistato una community sempre più ampia affrontando senza filtri temi come sessualità, relazioni e libertà di espressione. Dietro la sua spontaneità, però, c’è molto di più: sacrifici, momenti di sconforto, critiche difficili da accettare e la forza di continuare grazie all’affetto del pubblico.

Partiamo dall’inizio: chi era Emily prima che il pubblico iniziasse a conoscerla?

Ero, e sono ancora, una donna che ama parlare. Soprattutto di quei temi che molti considerano insoliti o tabù.

C’è un episodio che, riguardandoti indietro, pensi abbia cambiato il corso della tua vita?

Non credo ci sia stato un episodio preciso, ma parlare di vendere le mutandine usate su Vinted… boom! Da lì ho capito che potevo affrontare qualsiasi argomento senza filtri.

Il tuo percorso non è stato costruito dall’oggi al domani. Qual è stato il momento in cui hai capito che quello che stavi facendo poteva diventare davvero il tuo lavoro?

Quando il mio manager mi ha chiamata e mi ha detto: “Ti ho vista, mi hai fatto ridere e voglio darti un’occasione”. Da quel momento ho capito che poteva diventare qualcosa di serio. Grazie, Morry.

Oggi molte persone vedono il risultato finale, ma non il dietro le quinte. Qual è stato il sacrificio più grande che hai dovuto affrontare per arrivare fin qui?

Lavorare tantissimo, spesso anche gratis. Essere sempre professionale e avere accanto qualcuno che credesse in me e mi spronasse a non mollare.

Viviamo in un’epoca in cui i social possono dare tanto, ma possono anche togliere molto. Che rapporto hai con l’esposizione continua e con il giudizio degli altri?

La vivo bene. Leggo i commenti e cerco di rispondere a tutti. Ho imparato che conta quello che penso io di me stessa, non quello che pensano gli altri.

C’è un pregiudizio nei tuoi confronti che ti sei stancata di sentire e che vorresti sfatare una volta per tutte?

La domanda che mi fanno più spesso è: “Cosa ne pensano i tuoi genitori?”. Oppure, nel paesino dove vivo, una signora mi disse: “Ma almeno ti pagano per dire tutte quelle cose che dovrebbero restare private?”. Ecco, questo è uno dei pregiudizi che sento ancora oggi.

Qual è la critica che ti ha fatto più male e, al contrario, qual è il complimento che ancora oggi ti porti dentro?

La critica che mi ferisce di più riguarda il mio peso. Dimagrisco, ingrasso… succede. Ma c’è sempre qualcuno pronto a farmelo notare e questa è una cosa che odio.

Il complimento più bello, invece, è quando mi dicono che grazie ai miei contenuti si sentono meno soli e più liberi di essere se stessi.

Se dovessi descrivere Emily con tre parole che non hanno nulla a che fare con il lavoro, quali sceglieresti?

Forza, coraggio e simpatia.

C’è stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto? E cosa ti ha fatto cambiare idea?

Sì. Il primo anno tornavo a casa dopo le registrazioni e mi chiedevo: “Perché continuo a farlo?”. Poi è arrivata la mia community. Le persone che mi scrivono, mi ascoltano e mi fanno sentire parte di qualcosa di grande. Solo a pensarci mi emoziono.

Hai un sogno professionale che non hai ancora realizzato e che tieni nel cassetto da tempo?

In realtà il sogno che avevo era sistemare i denti. A 35 anni ho finalmente messo l’apparecchio. Adesso il mio obiettivo è continuare a crescere e vedere fin dove posso arrivare.

Se potessi tornare indietro e parlare alla Emily di dieci anni fa, quale consiglio le daresti? E quale, invece, non ascolterebbe comunque?

Le direi di andare avanti per la sua strada e di smetterla di ascoltare il giudizio degli altri. Probabilmente farebbe fatica ad ascoltarmi… ma glielo direi lo stesso.

Nel tuo percorso hai conosciuto tante persone. C’è qualcuno che ha fatto davvero la differenza nella tua crescita, sia professionale che personale?

Ho perso tante amicizie perché parlo di sesso e tante persone hanno parlato alle mie spalle. Ma poco importa. Chi mi vuole bene me lo dimostra ogni giorno. Sono grata a chi mi sostiene, a chi mi ascolta e anche a chi mi fa una critica, purché sia costruttiva. Grazie davvero a tutte le persone che fanno parte di questo percorso.

Chiudiamo con una domanda che facciamo spesso a Monello Podcast: quando tra qualche anno guarderai indietro, come vorresti che le persone ricordassero Emily Espinoza?

Vorrei che le persone mi ricordassero come una donna che ha avuto il coraggio di essere se stessa. Perché credo che, con un po’ di coraggio, possiamo farlo tutti.

Manuele Pereira

 

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