C’era enorme attesa per il ritorno dietro la macchina da presa di Christopher Nolan, alle prese questa volta con il mito dei miti: l’Odissea di Omero. Il risultato, proiettato nella suggestiva Sala Grande del Cinema Modernissimo di Napoli, è un’opera destinata a far discutere ferocemente la critica e il pubblico, divisa tra scelte di casting provocatorie e una messinscena monumentale.
Tra anacronismi e provocazioni contemporanee
Diciamolo subito, senza giri di parole: l’approccio di Nolan flirta apertamente con le tendenze più estreme del politicamente corretto hollywoodiano. Trovarsi davanti a un’Elena di Troia interpretata da un’attrice nera o assistere alla presenza di un attore transessuale nel cuore dell’epica classica sono scelte di color-blind e gender casting che faranno storcere il naso ai puristi. Se a questo aggiungiamo armature storicamente poco realistiche che ammiccano a un fantasy moderno e licenze linguistiche bizzarre – sentire pronunciare il termine “Daddy” al posto del classico “father” nell’antica Grecia fa sobbalzare sulla poltrona –, il rischio di un disastro filologico era dietro l’angolo.
La regia di Nolan e una fotografia da applausi
Eppure, a dispetto di queste evidenti forzature di sceneggiatura e costume, questa Odissea funziona, convince e, alla fine, ammalia. Il miracolo riesce grazie alla mano divina di Christopher Nolan. La sua regia è chirurgica, azzeccatissima nel gestire i tempi di un viaggio eterno, e la fotografia è semplicemente clamorosa: ogni fotogramma delle tempeste e del mare aperto restituisce la potenza primordiale del mito, avvolgendo lo spettatore in un’esperienza visiva totalizzante.
Interpretazioni magistrali (e vecchi rancori cinematografici)
Ma se il film riesce a superare le sue stesse bizzarrie, il merito va anche a un cast in stato di grazia. Sorprende, infatti, come il dibattito mediatico si stia concentrando solo sulle polemiche inclusive, ignorando la magnificenza interpretativa di Anne Hathaway e Tom Holland. La loro presenza scenica è monumentale, una vera colonna portante che da sola vale il prezzo del biglietto.
Verdetto
Nolan firma un’Odissea pop, divisiva e sfacciatissima nelle sue scelte ideologiche, ma visivamente imponente e impossibile da ignorare. Un’opera che piega il mito classico alla modernità, salvata dal collasso grazie a una direzione artistica straordinaria e a interpretazioni da brivido. Da vedere, possibilmente sul grande schermo.Si ringrazia per la squisita ospitalità e la perfetta proiezione:
Cinema Modernissimo
Via Cisterna dell’Olio, 49/59, 80134 Napoli (NA)
Marco Assante

