La raffinata arte di Sergio Cammariere

Data:

Moon in June Festival, Castel Rigone (PG). Lunedì 27 luglio 2026

Rimandato di un giorno a causa del rischio maltempo previsto per domenica 26, finalmente si è tenuto l’atteso concerto di Sergio Cammariere a Castel Rigone, piccolo e grazioso borgo medievale nei dintorni del Trasimeno tutto da scoprire. L’evento è parte del programma concertistico del Moon in June Festival, manifestazione che dal 2015 rappresenta un punto di riferimento per tutti gli appassionati di Umbria e dintorni.

Cammariere (1960), calabrese di nascita ma romano d’adozione, è uno degli artisti più raffinati del panorama musicale italiano. Dopo anni di gavetta e di colonne sonore per il Cinema (sua altra grande passione), il debutto discografico come cantautore e pianista avviene relativamente tardi, con Dalla pace del mare lontano (2001), ma la partecipazione a Sanremo 2003 e il terzo posto con Tutto quello che un uomo imprimono una svolta decisiva alla sua carriera. La sua musica è una sapiente miscela di cantautorato italiano, jazz e influenze sudamericane e balcaniche. Le canzoni, scritte col fedele collaboratore Roberto Kunstler, sono fragili riflessioni esistenziali (non solo sull’amore, ma anche sulla religione, sulla filosofia, sulla Natura…) caratterizzate da una vena poetica, malinconica, e introspettiva. La voce, calda e passionale, non va mai sopra le righe, mantenendo una compostezza che si sposa alla perfezione con l’atmosfera notturna dei testi.

La piccola ma avvolgente Piazza Sant’Agostino, incastonata nel cuore di Castel Rigone, si è rivelata la cornice ambientale perfetta per assecondare la natura delicata e intima dell’arte di Cammariere, accompagnato per l’occasione da due compagni d’avventura e amici quali la violoncellista Giovanna Famulari e il sassofonista Daniele Tittarelli.

L’artista, come sua consuetudine, ha rotto il ghiaccio con un’improvvisazione pianistica che ha dato subito un’impronta chiara alla serata, costituendone un efficace compendio: melodia, sogno, eleganza, ritmo basso, meditazione. Poi, prima dell’ingresso dei compagni, si è concesso un’altra esecuzione in solitudine, quella di Sorella mia, dal suo primo album. A seguire, il primo dei due strumentali della serata, il Tema di Malerba (contenuto nell’album Piano del 2017). Poi, una selezione di alcune tra le sue canzoni più celebri come l’ironica Camtautore piccolino, l’alata L’amore non si spiega (portata a Sanremo 2008), le recenti La pioggia che non cade mai e Come un sogno, l’altro strumentale Dodici minuti di pioggia, la preghiera laica (così come l’ha definita l’autore stesso) Padre della notte, oltre a La canzone dell’impossibile, Viali di cristallo, Tempo perduto, Acqua nell’acqua e Per ricordarmi di te.

In chiusura, non poteva mancare la canzone che gli ha cambiato la vita, cioè Tutto quello che un uomo. Poi, sollecitato dall’ovazione del pubblico che ha tributato a lui e agli altri due musicisti un metaforico abbraccio molto caloroso, Cammariere si è congedato concedendo il “bis” con Dalla pace del mare lontano, chiudendo un’ora e mezza di concerto all’insegna delle grandi emozioni. Emozioni che possono arrivare a chiunque sia disposto a mettere da parte, almeno per un po’, la folle frenesia della vita quotidiana per rallentare il passo e concedersi un momento di ristoro in questa oasi di pace che è la sua Arte. Grazie.

Francesco Vignaroli

Si ringrazia Moon in June Festival per l’ospitalità

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