Correndo sempre sullo stesso prato, che cosa abbiamo trovato? Le stesse vecchie paure, vorrei che tu fossi qui

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Nella maestosa cornice medioevale del Castello Sforzesco, i Pink Floyd tornano tra noi a illuminare, come stelle immortali, il notturno cielo di Milano con la forza e la bellezza delle loro canzoni.

Le stelle possono impaurire”

Non a caso, il giovane e vibrante gruppo musicale che ce le ha proposte, ha voluto fare un altro omaggio ai Pink Floyd, dopo The Dark Side of the Moon, intitolando lo spettacolo “Wish you were here”, riprendendo il titolo di un famoso brano del 1975.

Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui.

Siamo solo due anime perse

che nuotano in una boccia per pesci,

anno dopo anno,

percorrendo sempre lo stesso vecchio terreno.

Cosa abbiamo trovato?

Le stesse vecchie paure.

Vorrei che tu fossi qui” Wish you were here.

Quindi, credi di poter distinguere il Paradiso dall’Inferno, il cielo azzurro dal dolore?” Wish you were here.

Syd Barrett, Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright si erano incontrati nell’ambiente londinese del Politecnico, “noi siamo il domani… siamo artisti” in quei prolifici, immaginifici, ribelli anni sessanta. Il nome della band è un omaggio a due bluesman Pink Anderson e Floyd Council.

Syd sarà il cantante e chitarrista, Roger il bassista, Nick il batterista, Richard il tastierista. Nel gennaio 1968 si unì al quartetto anche il chitarrista David Gilmour che, in seguito, prese il posto di Barrett che si era gradualmente allontanato dal gruppo per problemi di salute.

ti aspetterò
Sul lato oscuro della luna
E se ti capita di arrivare prima di me
Lascia un messaggio nella polvere solo per me
Se non lo vedo ti aspetterò
Sul lato oscuro della luna”.
Dark side of the moon

E nessuno ci ha chiamati a terra
E nessuno conosce i dove e i perché
Qualcosa si muove e qualcosa prova
A salire verso la luce.
Echoes

Melodie che sono come poesie, preghiere, appelli, urla, che riecheggiano in spazi sconfinati, sconfinati come il sogno di raggiungere qualcosa di lontano, inarrivabile, se non fosse per il potere della musica. Attraverso di lei tutto è possibile, tra assoli di chitarra, monete che rotolano, orologi che ticchettano, sonorità psichedeliche, trip mentali. Musica che penetra dentro, illuminando il lato oscuro delle nostre anime e portando alla luce quello che di buono è rimasto.

Canzoni come viaggi filosofici, ogni parola è poesia, ogni parola è una pallottola che sibila.

Brani che racchiudono la paura del tempo, la pazzia, la guerra, la solitudine, il potere dei soldi, i temi e i tempi dell’uomo.

Il denaro, dicono, è la radice di tutti i mali oggi.” Money

Ehi, tu

Non aiutarli a seppellire la luce

Non arrenderti senza combattere

Ehi, tu, là fuori da solo

Seduto nudo accanto al telefono

Mi toccheresti? Hey you.

Musica, teatro e immagini si intrecciano e fanno da contraltare alle parole di Syd, interpretato da Matteo Pisu, e che ci conducono in questo viaggio musicale ed esistenziale, tra passato e futuro, e man mano che procediamo, ci rendiamo conto che non stiamo assistendo solo a un concerto. È il potere della musica, quella bella, quella sofferta, quella che nasce dal profondo e che ha la forza di portare in superficie ciò che avevamo dimenticato.

Ricordi quando eri giovane
Brillavi come il sole
Continua a brillare, pazzo diamante
Ora c’è uno sguardo nei tuoi occhi
Come buchi neri nel cielo
Continua a brillare, pazzo diamante.
Shine on you crazy diamond.

Daria D. Morelli Calasso

 

Al Castello Sforzesco

23 Luglio 2026

PINK FLOYD: WISH YOU WERE HERE – ESTATE AL CASTELLO 2026

A cinquant’anni da un album che ha cambiato la storia del rock

progetto e regia Marco Rampoldi
drammaturgia Paola Ornati

Pietro Bombardelli, voce
Antonio Mariano e Fabio Malavolta, chitarre
Simone Mauro Ghilardi, tastiere e voce
Luca Corbani, basso
Matteo Rampoldi, batteria
Filippo Cadringher, sassofoni
Sara Cosco, Lorenza Guatteri, Lara Mandelli, cori

e con Matteo Pisu nel ruolo di Syd

produzione Teatro Franco Parenti / Rara

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