Una giornata storica per la Francia e per l’esplorazione spaziale. Martedì 18 agosto 2026 l’astronauta francese Sophie Adenot ha lasciato la Stazione Spaziale Internazionale per la sua prima attività extraveicolare, diventando la prima donna francese a lavorare nel vuoto dello spazio.

A circa 400 chilometri dalla Terra, mentre la Stazione Spaziale Internazionale percorreva la sua orbita intorno al nostro pianeta, Sophie Adenot ha aperto per la prima volta il portello della ISS per affrontare una delle operazioni più complesse e affascinanti dell’attività astronautica.

Al suo fianco c’era l’astronauta della NASA Anil Menon, alla sua seconda passeggiata spaziale. I due hanno lavorato all’esterno della stazione per diverse ore, impegnati in un intervento di manutenzione fondamentale per i sistemi di comunicazione dell’avamposto orbitale.

Un momento storico per la Francia

La missione di Sophie Adenot ha un significato che va ben oltre la semplice manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale.

Con questa uscita, Adenot è diventata la prima donna francese a effettuare una passeggiata spaziale.

Prima di lei, altri astronauti francesi avevano già compiuto attività extraveicolari: Jean-Loup Chrétien, Jean-Pierre Haigneré, Philippe Perrin e Thomas Pesquet. Ma nessuna donna francese aveva mai oltrepassato il portello di una stazione spaziale per lavorare direttamente nel vuoto cosmico.

Il traguardo assume un valore particolare anche se inserito nella storia delle donne francesi nello spazio. Nel 1996 Claudie Haigneré era diventata la prima francese a raggiungere lo spazio, a bordo della stazione russa Mir. Trent’anni dopo, Sophie Adenot ha aperto un nuovo capitolo di quella storia, compiendo un passo ancora più impegnativo.

Sei ore e 23 minuti fuori dalla Stazione Spaziale

La passeggiata spaziale, identificata dalla NASA come U.S. Spacewalk 97, era stata programmata per una durata di circa sei ore e mezza.

Adenot e Menon hanno completato l’attività dopo 6 ore e 23 minuti di lavoro all’esterno della ISS.

La loro missione aveva un obiettivo estremamente concreto: sostituire una Space-to-Ground Antenna, un’antenna utilizzata per le comunicazioni ad alta velocità e per il trasferimento di dati tra la Stazione Spaziale Internazionale e i centri di controllo sulla Terra.

Un’operazione tecnica, dunque, ma che ha trasformato una normale attività di manutenzione in un appuntamento storico per l’astronautica francese.

La missione: sostituire un’antenna dell’ISS

L’antenna sulla quale hanno lavorato i due astronauti si trova nella struttura esterna della Stazione.

Il dispositivo è importante per mantenere i collegamenti tra l’avamposto orbitale e la Terra, consentendo la trasmissione di dati e comunicazioni ad alta velocità.

Adenot e Menon hanno dovuto rimuovere l’antenna non funzionante, recuperare quella sostitutiva e installarla sulla struttura della stazione, completando poi le necessarie connessioni.

Ogni movimento, anche il più semplice, deve essere eseguito con estrema precisione quando si lavora nel vuoto dello spazio. Gli astronauti sono infatti legati alla struttura della ISS e devono utilizzare strumenti progettati specificamente per funzionare in condizioni di microgravità.

Per alcune operazioni è stato inoltre utilizzato il braccio robotico Canadarm2, uno dei sistemi più importanti per le attività esterne della Stazione.

Il momento più delicato: lavorare nel vuoto

Una passeggiata spaziale è una delle attività più impegnative per un astronauta.

All’esterno della ISS non esiste atmosfera respirabile e non c’è alcuna protezione naturale dalle condizioni dello spazio. A proteggere l’astronauta è esclusivamente la tuta spaziale.

Il celebre scafandro bianco utilizzato dagli astronauti della NASA è, di fatto, una piccola navicella spaziale personale: garantisce ossigeno, pressione, controllo della temperatura, comunicazioni e protezione dall’ambiente esterno.

Per arrivare a quel momento, Sophie Adenot ha dovuto affrontare una lunga preparazione, con esercitazioni in piscina, prove delle procedure e simulazioni delle operazioni da compiere all’esterno della stazione.

Sophie Adenot, dall’aviazione militare allo spazio

La storia di Sophie Adenot è quella di una professionista arrivata all’astronautica dopo una lunga esperienza nel mondo dell’aviazione.

Pilota e ingegnera, Adenot ha prestato servizio nell’aviazione militare francese prima di essere selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) come astronauta.

La sua selezione è arrivata nel 2022, quando l’ESA ha scelto la nuova classe di astronauti europei.

Il suo percorso l’ha portata alla Stazione Spaziale Internazionale nel febbraio 2026, nell’ambito della missione Crew-12, dopo il lancio a bordo di una navetta Crew Dragon di SpaceX. Da allora partecipa alle attività scientifiche, tecnologiche e operative della ISS.

La passeggiata del 18 agosto rappresenta quindi uno dei momenti più importanti della sua missione.

Una giornata speciale anche per l’Europa

Il risultato di Sophie Adenot non riguarda soltanto la Francia.

La sua passeggiata spaziale rappresenta anche un momento importante per l’Europa: Adenot è infatti un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea.

Prima di lei, l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti era diventata nel 2022 la prima donna europea a effettuare una passeggiata spaziale.

Adenot entra così in un gruppo ristretto di astronauti europei che hanno avuto l’opportunità di lavorare direttamente all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale.

Il ritorno all’interno della ISS

Dopo oltre sei ore di lavoro, Sophie Adenot e Anil Menon sono rientrati nella Stazione Spaziale Internazionale.

Per Adenot, il momento del rientro ha segnato la conclusione di una prova che aveva richiesto mesi di preparazione.

La prima uscita nello spazio non è soltanto una delle operazioni più spettacolari che un astronauta possa compiere: è anche una delle più rischiose. Per questo ogni fase viene preparata, simulata e verificata numerose volte prima che il portello della stazione venga aperto.

Perché la missione di Sophie Adenot è importante

La passeggiata spaziale del 18 agosto 2026 resterà nella storia dell’astronautica francese per almeno due motivi.

Il primo è tecnico: Adenot ha partecipato a un’importante operazione di manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale, contribuendo a mantenere efficienti i sistemi di comunicazione dell’avamposto orbitale.

Il secondo è simbolico: per la prima volta una donna francese ha lavorato direttamente nel vuoto dello spazio.

Dopo Claudie Haigneré, che nel 1996 aveva aperto la strada alle donne francesi nello spazio, Sophie Adenot ha compiuto un nuovo passo in avanti.
Una nuova pagina nella storia dello spazio francese

La storia dell’esplorazione spaziale è fatta di grandi traguardi, ma anche di piccoli gesti tecnici che permettono alle missioni di continuare.

La sostituzione di un’antenna potrebbe sembrare un intervento di routine. Ma quando quell’intervento viene effettuato a centinaia di chilometri dalla Terra, sospesi nel vuoto e con indosso una tuta spaziale, assume un significato completamente diverso.

Per Sophie Adenot, il 18 agosto 2026 resterà soprattutto il giorno in cui ha attraversato per la prima volta il confine tra la sicurezza della Stazione Spaziale Internazionale e l’immensità dello spazio.

Una francese nel vuoto cosmico, a 400 chilometri dalla Terra. Una pagina che entra nella storia

Filly di Somma

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