Il poliziottesco… in pillole: Quelli della calibro 38

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Il film di cui leggerete oggi è ad opera di Massimo Dallamano, che morì in un incidente automobilistico subito dopo le riprese di questa pellicola, il 4 novembre 1976. Il regista nativo di Roma, forse, non è notissimo al grande pubblico, ma per quanto riguarda il genere poliziottesco lo possiamo rimembrare per altre due pellicole di non secondaria importanza quali “ Si può essere più bastardi dell’ Ispettore Cliff ? “ e “ La polizia chiede aiuto “. C’ è qualche elemento in comune fra questi tre film? Praticamente nessuno se non che in due di questi tre è presente Ivan Rassimov, un volto alquanto noto dell’ epoca, che iniziò la sua carriera nel mondo dei fotoromanzi.

Durante una retata a Torino, in un conflitto a fuoco, il Commissario Vanni, Marcel Bozzuffi, uccide il fratello del Marsigliese, Marsigliese nei cui cenci vediamo Ivan Rassimov, il quale giura vendetta a Vanni, vendetta che si compirà atrocemente, dato che, sul pianerottolo di casa, ucciderà con tre colpi di pistola la moglie del Commissario davanti agli occhi atterriti del figlio. Ma il Marsigliese, non ha affatto chiuso i conti con Vanni, anzi, è appena agli inizi visto che ha messo sotto assedio il capoluogo piemontese con una serie di attentati dinamitardi. Vanni, allora, tira su una Squadra Speciale, quattro i suoi componenti, che cerchi di contrastare le scorribande del Marsigliese e dei suoi fidi scagnozzi, uno dei quali è ben rappresentato dal fido Berto, Antonio Marsina il bravissimo interprete.

Torino è sotto assedio, i quattro + uno della Squadra Speciale hanno anche le mani legate, termine abbastanza in uso all’ epoca, i possibili testimoni, un informatore di Vanni e la donna di Berto, vengono fatti fuori. Oltre a tutto questo, il Marsigliese, di cui non si sa il vero nome, cosa avvenuta anche in altre pellicole, è sempre a conoscenza delle mosse della Polizia in quanto con un ingegnoso meccanismo riesce ad intercettare le loro comunicazioni radio. Tutto sembra finire per il peggio quando l’ ultimo attentato dinamitardo miete numerose vittime al mercato ortofrutticolo, e fra le vittime c’ è pure uno degli uomini di Vanni, Nico, interpretato da Riccardo Salvino. Berto, nel frattempo, datosi alla fuga, uccide un altro dei componenti della Squadra Speciale, ma viene a sua volta freddato da uno dei due sopravvissuti.

Vanni insegue il Marsigliese che ha con sé un bambino in ostaggio, inseguimento da tramandare ai posteri quello compiuto dal Commissario che con una Fiat 127 sale fin sul tetto di un treno bisarca per trasporto di automobili. Arrivato all’ aeroporto, il bandito sale su un aereo, ma Vanni è arrivato prima di lui e dopo avergli urlato “ Marsigliese “ lo stende con tre colpi di pistola, forse una Calibro 38, visto il titolo del film? E qui si chiude, forse un po’ frettolosamente, il film che, a parte questa conclusione un po’ alla Usain Bolt, si presenta tosto il giusto, con uccisioni truci, inseguimenti tosti, poco sentimento, tutti elementi tipici del poliziottesco.

Stefano Bertini

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