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Europei di nuoto, Parigi si tinge d’azzurro: l’Italia a caccia di nuove medaglie

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PARIGI – Parigi torna capitale dello sport acquatico. Dopo le emozioni olimpiche del 2024, la Senna e il Centre Aquatique Olympique ospitano la 38ª edizione dei Campionati Europei di sport acquatici, appuntamento che riunisce le principali stelle del nuoto continentale. La manifestazione è iniziata il 31 luglio e terminerà il 16 agosto, mentre da oggi, 10 agosto, prende ufficialmente il via il programma del nuoto in vasca, destinato a concludersi domenica 16.

L’Italia arriva all’appuntamento con numeri importanti: 48 atleti, 26 uomini e 22 donne, la rappresentativa azzurra più numerosa mai schierata in un’edizione degli Europei disputata fuori dall’Italia. Un dato che racconta, prima ancora dei risultati, la profondità di un movimento che continua a produrre talento in diverse specialità e generazioni.

L’Italia riparte da una squadra profonda

Il gruppo azzurro presenta campioni affermati, protagonisti delle ultime grandi manifestazioni internazionali e una nuova generazione chiamata a misurarsi per la prima volta con un appuntamento di vertice.

Tra gli uomini gli occhi sono puntati soprattutto su Thomas Ceccon, campione olimpico e uno dei riferimenti della velocità e del dorso internazionale, su Nicolò Martinenghi, chiamato a ritrovare la condizione migliore, e su Alberto Razzetti, ormai presenza stabile nelle gare più importanti del panorama europeo. Attenzione anche a Simone Cerasuolo, campione del mondo nei 50 rana, e ai giovani Carlos D’Ambrosio, Sara Curtis e agli altri talenti emergenti che rappresentano il futuro dell’Italnuoto.

In campo femminile, invece, la squadra si affida all’esperienza di Simona Quadarella, plurimedagliata internazionale, e di Benedetta Pilato, oltre alla solidità di atlete come Silvia Di Pietro, Lisa Angiolini e Anita Bottazzo. Ma il gruppo guarda anche al futuro, con giovani come Alessandra Mao, appena quindicenne, e una serie di debuttanti pronti a vivere il primo grande Europeo della carriera.

Una combinazione tra esperienza e ricambio generazionale che il direttore tecnico Cesare Butini considera uno degli elementi caratterizzanti della Nazionale. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’Italia tra le protagoniste internazionali e, contemporaneamente, cominciare a individuare gli atleti sui quali costruire la squadra olimpica del 2028.

Dopo la Senna, il test della piscina

Parigi ha già regalato all’Italia un avvio di Europeo di grande spessore. Nelle acque libere della Senna, il movimento azzurro ha raccolto risultati pesanti, con Ginevra Taddeucci protagonista assoluta e Gregorio Paltrinieri ancora una volta capace di lasciare il segno. Taddeucci ha conquistato l’oro nella 10 chilometri e si è poi imposta anche nella 5 chilometri, mentre Paltrinieri ha aggiunto un bronzo nella gara più breve.

L’Italia ha inoltre chiuso il programma delle acque libere al vertice della classifica per nazioni, confermando una tradizione ormai consolidata nella specialità. Nell’ultima giornata è arrivato anche l’argento nella staffetta mista 4×1500 metri.

Ora, però, la scenografia cambia. Dalla corrente della Senna si passa alle corsie dell’Olympic Aquatic Centre, dove contano esclusivamente cronometro, tecnica e capacità di reggere la pressione.

Una sfida anche contro la Francia

Il livello della competizione sarà particolarmente alto. La Francia, padrona di casa, si presenta con Léon Marchand, quattro volte campione olimpico, inserito nelle liste di partenza dei 400 stile libero, 200 farfalla, 200 e 400 misti. Marchand arriva all’appuntamento dopo un problema all’adduttore destro che lo aveva costretto a rinunciare ai campionati nazionali, ma la sua presenza aggiunge ulteriore interesse alla rassegna parigina.

Al suo fianco ci sarà anche Maxime Grousset, iscritto a quattro gare tra stile libero e farfalla. E non mancheranno altri grandi nomi del nuoto europeo, in una competizione che si annuncia particolarmente significativa anche per il ritorno degli atleti russi e bielorussi sotto bandiera neutrale.

Per l’Italia, dunque, non sarà sufficiente guardare al medagliere. L’Europeo di Parigi rappresenta un test tecnico e generazionale: capire quali certezze sono rimaste dopo il ciclo olimpico precedente e quali nuovi protagonisti possono emergere.

Il peso della tradizione

La storia recente degli Europei racconta quanto l’Italia sia ormai una delle potenze continentali del nuoto. Nelle precedenti edizioni, gli azzurri hanno conquistato complessivamente 274 medaglie, tra cui 76 ori, mentre a Roma 2022 la Nazionale aveva stabilito il proprio record con 35 medaglie: 13 ori, 13 argenti e 9 bronzi.

Ripetere quei numeri, a Parigi, sarà tutt’altro che semplice. La concorrenza è cresciuta e il livello tecnico europeo si è ulteriormente alzato. La stessa direzione tecnica italiana ha sottolineato come la Francia, soprattutto giocando in casa, rappresenti una delle nazioni in maggiore crescita.

Ma proprio per questo l’Europeo francese assume un significato particolare. Non è soltanto una caccia alle medaglie: è il primo grande appuntamento attraverso il quale misurare la nuova Italia del nuoto.

Una settimana per capire il futuro

Le gare in vasca proseguiranno fino a domenica 16 agosto. In sette giorni si concentreranno finali, staffette, duelli individuali e prime indicazioni sul percorso che porterà ai prossimi Giochi olimpici.

Per alcuni azzurri sarà l’occasione di confermare il proprio status. Per altri, soprattutto i più giovani, sarà invece il primo vero confronto con la pressione di un grande evento internazionale.

Il punto di partenza, però, è chiaro: l’Italia c’è. È arrivata a Parigi con una squadra numerosa, competitiva e profondamente rinnovata. Ha già lasciato il segno nella Senna e ora cerca nella piscina dell’Olympic Aquatic Centre le risposte più importanti.

Il conto alla rovescia verso Los Angeles è appena cominciato. E Parigi, ancora una volta, può diventare il luogo in cui il nuoto italiano scopre quanto è forte il proprio presente e, soprattutto, quanto può essere ambizioso il proprio futuro.

Filly di Somma

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