Fotomodella, scrittrice e creativa, Francesca Magda torna a raccontarsi dopo un periodo di silenzio con la forza di un uragano e il desiderio di dare voce alle infinite sfaccettature dell’universo femminile.
Roma è lo sfondo, ma anche una parte del linguaggio. È qui che Francesca Magda costruisce il proprio percorso creativo, mescolando fotografia, poesia, corpo e immaginazione.
Il suo lavoro nasce dall’incontro di due elementi apparentemente diversi: l’arte figurativa e la parola. Da una parte il corpo, la presenza, lo sguardo della fotografia. Dall’altra le parole, intime, taglienti, poetiche, capaci di raccontare ciò che una fotografia da sola non può dire.
Francesca non vuole rappresentare una sola idea di donna. Al contrario, il suo universo creativo nasce proprio dalla molteplicità: la donna sensuale e quella fragile, quella potente e quella che si perde, quella che desidera, che sbaglia, che ricomincia, che si mostra e quella che invece vorrebbe sparire.
Ogni immagine diventa così una possibilità diversa di essere donna. E ogni poesia ne racconta una parte nascosta.
“Sono tornata. Ecco, chi sono”. Non certo un ritorno silenzioso il suo, ma una ripartenza consapevole, piena di energia e voglia di creare, spingendosi oltre i confini.
La sua ricerca parte dal corpo che diventa uno strumento narrativo, un modo per interrogarsi sull’identità, sulla femminilità, sul desiderio e sul rapporto che ogni donna costruisce con la propria immagine.
Le suePoesie e i suoi testi diventano una seconda pelle delle immagini, creando un dialogo tra ciò che si vede e ciò che invece rimane dentro.
È proprio in questo spazio, tra ciò che appare e ciò che si nasconde, che Francesca Magda costruisce la propria identità artistica.
Il suo progetto non vuole semplicemente mostrare una donna, ma raccontare quante piú donne possano convivere dentro la stessa persona.
“Si può essere musa e autrice. Si può essere presenza visibile a tutti e pensiero nell’ombra. Si può essere vulnerabile e feroce. Si può essere tutte queste cose contemporaneamente”.
Ed è questa complessità che Francesca vuole portare nel suo lavoro: non una rappresentazione perfetta della femminilità, ma una visione autentica ed onirica delle sue contraddizioni.

