Il XIV rapporto nazionale sull’Economia del Mare, si è svolto in questo mese presso la prestigiosa sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,a cura dell’ Osservatorio Nazionale sull’ Economia del mare Ossermare,Centro Studi Tagliacarne, Unioncamere,Informare,Camera di Commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network nell’ ambito di Blue Forum 2026,ed ha confermato un settore in crescente ascesa. In Italia,con le imprese e gli assunti nei vari settori,l’introito annuo è arrivato a toccare quasi gli 80 miliardi,con un pil nazionale dell’11,4% e l’incremento annuale di quasi 3 miliardi.
Un patrimonio insostituibile
L’Italia,nazione storicamente legata a porti crocevia dell’ economia e degli scambi interculturali sin dal medioevo,accoglie con entusiasmo e stimoli sempre più performanti tutto ciò che riguarda il business marittimo.Il rapporto rappresenta un valore di riferimento per la Blue Economy italiana,in tutte le sue ramificazioni:dall’ittica alla cantieristica,dalla ristorazione alle attività sportive,non tralasciando le nuove prospettive legate al mondo digitale e alla tutela dell’ ecosistema ambientale.
Un parterre d’eccezione
A questa giornata di grande importanza per un settore che sta diventando un punto cardine dell’indotto economico Nazionale hanno partecipato autorità di alto profilo:il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso,il Presidente di Assonautica italiana Giovanni Acampora,il Presidente UnionCamere Andrea Prete,il Vicecomandante del Corpo delle Capitanerie di Porto Ammiraglio Vincenzo Leone,il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito,ed altre personalità di alta rappresentanza per il settore.
Ad ultimare la giornata si è aperto un interessante dibattito che ha rappresentato un momento di analisi e confronto,ed ha visto la la presenza dell’ Onorevole Luca Squeri, segretario X Commissione della Camera dei Deputati,l’Onorevole Mariagrazia Frjia e l’Onorevole Eliana Longi,entrambe membri della. Camera dei Deputati.L’economia del mare conferma il suo ruolo strategico per la competitività e lo sviluppo sostenibile dell’Italia.
Sara Nicoletti


