A Parigi può capitare che un edificio scompaia. Non per un gioco di luci, né per un effetto cinematografico, ma per effetto di una nube. È ciò che accade nella Rotonda della Bourse de Commerce – Pinault Collection, dove l’artista giapponese Fujiko Nakaya ha installato Cloud #07156, una delle sue celebri “Fog Sculptures”. L’opera, concepita appositamente per questo luogo, trasforma l’architettura in un paesaggio mutevole, dove nulla rimane esattamente come un istante prima.

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Nata a Sapporo nel 1933, Nakaya è una delle figure più originali dell’arte contemporanea internazionale. Da oltre cinquant’anni lavora sulla nebbia come materia artistica, mettendo in discussione un principio fondamentale della scultura: l’idea che un’opera debba avere una forma stabile e riconoscibile. La prima Fog Sculpture risale al 1970, quando Nakaya presentò una grande installazione di nebbia al Padiglione Pepsi dell’Expo di Osaka. Da allora, la sua ricerca ha portato il fenomeno atmosferico in musei, parchi e spazi pubblici di tutto il mondo.

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A Parigi, la sfida è particolarmente suggestiva. La Rotonda della Bourse de Commerce è uno spazio monumentale e vertiginoso, caratterizzato dalla grande cupola e dal panorama dipinto che avvolge le pareti superiori. Al centro, il cilindro di cemento progettato da Tadao Ando introduce una geometria rigorosa, quasi astratta. È proprio all’interno di questa struttura che Nakaya lascia entrare qualcosa di apparentemente incontrollabile: una nube di finissime particelle d’acqua.

Il risultato è un sorprendente dialogo tra solidità e instabilità. Da una parte c’è l’architettura, con le sue linee, i suoi materiali e la sua storia; dall’altra c’è la nebbia, che non ha una forma definitiva, non può essere posseduta e cambia continuamente seguendo l’ambiente che la circonda.

La particolarità dell’opera è infatti che la nebbia non viene semplicemente osservata: si attraversa. Il visitatore entra fisicamente nella scultura e diventa, per qualche momento, parte dell’opera. Le persone appaiono e scompaiono, le distanze diventano difficili da percepire, i contorni dell’architettura si dissolvono. Anche il corpo contribuisce alla trasformazione dell’installazione: il calore dei visitatori influenza la dissipazione della nebbia, rendendo ogni esperienza diversa dalla precedente.

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È qui che Cloud #07156 acquista il suo significato più profondo. Nakaya non cerca di rappresentare la natura, ma di ricreare un fenomeno naturale e renderlo esperienza artistica. La nebbia diventa una materia fragile, temporanea, quasi impossibile da fissare. L’opera esiste nel momento in cui la si attraversa e, nello stesso tempo, è destinata continuamente a cambiare e a scomparire.

In questo senso, la scultura dialoga perfettamente con il tema della mostra Clair-obscur, che riunisce circa un centinaio di opere della Pinault Collection e riflette sull’eredità del chiaroscuro nel presente. Nella Rotonda, tuttavia, il rapporto tra luce e oscurità non è soltanto rappresentato: viene vissuto fisicamente. Il bianco della nebbia modifica la luce, cancella la profondità e costringe lo sguardo a cercare nuovi punti di riferimento.

L’effetto è quasi teatrale. Una figura emerge dalla nube, resta visibile per qualche secondo e poi torna a dissolversi. Un gruppo di visitatori diventa una serie di silhouette indistinte. L’edificio sembra respirare insieme alla nebbia. Da una posizione sopraelevata, la Rotonda può apparire come un paesaggio coperto da una vera e propria distesa di nuvole.

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La forza dell’opera sta proprio nella sua impermanenza. In un museo normalmente associato alla conservazione di oggetti preziosi e permanenti, Nakaya propone una scultura che non può essere conservata nella sua forma originale. Non c’è un oggetto da contemplare a distanza: c’è un fenomeno da vivere.

Cloud #07156 diventa così anche una riflessione sulla percezione. Guardare non basta. Bisogna rallentare, ascoltare, orientarsi attraverso il tatto e attraverso il movimento del proprio corpo. La nebbia rende incerto ciò che sembrava evidente: la distanza, la profondità, la presenza degli altri. E proprio questa perdita temporanea di controllo apre una modalità diversa di osservare lo spazio.

La Bourse de Commerce, uno dei luoghi più spettacolari dell’arte contemporanea parigina, diventa dunque qualcosa di completamente diverso: non più soltanto un contenitore dell’opera, ma parte integrante della sua trasformazione. L’architettura di Ando offre alla nebbia un limite, mentre la nebbia restituisce all’architettura una nuova dimensione, fragile e imprevedibile.

Fujiko Nakaya riesce così a trasformare una sostanza quasi invisibile in una vera forma di scultura. Una scultura senza peso e senza confini, destinata a nascere, mutare e svanire davanti agli occhi del pubblico.

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Ed è forse proprio questo il paradosso più affascinante di Cloud #07156per vedere davvero l’opera bisogna accettare di non poterla vedere completamente.

L’installazione è presentata alla Bourse de Commerce nel quadro di Clair-obscur ed è visitabile nell’estate 2026. Le informazioni ufficiali indicano la presenza dell’opera fino al 14 settembre!

https://www.pinaultcollection.com/fr/boursedecommerce

Filly di Somma

 

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