ROMA – Due giornate dedicate all’eccellenza della moda, alla valorizzazione dei giovani talenti e al confronto su temi di grande attualità hanno decretato il successo della terza edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture 2026, andato in scena nella suggestiva cornice del Salone delle Colonne dell’EUR. Oltre seicento spettatori, tra professionisti del settore, istituzioni, stampa e appassionati, hanno preso parte a una manifestazione che ha confermato la propria vocazione internazionale, offrendo spazio sia ai grandi nomi dell’alta moda sia ai designer emergenti provenienti dall’Italia e dall’estero.
Sotto la direzione creativa di Steven G. Torrisi, la passerella romana si è trasformata in un luogo d’incontro tra tradizione sartoriale, sperimentazione e nuove prospettive creative, coinvolgendo ambasciatori già affermati del fashion system e nuovi protagonisti destinati a lasciare il segno nel panorama internazionale. Moda e impegno sociale: il confronto apre la manifestazione. L’edizione 2026 si è aperta con un momento di riflessione che ha preceduto le sfilate. Professionisti, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo della cultura, della giustizia e della comunicazione hanno dato vita a un dibattito dedicato a legalità, prevenzione della violenza, educazione affettiva e rispetto della persona. A coordinare il confronto sono stati gli avvocati Bartolomeo Giordano e Romina Lanza, insieme alla giornalista Marialuisa Roscino, dando così al Rome Fashion Show una dimensione che va oltre l’estetica e pone al centro anche il valore sociale della moda.
I nuovi talenti protagonisti della prima giornata
La giornata inaugurale ha acceso i riflettori sulle nuove generazioni della moda, confermando la volontà della manifestazione di sostenere la ricerca creativa e la formazione. Grande attenzione è stata riservata anche ai temi della sostenibilità ambientale, ormai elemento imprescindibile nel fashion contemporaneo.
In questo contesto è stato presentato anche il Re-Eco Fashion Award, nuovo riconoscimento nato dalla collaborazione tra la Fondazione UniVerde e il Comitato Tecnico del Rome Fashion Show #Haute Couture. Ad illustrarne gli obiettivi è stato Giuseppe Di Duca, direttore della Fondazione UniVerde. Il premio debutterà ufficialmente nell’edizione 2027 con l’intento di valorizzare le migliori esperienze legate alla moda sostenibile.
A guidare il pubblico durante le sfilate è stata Emanuela Tittocchia, attrice, conduttrice televisiva e autrice, che ha accompagnato con eleganza l’intera giornata.
Dalla scultura alla sartoria: le collezioni dei designer emergenti
Ad aprire la passerella è stata Accademia Viola, che, sotto la supervisione del docente Danilo Gattai, ha presentato la collezione Un soffio di Eternità. Un progetto che prende ispirazione dalla monumentalità della scultura classica e dall’atmosfera senza tempo della città di Roma. I corpini, modellati attraverso speciali paste sintetiche, hanno trasformato il corpo femminile in una vera architettura indossabile, tra forza, fragilità ed eleganza.
Con Paola Bignardi la passerella ha raccontato invece un percorso personale costruito nel tempo. Le linee sartoriali, la ricerca sui volumi e la valorizzazione delle diverse silhouette femminili hanno caratterizzato una collezione che attraversa culture differenti mantenendo saldo il dialogo con l’armonia classica. In scena le capsule Melagrana, Hippie Luxury e un raffinato abito da sposa capace di sintetizzare la filosofia stilistica della designer.
Ampio spazio anche ai progetti promossi da Coldiretti, che hanno dimostrato come il legame tra agricoltura, artigianato e moda possa diventare un modello virtuoso di economia sostenibile.
Dal Veneto, Federica Tavian Ferrighi ha raccontato il progetto RadicArti, nato all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, dove la coltivazione della terra diventa fonte di colori naturali, oli essenziali e materie prime impiegate anche nella produzione tessile.
Dall’Umbria è arrivata Flavia Sbrolli, fondatrice del marchio RUBERlab, che insieme all’azienda agricola Terre di Fulvio porta avanti una ricerca sulle piante tintorie e sui pigmenti biologici applicati sia alla moda sia all’alimentazione.
La Campania è stata rappresentata da Candida Piscitelli, ideatrice di My Flowers, progetto che interpreta il floral design contemporaneo trasformando il materiale vegetale in autentica espressione artistica.
Dalle Marche, invece, Mattia Morbidoni ha presentato La Via della Seta, un percorso che accompagna il pubblico lungo tutte le fasi della lavorazione serica, dall’allevamento del baco fino alla realizzazione artigianale dei capi.
Tra le proposte più scenografiche della giornata anche quella firmata Concita Petralito, che con Gocce Barocche ha costruito un dialogo tra architettura e moda. Foglie d’acanto realizzate all’uncinetto, conchiglie trasformate in elementi decorativi e preziose lavorazioni manuali hanno dato vita a capi che richiamano la ricchezza ornamentale del barocco siciliano, trasformando ogni abito in una vera scultura tessile.
Emozione anche per la sfilata dell’Istituto Aniene, che ha scelto di rendere omaggio a Valentino Garavani attraverso una collezione ispirata al celebre Rosso Valentino. Gli abiti, ideati e realizzati dagli studenti dell’istituto sotto la guida delle docenti Raffaella Pignataro, Katia Adipietro e Angela Gandolfi, hanno raccontato il valore della formazione, della creatività e del lavoro artigianale.
La dimensione internazionale della manifestazione si è confermata con la presenza di Swiss Fashion Impulse e della Scuola di Moda Lugano, realtà impegnate nella formazione dei futuri professionisti del settore. Fondato da Andrea Civino, Dea Semadeni e Margaretha Cordella, il progetto ha portato a Roma le creazioni di giovani designer provenienti da Italia, Francia e Svizzera: Caroline Rey, Yanou Santangelo, Liubov Gilevich, Maria Pia Ruggero ed Elena Campus, accomunati da una ricerca stilistica che fonde innovazione, manifattura e identità.
A chiudere la prima giornata è stato Saro Mattia Taranto, che ha presentato una collezione concepita come il punto di arrivo di un percorso personale e creativo. Una proposta caratterizzata da linee essenziali, materiali selezionati con rigore e costruzioni sartoriali mature, nella quale ogni capo diventa espressione di una consapevolezza stilistica ormai pienamente raggiunta. Un messaggio rivolto a una donna che conosce la propria identità e sceglie di raccontarla attraverso un’eleganza autentica e contemporanea.
La seconda giornata: protagonisti gli Ambasciatori dell’Alta Moda
Dopo l’attenzione dedicata ai giovani designer, il secondo appuntamento del Rome Fashion Show #Haute Couture 2026ha celebrato alcuni tra i più autorevoli interpreti dell’alta moda italiana e internazionale. La passerella del Salone delle Colonne si è trasformata in un palcoscenico dove identità stilistiche differenti hanno raccontato la ricchezza della couture contemporanea, tra sartorialità, ricerca artistica e innovazione.
Tra gli ospiti più attesi ha fatto il suo debutto romano Mario Benton, fashion designer statunitense proveniente da San Francisco, nome di riferimento nel panorama internazionale con oltre tremila sfilate organizzate negli Stati Uniti e numerose partecipazioni alle principali fashion week americane, da Los Angeles a New York, fino a Chicago e St. Thomas.
Visibilmente emozionato, lo stilista ha espresso soddisfazione per l’invito ricevuto, sottolineando come sfilare a Roma rappresenti uno dei traguardi più ambiti nella carriera di ogni designer. Benton ha inoltre evidenziato il valore dello scambio creativo nato durante la manifestazione, definendolo un’esperienza di grande crescita professionale.
La sua collezione ha conquistato il pubblico con un’esplosione di energia: paillettes, cristalli, frange, colori brillanti e dettagli luminosi hanno dato vita a una proposta glamour dedicata a una donna audace, protagonista di un immaginario contemporaneo che richiama l’atmosfera delle grandi piste da ballo internazionali. Il fascino dell’eleganza senza tempo. Tra le collezioni più apprezzate quella firmata Gianni Calignano, che con Black and White ha interpretato il dialogo eterno tra bianco e nero. Satin, chiffon e pizzi preziosi hanno dato forma ad abiti da sera dalle linee essenziali, impreziositi da drappeggi, profonde scollature e delicati inserti in pizzo, esaltando una femminilità sofisticata e raffinata.
Con Giovanni Cannistrà la sartoria maschile ha incontrato la sensualità mediterranea. Gessati, pied de poule e grisaglie sono stati reinterpretati attraverso ricami, pizzi e silhouette ispirate agli anni Cinquanta. Per la sera, invece, spazio a chiffon impalpabili, ricami argentati e motivi floreali dai colori vivaci, mantenendo quell’equilibrio tra rigore ed opulenza che da sempre caratterizza il suo stile.
Un linguaggio essenziale ma estremamente potente ha invece caratterizzato Monochrome, la nuova proposta di Franco Ciambella. Lo stilista ha costruito una collezione in cui il colore diventa protagonista assoluto, modellando gli abiti come vere sculture contemporanee. A completare ogni look, collane artistiche monocromatiche realizzate in perfetta armonia con gli outfit.
La storia della couture italiana sfila in passerella
Applausi anche per Nino Lettieri, che ha scelto di raccontare trent’anni di carriera attraverso dieci creazioni provenienti dall’archivio storico della maison. Una selezione che ha ripercorso alcune delle collezioni più rappresentative dello stilista, confermando il ruolo centrale del bianco e nero nella sua ricerca estetica e nella costruzione di una femminilità elegante e senza tempo.
Lo sguardo si è poi spostato verso gli anni Ottanta con Michele Miglionico, che ha reinterpretato quel decennio iconico con una sensibilità contemporanea. Giacche strutturate, spalle decise, gonne corte e volumi alleggeriti hanno dato vita a una collezione in cui il carattere incontra la raffinatezza. Tessuti preziosi e una palette intensa hanno completato una proposta capace di coniugare memoria e modernità.
Con Gian Paolo Zuccarello è tornata protagonista la Sicilia. La capsule Poesia Siciliana ha raccontato la sensualità femminile attraverso il predominio del nero, linee avvolgenti, ricercati contrasti volumetrici e un’attenta selezione dei tessuti. Una moda che guarda alla tradizione mediterranea reinterpretandola con eleganza contemporanea. Identità, territorio e alta sartoria. La stilista Pina Grasso ha presentato AURA, una collezione che mette in dialogo corpo, luce e trasparenze. Tessuti impalpabili, lavorazioni sartoriali eseguite a mano e dettagli quasi invisibili hanno raccontato un’idea di eleganza che non nasconde, ma valorizza la personalità di chi indossa ogni creazione. Un omaggio alla sartoria siciliana e alla forza della femminilità contemporanea.
Grande impatto scenografico anche per Maestà, la nuova collezione bridal firmata Salvatore Pappacena. Mikado, pizzi Chantilly ricamati, cristalli, organze modellate a mano e strutture architettoniche hanno costruito abiti pensati per esaltare una sposa regale, impreziosita da accessori esclusivi progettati insieme a ogni singola creazione.
Originalità e sperimentazione hanno invece contraddistinto Pietro Paradiso, che con la sua Demi-Couture 2026 ha ribadito una filosofia stilistica fondata su identità, innovazione e libertà creativa. Fibre di fico d’India trasformate in gioielli, sacchi di juta reinterpretati come mantelle preziose, chiffon comaschi e lavorazioni pugliesi hanno dato vita a un dialogo tra materiali insoliti e grande artigianalità. Un messaggio chiaro accompagna la collezione: la donna deve essere libera di interpretare il proprio abito.
Ha chiuso le sfilate Rezarta Skifteri, artista e stilista di origine albanese, con Il Giardino dell’Anima. Una collezione dedicata a una donna forte ma capace di conservare sensibilità e leggerezza. Trasparenze, tonalità pastello, oro, argento e nero si sono intrecciati con fiori, farfalle e pietre preziose interamente lavorati a mano, trasformando ogni creazione in una vera opera d’arte da indossare.
L’intera seconda giornata ha confermato la vocazione internazionale del Rome Fashion Show #Haute Couture, capace di mettere in dialogo linguaggi stilistici differenti senza perdere di vista il valore dell’alta sartoria italiana, autentico filo conduttore dell’intera manifestazione.
Dietro le quinte, partner e una vetrina internazionale per la couture
A contribuire al successo del Rome Fashion Show #Haute Couture 2026 è stata anche un’organizzazione capace di valorizzare ogni aspetto dell’evento, dalla produzione alla comunicazione. Le sfilate sono state trasmesse in diretta mondiale sul canale YouTube MR TV Models Runway, diretto da Giancarlo Presutto, consentendo al pubblico internazionale di seguire in tempo reale le due giornate dedicate all’alta moda. Le interviste esclusive ai protagonisti sono state affidate alla giornalista e conduttrice Raffaella Ligorio, che ha raccolto impressioni e commenti di stilisti, ospiti e professionisti del settore.
Fondamentale anche il lavoro svolto nel backstage, dove make-up artist e hair stylist hanno contribuito a definire l’immagine di ogni collezione. Il coordinamento del trucco è stato curato da Jonathan Tabacchiera, mentre l’hairstyling è stato affidato a Barbaro Virgillito, Pietro Ciuccio e Federico Donnarumma, interpreti di look capaci di dialogare con le diverse identità stilistiche portate in passerella.
L’edizione 2026 ha inoltre potuto contare sul sostegno di importanti realtà istituzionali e associative. Tra i patrocini figurano CONFIINE – Confederazione Imprenditori Italiani in Europa, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Lazio, l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, CNA Federmoda, Fondazione Campagna Amica, Fondazione UniVerde, Coldiretti Donne e Terranostra Agriturismo e Ambiente, testimonianza di una rete di collaborazioni che conferma il crescente rilievo della manifestazione nel panorama nazionale.
Anche gli allestimenti hanno contribuito a rendere l’esperienza immersiva. Il Salone delle Colonne è stato impreziosito dalle fragranze della maison di profumeria artistica PANTHEON Roma, sponsor dell’evento, che ha proposto ai visitatori un percorso olfattivo dedicato, accompagnato da omaggi esclusivi. Un’iniziativa che ha permesso di raccontare il profumo come forma d’arte, capace di intrecciare memoria, identità e bellezza nel segno della Capitale.
Il pubblico ha inoltre ricevuto gift firmati Milano Fashion di Salvatore Starita, licenziatario ufficiale ALV by Alviero Martini, insieme ai prodotti beauty Hintime di Nino La Falce. A completare l’atmosfera della manifestazione sono stati gli scenografici allestimenti floreali realizzati dal floral designer piemontese Symon Mattio, mentre tra i partner dell’edizione ha figurato anche Udisky, rappresentata da Giovanna Giambruno. Un’edizione che guarda già al futuro. La terza edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture ha confermato la crescita di un progetto che, anno dopo anno, consolida il proprio ruolo nel calendario degli appuntamenti dedicati all’alta moda. La manifestazione ha saputo coniugare formazione, creatività, sostenibilità, dialogo culturale e valorizzazione dell’artigianato, offrendo spazio sia ai giovani designer sia ai grandi protagonisti della couture italiana e internazionale.
Il successo registrato nelle due giornate romane, la partecipazione di oltre seicento ospiti, la presenza di stilisti provenienti da diversi Paesi e l’ampia diffusione attraverso i canali digitali confermano la vocazione sempre più internazionale dell’evento ideato e diretto da Steven G. Torrisi. Un percorso che continua a crescere e che pone Roma al centro del dialogo tra tradizione sartoriale e nuove tendenze del fashion system.
Archiviata con successo l’edizione 2026, l’attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento. Il sipario si è chiuso tra gli applausi del pubblico e degli addetti ai lavori, con la promessa di un ritorno ancora più ricco nel 2027, quando il Rome Fashion Show #Haute Couture tornerà a celebrare il talento, l’innovazione e l’eccellenza della moda internazionale nella cornice della Capitale.
Filly di Somma

