Home News Castellammare di Stabia, il Museo di Stabiae conquista Alberto Angela: «Per la...

Castellammare di Stabia, il Museo di Stabiae conquista Alberto Angela: «Per la pittura romana è il più importante dopo Napoli»

1
94
screenshot dal sito https://museoliberodorsi.it/
screenshot dal sito https://museoliberodorsi.it/

«Per la pittura romana è il museo più importante dopo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli». Con queste parole Alberto Angela ha acceso i riflettori sul Museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”, consacrandolo tra le realtà culturali di maggiore rilievo del Paese e rilanciando il valore di un patrimonio che per troppo tempo è rimasto all’ombra dei più noti siti vesuviani.

Il celebre divulgatore scientifico e volto della televisione italiana ha sottolineato l’eccezionale ricchezza della collezione stabiese, composta dagli straordinari affreschi e dagli apparati decorativi recuperati dalle ville romane dell’antica Stabiae, sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Un patrimonio che, per qualità artistica e stato di conservazione, rappresenta una delle più importanti testimonianze della pittura parietale romana al mondo.

Il museo, ospitato nella Reggia di Quisisana, custodisce i reperti provenienti dalle sontuose ville d’otium dell’aristocrazia romana, come Villa Arianna e Villa San Marco. Sale decorate, affreschi policromi, elementi architettonici e oggetti della vita quotidiana raccontano il lusso, il gusto e la raffinatezza di una delle località di villeggiatura più esclusive dell’antichità.

Le parole di Alberto Angela rappresentano un riconoscimento prestigioso non solo per il museo, ma per l’intero territorio di Castellammare di Stabia. Negli ultimi anni il sito ha conosciuto una significativa crescita grazie al lavoro del Parco Archeologico di Pompei, che ha investito nella valorizzazione del patrimonio stabiese, ampliando l’offerta culturale e promuovendo un percorso che integra il museo con le ville archeologiche disseminate sul territorio.

Il giudizio espresso dal divulgatore assume un valore ancora maggiore se si considera il ruolo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, riferimento internazionale per l’archeologia classica. Collocare il Museo di Stabiae immediatamente dopo il MANN per importanza della collezione di pittura romana significa riconoscere l’unicità di un patrimonio che non ha eguali per qualità, estensione e valore storico.

Un riconoscimento che può rappresentare un’opportunità anche sul piano turistico. Castellammare di Stabia è infatti sempre più al centro degli itinerari culturali della Campania, grazie al dialogo tra il Museo di Stabiae, gli scavi archeologici, la Reggia di Quisisana e il sistema dei siti vesuviani. Un’offerta capace di attrarre studiosi, appassionati e visitatori da tutto il mondo.

L’auspicio è che le parole di Alberto Angela possano contribuire ad accrescere ulteriormente la notorietà del Museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”, rendendolo una tappa imprescindibile per chi desidera conoscere da vicino la straordinaria civiltà romana e il patrimonio archeologico custodito alle pendici del Vesuvio.

Il Museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” e la collina di Quisisana

screenshot dal sito https://museoliberodorsi.it/
screenshot dal sito https://museoliberodorsi.it/

Il museo è stato inaugurato nel 2020 negli ambienti monumentali della Reggia di Quisisana, storica residenza borbonica che domina il Golfo di Napoli dalle pendici del Monte Faito. Il museo porta il nome del preside e archeologo Libero D’Orsi, protagonista negli anni Cinquanta della riscoperta delle antiche ville di Stabiae, riportando alla luce un patrimonio rimasto sepolto per quasi due millenni dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Oggi le sue sale espongono centinaia di reperti provenienti dalle ville d’otium dell’antica Stabiae, tra affreschi, mosaici, sculture, suppellettili e oggetti della vita quotidiana che raccontano il raffinato stile di vita dell’aristocrazia romana.

La collina di Quisisana, sulla quale sorge la Reggia, rappresenta da secoli uno dei luoghi simbolo di Castellammare di Stabia. Il nome deriva dall’espressione latina Domus de Loco Sano e, secondo la tradizione, dalla frase «Qui si sana», attribuita al re Carlo II d’Angiò, che avrebbe tratto beneficio dal clima salubre della zona. Nei secoli successivi il complesso fu ampliato dagli Angioini, dagli Aragonesi e soprattutto dai Borbone, che lo trasformarono in una prestigiosa residenza estiva. Affacciata sul Golfo di Napoli e immersa nel verde del Monte Faito, la collina di Quisisana continua a rappresentare un punto privilegiato di osservazione sul territorio stabiese, unendo paesaggio, storia e archeologia in uno dei contesti culturali più suggestivi della Campania.

Chi era Libero D’Orsi

Libero D’Orsi (1901-1977) è considerato il padre della riscoperta dell’antica Stabiae. Insegnante, preside e archeologo per passione, dedicò gran parte della sua vita alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio archeologico stabiese. A partire dagli anni Cinquanta, intuendo l’enorme potenziale dell’area sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., promosse e seguì campagne di scavo che riportarono alla luce alcune delle più straordinarie ville romane dell’antica Stabiae, tra cui Villa Arianna e Villa San Marco.

Con grande determinazione riuscì a coinvolgere le istituzioni nella tutela dei reperti e nella prosecuzione degli scavi, contribuendo in modo decisivo a far conoscere al mondo un patrimonio che fino ad allora era rimasto quasi dimenticato rispetto a Pompei ed Ercolano. Molti degli affreschi, delle sculture e degli oggetti rinvenuti grazie al suo lavoro costituiscono oggi il nucleo principale delle collezioni del Museo Archeologico di Stabiae.

In riconoscimento del suo instancabile impegno per la tutela della memoria storica della città, il museo inaugurato nel 2020 all’interno della Reggia di Quisisana è stato intitolato proprio a Libero D’Orsi. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla rinascita archeologica di Castellammare di Stabia e alla valorizzazione di uno dei patrimoni artistici più importanti dell’antica Roma.

D’Orsi non era un archeologo di professione: era un preside di scuola, ma la sua passione e il suo rigore scientifico furono tali da consentirgli di guidare la rinascita degli scavi di Stabiae, guadagnandosi il rispetto della comunità scientifica italiana. Ancora oggi è ricordato come la figura che ha restituito l’antica Stabiae alla storia.

https://museoliberodorsi.it/

Filly di Somma

1 COMMENT

  1. Sembra quasi un paradosso ,ma scoprire musei di tale bellezza ricchi di preziosi reperti è quasi una scoperta archeomuseale , ovvero scoprire e conoscerne il contenuto è quasi sempre una scoperta casuale o dovuta alla ricerca ed esperienza di chi come il dott.Angela lo presenta in TV. Peccato che il ministero della cultura non pubblicizzi a step queste realtà così belle e le ponga come menù artistico ai tanti turisti e appassionati d’arte che vi passano vicino e non sanno cosa c’è.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here