Movimentale a Capodimonte: il secondo appuntamento conferma il successo della rassegna

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Prosegue con esito brillante la XX edizione di “Movimentale”, festival di danza contemporanea e videoarte ideato da Antonello Tudisco, direttore artistico dell’Associazione Interno 5, promosso e finanziato dal Comune di Napoli, che si svolge nella cornice suggestiva del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Dopo l’apertura del 3 e 4 luglio, il festival è tornato il 23 e 24 luglio con due nuove performance site-specific: “Senza raggiungermi” di Emma Cianchi (Compagnia Artgarage) e “Don’t you hear” di Linus Jansner (Compagnia Chaotic Kitchen).

La cifra distintiva di Movimentale resta la contaminazione tra linguaggi artistici: quest’anno le coreografie nascono dal dialogo con opere della collezione del museo, scelte dai coreografi stessi per affinità espressiva. Per Emma Cianchi il punto di partenza è stato “Atalanta e Ippomene” di Guido Reni; per Linus Jansner, “Apollo e Marsia” di Ribera.

Nello spazio antistante la palazzina dei principi, Cianchi ha messo in scena il contrasto tra movimento e sospensione, tra la velocità della corsa e l’eleganza plastica delle figure del dipinto, interrogandosi su quanto contino desiderio, destino e strategia nelle scelte di vita. La coreografia richiama il celebre mito di Atalanta, la principessa che sfidava i pretendenti in gare di corsa mortali per gli sconfitti, e di Ippomene, che riuscì a vincerla grazie alle tre mele d’oro donate da Afrodite. Nonostante le difficoltà poste dal pavimento in lastroni di pietra lavica degli esterni del museo, i danzatori Maria Anzivino, Luca De Santis, Tonia Laterza e Antonio Tello hanno offerto un’interpretazione intensa e tecnicamente solida, capace di unire rigore e teatralità. Il lavoro è stato arricchito dai testi di Manuela Barbato e dai disegni di Marta Carbone.

Nel cortile del museo è andata in scena la seconda performance, “Don’t you hear” di Linus Jansner, ispirata al drammatico “Apollo e Marsia” di Ribera. L’autore si è detto colpito dalla quiete inquietante che precede la violenza raffigurata nel dipinto, dal contrasto tra la compostezza di Apollo e la brutalità dello scuoiamento inflitto a Marsia, episodio narrato nelle Metamorfosi di Ovidio. Da questa suggestione nasce una riflessione sul potere e sulla vulnerabilità dell’artista, con il corpo danzante inteso come tela in movimento. La coreografia, più concettuale che narrativa e di stampo nordeuropeo, fonde danza contemporanea, floor dance e urban dance in una creazione vibrante quanto lo scontro mitologico che la ispira. Ottima la prova d’insieme dei cinque giovani interpreti — Mariarosaria Napolano, Martina Persico, Joelina Rietsche, Lotta Sandhorgh e lo stesso Jansner — capaci di coinvolgere il pubblico in un crescendo di energia. Le musiche originali di Julia Primicile Carafa hanno completato l’atmosfera dello spettacolo.

La serata si inserisce in un format pensato per avvicinare il pubblico all’arte in tutte le sue forme: grazie all’apertura prolungata del museo, gli spettatori hanno potuto visitare le sale prima e dopo gli spettacoli, osservando con sguardo nuovo le opere che avevano ispirato le coreografie appena viste. Un risultato reso possibile dalla visione del direttore artistico Antonello Tudisco e dalla collaborazione con il direttore del Museo di Capodimonte, Eike Schmidt.

Serena Cirillo

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